17 gennaio 2010

Lunedì 18 gennaio serata mondiale per Gaza.

Lunedì 18 gennaio, alle ore 18, serata mondiale per Gaza presso il circolo "Camilla Ravera" di Rifondazione Comunista, in Via Paola Falconieri 6 a Roma.

A un anno dalla fine dei bombardamenti e a tre anni dall’assedio, tutt'ora in corso, che seguita a mietere centinaia di vittime, si potrà assistere alla proiezione del film "To shoot an elephant", girato durante l’operazione “Piombo Fuso” da Alberto Arce e Mohammad Rujeilah e premiato lo scorso novembre al Festival dei Popoli di Firenze.

Il film-documentario verrà proiettato in contemporanea in tutto il mondo per ricordare i crimini impuniti commessi contro una popolazione assediata e indifesa, nel totale disprezzo di ogni diritto umano fondamentale.

Le immagini di "To shoot an elephant" sono una delle poche testimonianze visive di quanto successo a Gaza a cavallo tra il mese di dicembre 2008 e il gennaio 2009, quando Israele lanciò l’offensiva sulla Striscia nel silenzio quasi completo dei media. A quel tempo, soltanto il corrispondente di Al Jazeera trasmetteva, via TV e social network, immagini completamente ignote al resto del mondo, ignaro, indifferente o semplicemente “impedito” da Israele a mandare giornalisti sul posto per documentare quando accadeva. Alberto Arce, spagnolo, era lì a Gaza e le immagini di “To shoot an elephant” sono la sua testimonianza.

Alla proiezione romana seguiranno gli interventi di:
ALFIO NICOTRA, responsabile politico della Federazione PRC di Roma
FABIO AMATO, responsabile nazionale del dipartimento Esteri del PRC
YOUSEF SALMAN, delegato nazionale della Mezzaluna rossa palestinese
Coordina PATRIZIA CECCONI

La serata si chiuderà con un buffet di cucina tradizionale palestinese.

(NB: Il film di Alberto Arce è liberamente scaricabile qui; trattandosi di un file .torrent, per aprirlo bisognerà scaricare ed installare un programma del tipo utorrent o similari).

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2 Commenti:

Alle 18 gennaio 2010 00:08 , Anonymous Andrea ha detto...

Questi "bravi" registi ma soprattutto chi li ospita in Italia non sono veri amici del popolo Palestinese, piuttosto lo usano per altri fini politici, perchè è stato ingiustificabile il loro totale silenzio quando Hamas ha preso il potere a Gaza, commettendo atrocità inenarrabili, entrando nelle case, sparando a bruciapelo a famiglie intere, gettando dal 15simo piano di un edificio giovani legati mani e piedi, sparando per le strade sulla folla. Chissà se i pacifinti, così silenziosi su tali barbarie (vergogna? Imbarazzo?) si rendereanno mai conto di che genere di gente hanno protetto. Chissà se quei delinquentucoli che bruciano bandiere urlando "palestina libera- Palestina rossa" riusciranno a capire che la loro Palestina altro non è che un crogiuolo di criminali assassini e che potrebbe nascere una nuova Palestina soltanto se quei criminali assassini verranno isolati a Gaza come a Ramallah.

 
Alle 18 gennaio 2010 02:35 , Blogger vichi ha detto...

A me pare che l'appellativo "criminali assassini" si adatti molto meglio ai cani di Tsahal e ai loro comandanti, che hanno massacrato a Gaza, durante "piombo fuso" oltre 1.400 Palestinesi, l'83% dei quali civili inermi e innocenti, donne, bambini, anziani.

E ai governanti di Israele, che hanno ordinato un simile massacro.

Gli uni e gli altri, peraltro, che vengono a trovarsi oggi nella condizione di pianificare con molta attenzione i loro viaggi all'estero, per evitare spiacevoli incidenti tipo un arresto...

Per il resto, ometti di ricordare che la presa del potere di Hamas a Gaza è da ricollegarsi a un tentativo di golpe degli uomini di quel bel tipetto di Dahlan, spinto e foraggiato da Israele e Usa.

E dire che lo "scoop" sull'argomento l'ha fatto Vanity Fair...

 

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