14 aprile 2010

Le statue di Palermo si schierano con i Palestinesi.


Ogni giorno ha la sua pena, e questo è vero soprattutto in Palestina.

E’ di questi giorni la notizia secondo cui un nuovo ordine militare, che ha lo scopo di evitare ogni “infiltrazione”, entrerà in vigore questa settimana, rendendo possibile la deportazione di decine di migliaia di Palestinesi residenti in Cisgiordania, o la loro incriminazione con accuse che comportano il carcere fino ad un massimo di 7 anni: i Palestinesi diventano dunque degli “infiltrati” persino in quel poco di terra che Israele si è degnato di lasciar loro!

A Gaza, intanto, non contenti del massacro dell’operazione “Piombo Fuso”, i soldati israeliani continuano a compiere raid e incursioni militari, e ieri mattina hanno ucciso altri quattro Palestinesi in uno scontro nei pressi del valico di Kissufim.

Tutto questo nel silenzio più assoluto dei media e nell’indifferenza dei governi occidentali, ancora una volta tristemente complici del progetto sionista di pulizia etnica e di annientamento di ogni resistenza alla colonizzazione da parte del popolo palestinese.

Ma c’è ancora, per fortuna, chi non si rassegna al prevalere dell’ingiustizia e della cieca barbarie, e si inventa nuove e singolari iniziative per tenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla tragedia di un popolo che, ancora oggi, non riesce a vedere riconosciuto il proprio diritto all’autodeterminazione e a vivere in un proprio Stato internazionalmente riconosciuto.

Si tratta, ad esempio, dei militanti di Forza Nuova e degli aderenti ai circoli “L’Avamposto” e “Ordine Futuro” di Palermo, che ieri notte hanno rivestito molte delle statue di Palermo con la caratteristica kefiah palestinese.

Lo scopo era quello di promuovere la Conferenza che si svolgerà il prossimo 16 aprile alle 18:30 in via Villa Florio 62 (con la collaborazione dell'Associazione "Terra Santa Libera"), e che si propone di fare il punto sulla questione palestinese con l'ausilio di un nutrito e qualificato numero di relatori, fra cui spicca il nome del sacerdote don Curzio Nitoglia.

Ma si tratta anche, a ben vedere, di un garbato rimprovero alla municipalità di Palermo che è sì gemellata con la città di Khan Younis, nella Striscia di Gaza, ma solo formalmente. Perché, ad oggi, ancora aspettiamo che questo gemellaggio si riempia di contenuti concreti.

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3 Commenti:

Alle 14 aprile 2010 23:14 , Anonymous Andrea ha detto...

L'immigrazione clandestina viene punita con l'espulsione ovunque. Non mi è ben chiaro per quale motivo dovrebbe essere diverso in Medio Oriente.

 
Alle 15 aprile 2010 10:45 , Blogger vichi ha detto...

Certo, ma il problema non è che Israele espelle "clandestini" dal territorio israeliano.

Il problema è che deporta illegalmente cittadini palestinesi dalla propria terra, dai propri interessi economici e sociali, dalla propria vita.

Ti è chiara la differenza?

 
Alle 15 aprile 2010 14:03 , Anonymous Anonimo ha detto...

Link del video:

http://www.facebook.com/group.php?gid=217054098304&ref=ts

 

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