16 maggio 2011

La violenza e l'assassinio non li fermeranno per sempre!





Abbiamo già ricordato come le manifestazioni del 15 maggio per la commemorazione della Nakba siano state segnate dalla durissima repressione dell'esercito israeliano, con un bilancio di una ventina di Palestinesi uccisi e di diverse centinaia di feriti.

Le immagini del video qui sopra mostrano l'"invasione" dei manifestanti nel villaggio di Majdal Shams, sulle alture del Golan. Un'invasione assolutamente pacifica, come mostra il video, eppure anche qui i militari israeliani hanno aperto il fuoco, provocando - secondo Peace Reporter - una decina di morti.

Ma la rivoluzione araba che bussa alle porte di Israele - per dirla con le parole del giornalista di Ha'aretz Aluf Benn - stavolta non sembra che possa essere fermata così facilmente. I Palestinesi che vivono sotto occupazione e quelli della diaspora sono semplicemente stanchi di aspettare un accordo di pace, un proprio stato, l'effettiva realizzazione del sacrosanto diritto al ritorno, e hanno deciso di riprendersi il destino nelle proprie mani.

E quanti pensano di poter "sacrificare" con relativa facilità la questione del diritto al ritorno (così come quella degli insediamenti ebraici a Gerusalemme est) sull'altare di un accordo di pace purchessia, rischiano di commettere un terribile errore.

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