24 febbraio 2012

Un grazie da Medici per i Diritti Umani - Israele per la battaglia a favore di Khader Adnan


Come ormai è noto, il 21 febbraio scorso l’attivista palestinese Khader Adnan ha posto fine al suo sciopero della fame durato ben 66 giorni, avendo avuto rassicurazione che la sua detenzione amministrativa non sarà rinnovata alla scadenza, prevista per il 17 aprile.

Si tratta di una importante vittoria che Adnan, con il suo” sciopero per la dignità”, ha combattuto per sé stesso ma anche per tutti gli altri prigionieri che, come lui, si trovano ad essere detenuti attraverso quel meccanismo di barbarie giuridica che prende il nome di “detenzione amministrativa”.

Una battaglia che ha avuto il merito di accendere i riflettori su quel simulacro di “giustizia” che lo stato ebraico applica al popolo palestinese sotto occupazione, combattuta soprattutto sul web vista la latitanza e l’incredibile disattenzione dei media tradizionali sull’argomento.

La “detenzione amministrativa” è una procedura mediante la quale un uomo può essere incarcerato senza conoscere le accuse che gli vengono rivolte e senza che subisca un regolare processo per un periodo di sei mesi, che può essere prolungato indefinitamente.

Alla fine di dicembre 2011, secondo i dati forniti da B’tselem, erano ben 307 i palestinesi incarcerati in regime di detenzione amministrativa, 17 dei quali per un periodo continuativo compreso tra i due e i quattro anni e mezzo, uno addirittura da oltre cinque anni!

La detenzione amministrativa  viola gravemente i diritti della difesa, in primo luogo quello spettante a ciascun detenuto di essere sottoposto ad un equo e regolare processo, in chiara violazione dell’art.14 della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici. Tale barbarie giuridica, pertanto, deve cessare immediatamente.

Resta lo sconcerto per la poca o nulla attenzione dedicata allo sciopero della fame di Khader Adnan e alla questione della detenzione amministrativa da parte dei media e del mondo politico italiani.

Sembra incredibile, ma siamo in grado di attribuire cittadinanze onorarie ed encomi ad un soldato di un esercito di occupazione, mentre ignoriamo del tutto le sofferenze e le battaglie di chi lotta soltanto per chiedere l’applicazione dei diritti basilari di ciascun essere umano.

A note of thanks from PHR-Israel: the case of Khader Adnan

Cari amici,

come Medici per i Diritti Umani – Israele ha confermato all’inizio di questa settimana, Khader Adnan ha concluso martedì, 21 febbraio, il suo sciopero della fame durato 66 giorni, dopo aver raggiunto un accordo con l’Ufficio del Procuratore di Stato. Secondo l’accordo, Khader Adnan verrà rilasciato dalla sua detenzione amministrativa il 17 aprile del 2012. Escludendo l’introduzione di nuove prove contro di lui, la sua detenzione non verrà rinnovata.

Vorremmo ringraziarvi tutti per il prezioso sostegno, le azioni e l’impegno a favore di Khader Adnan. Apprezziamo moltissimo i molti modi in cui ci avete aiutato nei nostri sforzi per proteggere i diritti di Khader durante il periodo del suo sciopero della fame e vi siete uniti nella sua lotta contro l’ingiusta pratica della detenzione amministrativa.

Si prevede che Khader Adnan debba passare attraverso un complicato processo di recupero. Il medico affiliato a PHR - Israel continuerà ad accompagnare Khader nel suo trattamento per le settimane ed i mesi a venire.

Il tipo di lotta che Khader ha scelto di combattere contro le torture ed il trattamento degradante ai quali è stato sottoposto durante l’arresto e l’interrogatorio e successivamente, mentre contestava la sua detenzione arbitraria, non solo è riuscito a denunciare l’ingiustizia fatta a lui personalmente, ma ha avuto anche la conseguenza di generare una maggiore consapevolezza sulla questione della detenzione amministrativa ed una opposizione ad essa sia in Israele sia in tutto il mondo.

Nel corso delle ultime settimane, Medici per i Diritti Umani – Israele ha dovuto confrontarsi con sfide importanti e dilemmi etici. Nel prossimo periodo, speriamo di condividere con voi una sintesi ed una valutazione delle varie problematiche che sono derivate dal nostro coinvolgimento in questo caso.

Ancora una volta, grazie per il vostro sostegno.

Gila Norich, Direttore per lo Sviluppo
a nome di Anat, Amani e Doron, Dipartimento Prigionieri e Detenuti di PHR - Israel  

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