10 agosto 2004

I numeri della tragedia palestinese.

Scorrendo i vari siti di propaganda sionista che, ahimé, infestano il web, potrebbe sembrare a volte che vi sia in atto il massacro della popolazione israeliana ad opera dei biechi palestinesi, e che l'eroico esercito di Tsahal stia cercando in tutti i modi di difendersi come può con le poche armi a sua disposizione!
Naturalmente così non è, e per dimostrarlo basta (o meglio, dovrebbe bastare...) dare una scorsa alle statistiche sui morti della seconda Intifada elaborati da B'tselem, organizzazione pacifista israeliana che certo non può essere accusata di faziosità o antisemitismo.
Dall'inizio della seconda Intifada al 12 luglio di quest'anno, risultano essere stati uccisi ben 2.765 palestinesi, di cui 537 minori di 18 anni; 149 risultano essere i palestinesi vittime di esecuzioni extragiudiziarie.
Dal conteggio sono esclusi, naturalmente, i kamikaze morti nell'esecuzione di attentati suicidi, ma anche i palestinesi morti perchè l'esercito israeliano aveva impedito loro l'accesso ai soccorsi sanitari...
Nello stesso periodo, i morti civili israeliani ammontano a 615, di cui 109 minori di 18 anni, mentre i soldati dell'esercito di occupazione uccisi risultano essere 284.
Per quanto riguarda i feriti, il rapporto del Coordinatore speciale Onu per il medio oriente Terje Roed-Larsen li calcola in 34.300 palestinesi e 6.000 israeliani.
Questi sono i numeri, e non so se in base ad essi sia veritiero o no parlare di genocidio del popolo palestinese. Quello che è certo è che la cruda verità dei numeri segnala come sia in atto un massacro della popolazione civile palestinese assolutamente ingiustificato e sproporzionato rispetto a quelle che vengono definite dal Governo israeliano come delle semplici operazioni di "legittima difesa" da parte dell'esercito di Israele!

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