15 aprile 2011

Ciao Vittorio, eroe della pace e della fratellanza

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5 Commenti:

Alle 15 aprile 2011 05:07 , Anonymous Anonimo ha detto...

Quien lo mato?
El "enemigo sionista" o tus iluminados hermanos palestinos?
Que exigian?
Liberar Gaza? Liberar prisioneros en la entidad sionista?

Pateticos

 
Alle 15 aprile 2011 10:05 , Anonymous Ale ha detto...

Ucciso dai barbari che egli stesso difendeva...non si può morire così!

 
Alle 15 aprile 2011 10:38 , Blogger matteo d1 ha detto...

complimenti, palestina!

 
Alle 15 aprile 2011 11:36 , Blogger vichi ha detto...

Anche quando muore un amico e una grande persona, c'è qualcuno che non riesce a lasciar spazio alla pietà, o almeno a un rispettoso silenzio.

Vittorio non stava a Gaza per difendere i "barbari", ma i suoi fratelli, esseri umani. Aveva eletto la Striscia a sua seconda casa, e lì combatteva la sua "guerra", assolutamente pacifica, per la pace e la giustizia.

Vittorio scortava i contadini che entrano ogni giorno nella buffer-zone rischiando la vita per i colpi dei cecchini israeliani pur di coltivare la propria terra.

Vittorio, durante "Piombo Fuso", scortava i medici e i paramedici palestinesi fatti oggetto del fuoco dei criminali israeliani mentre andavano a soccorrere i feriti e a recuperare i corpi dei morti.

Vittorio accompagnava i pescatori nel loro tentativo di portare a casa qualcosa da mangiare, sfidando l'illegittimo blocco navanle della marina israeliana.

Vittorio è stato ucciso come pare dai fanatici di un gruppo salafita, ma non dimentico che tempo addietro i promotori altrettanto fanatici del sito "stop the ism" lo avevano indicato come bersaglio DA UCCIDERE!

E, infine, dobbiamo renderci conto che il fanatismo, la rabbia, l'assassinio regnano, a Gaza ma non solo, a causa dell'isolamento, dell'assedio, dei continui raid, della pluridecennale occupazione.

Solo l'apertura, il progresso, un accordo di pace equo e su tutti i punti in questione può assicurare alla regione pace, prosperità e progresso.

Perchè più nessuno debba morire...

Almeno per una volta, lasciateci in pace a piangere il nostro amico e fratello Vittorio.

 
Alle 15 aprile 2011 13:43 , Anonymous Ale ha detto...

Non c'è pietà nè silenzio per chi difende e collabora con i terroristi di scuolabus. C'è solo tanta indifferenza che tiene conto di una situazione paradossale.

 

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