11 maggio 2010

Roma: giornata mondiale della Nakba.



SABATO 15 MAGGIO - Giornata mondiale della Nakba



ROMA, Centro Congressi, Via dei Frentani, 4

diretta video su http://www.perilbenecomune.net/ (italiano, inglese e arabo)

Programma:



ORE 10,00 - Registrazione dei partecipanti e saluto di benvenuto di Laura Raduta del Coordinamento Regionale di Per il Bene Comune.

ORE 10,30 - LA NAKBA

Partecipano: Marco Houssein Morelli, Associazione Islamica Imam Mahdi; Moammad Hannoun, Associazione Palestinesi in Italia; Marco Benevento, Forum Palestina; Adele Dentice, Coordinamento Nazionale Per il Bene Comune.

Conduce: Fulvio Grimaldi, giornalista e scrittore

ORE 12,00 - PALESTINA: DIRITTO INTERNAZIONALE NEGATO

Partecipano: Paola Manduca, Coordinatrice del gruppo Newweapons; Vainer Burani, Associazione Giuristi Democratici; Monia Benini, Presidente Per il Bene Comune.

Lettura del contributo di Danilo Zolo, Presidente del Centre for Philosophy of International Law and Global Politics.

Conduce : Samir Al - Qaryouti, giornalista palestinese

BUFFET CON PRODOTTI DELLA GASTRONOMIA PALESTINESE

ORE 15,30 - In collegamento diretto Roma/Gaza:

AL AWDA "Il ritorno"

In una Palestina libera, ove popoli e religioni tornino a convivere in pace

Intervento di apertura del Primo Ministro della Palestina

Ismail Haniyeh

Da Roma intervengono: Mons. Hilarion Capucci, Arcivescovo di Gerusalemme, in esilio; Maruan Abushaaban, originario di Gaza, Presidente Comunità Palestinese di Bergamo; Fernando Rossi, Coordinamento PBC

Conduce: Monia Benini, Presidente PBC.

Da Gaza intervengono: Huda Naim, Parlamentare; Ismail Al-Ashqar, Parlamentare; Husam Ahmed, Direttore del Dipartimento Profughi; un delegato della Comunà Cristiana e un delegato della Comunità Islamica.Conduce: Ahmed Alnajjar, Ministero Educazione.

IN DONO A TUTTI I PRESENTI IL QUADERNO "NAKBA", A CURA DELLA REDAZIONE DI INFOPAL, EDIZIONI AL-HIKMA

E' gradita la conferma della partecipazione.

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2 Commenti:

Alle 13 maggio 2010 00:28 , Anonymous Andrea ha detto...

A Gaza nel 2009 sono arrivati aiuti umanitari pari al 900 per cento in più di quelli degli anni precedenti, segno che Israele sta facendo passare quasi tutto. Ciò nonostante Hamas, aiutato in ciò dall’ignavia quando non dalla complicità della maggior parte delle quasi 600 ong operanti nella Striscia, continua ad affamare la popolazione e a riservare per sé la maggior parte dei privilegi economici ed alimentari, utilizzando gli aiuti come arma di ricatto per convincer tutti a stare dalla parte del terrorismo islamico. Tutto è nero su bianco in un rapporto intitolato “Gaza 2010”, redatto dalla ong Secondo Protocollo, e segnatamente dalla operatrice umanitaria Miriam Bolaffi. Adesso chi ha orecchie per intendere intenda, perché in questo rapporto alla immaginazione viene lasciato ben poco.

 
Alle 13 maggio 2010 11:31 , Blogger vichi ha detto...

Peccato che questi "difensori non convenzionali dei diritti umani" di secondoprotocollo dimentichino di difendere, appunto, i diritti umani degli abitanti di Gaza.

Magari ricordando che la zona-cuscinetto imposta arbitrariamente da Israele all'interno della Striscia impedisce di sfruttare circa il 10% dei terreni coltivabili.

Oppure ricordando che, nel silenzio dei media e di questi fantomatici difensori dei diritti civili, a Gaza, dall'inizio dell'anno, Israele ha già assassinato 17 Palestinesi e ne ha feriti 71.

Ma, andando allo specifico del rapporto citato, due cose si possono dire.

La prima è che dovrebbe potersi esaminare il rapporto inviato agli "organi competenti" (?), giacché quello reso noto al pubblico non contiene quasi nulla, e quel poco che contiene non è assolutamente riscontrabile, se non addirittura falso.

E' proprio il caso, ad esempio, del dato citato dell'aumento degli aiuti umanitari del 900% nel 2009. Come si arriva ad una cifra così sbalorditiva? Semplice, fornendo un dato relativo al 2008 del tutto sballato: 606 camion, infatti, entrano in un solo mese, se fosse questo il dato annuale a Gaza sarebbero morti tutti di fame!

Non solo, ma va aggiunto che il raffronto corretto va fatto tra i quantitativi di merci che entrano oggi nella Striscia e quelli che entravano nei primi cinque mesi del 2007, prima cioè della presa del potere da parte di Hamas.

E, su questo, l'OCHA (non fantomatici "attivisti") ci dice che a marzo l'ingresso di merci si è situato su un livello pari al 21,4% dei livelli del 2007.

Cioè adesso Israele fa entrare solo un quinto delle merci che entravano nella Striscia prima del governo Hamas!

E il perchè è stato reso noto in questi giorni (in Italia, solo da rainews24 in ora notturna...): le autorità israeliane fanno entrare cibo e beni essenziali sulla base di un documento ("food needs in Gaza - red lines") - reso inaccessibile al pubblico per i soliti motivi di "sicurezza" (?) - in base al quale Israele arbitrariamente e illegalmente stabilisce gli standard nutrizionali minimi per gli abitanti di Gaza sotto cui non si può andare.

Roba da lager!

Aspetto ancora, peraltro, che qualcuno spieghi cosa c'entri con la sicurezza di Israele il divieto di ingresso nella Striscia di beni come la cioccolata, la carne fresca, gli strumenti musicali, i notebook, la carta formato a4 e tanto altro ancora (per una lista parziale di beni ammessi e non vedi: http://gisha.org/UserFiles/File/HiddenMessages/ItemsGazaStrip060510.pdf).

Il vero è, come abbiamo detto più volte, che l'assedio di Gaza è una criminale punizione collettiva ai danni di un milione e mezzo di persone, attuata dai nazisti dei giorni nostri.

 

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