7 agosto 2010

Solo a Israele è permesso.

Lo scontro armato di martedì scorso alla frontiera tra Israele e il Libano – che è costato la vita a due soldati e a una giornalista libanesi e a un militare israeliano – è stato una provocazione israeliana oppure un “atto totalmente ingiustificato” da parte dell’esercito libanese, come ha sostenuto il portavoce del Dipartimento di Stato Usa?

Per l’informazione ufficiale italiana, Israele ha agito legittimamente dal proprio lato del confine, e tanto basta. Ma le cose non stanno esattamente così, come racconta Gideon Levy su Ha’aretz in questo articolo del 5 agosto, qui proposto nella sintesi offerta dal sito Frammenti vocali in MO.

Only we’re allowed.
di Gideon Levy – 5.8.2010

Quei bastardi , i libanesi, hanno cambiato le regole. Scandaloso. Inoltre hanno un comandante di brigata, che è determinato a proteggere la sovranità del paese. Scandaloso.

E’ accusato di "indottrinare le sue truppe" - solo noi siamo autorizzati a farlo, naturalmente - e di essere "vicino agli Hezbollah”.

E ora che abbiamo recitato fino alla nausea le dichiarazioni di propaganda dell'IDF per quanto è successo martedì al confine settentrionale, cominciamo ad analizzare i fatti.

Israele ha chiesto un "coordinamento" con l'UNIFIL per effettuare un'altra operazione di confine. UNIFIL ha invitato a rinviare l'operazione, perché il suo comandante era all'estero. All'IDF ciò non interessa A mezzogiorno cominciano a tagliare gli alberi. I soldati libanesi e dell'UNIFIL hanno urlato loro di fermarsi, sparando, si dice, colpi di avvertimento in aria.

I rami degli alberi sono stati tagliati e sangue è stato versato da entrambi i lati del confine: invano.

È vero, Israele sostiene che l'area in tutta la recinzione è nel suo territorio e Unifil ha confermato ufficialmente ciò. Ma un recinto è un limite. A Gaza è sufficiente avvicinarsi al reticolato per essere uccisi da noi. In Cisgiordania i palestinesi non possono attraversare la linea di demarcazione definita dal Muro che, tra l'altro, non segue la Linea Verde.

In Libano abbiamo stabilito diverse norme: la recinzione è solo una recinzione, ci è permesso di attraversarla e di fare tutto ciò che ci piace, come per esempio, quando violare lo spazio aereo libanese.

Questa zona è sotto occupazione israeliana da 18 anni, senza che noi riconosciamo ciò. E 'stato un lavoro non meno brutale di quanto abbiamo fatto nei territori e l'abbiamo definita "zona di sicurezza". Così ora possiamo fare ciò che ci piace.

Ma improvvisamente c'è stato un cambiamento. Martedì c'è stato un incidente, gonfiato a dismisura e considerato motivo sufficiente per una guerra che solo la famosa "moderazione" israeliana, ha impedito, Da mesi i tamburi di guerra hanno cominciato a rullare.

Nessuno si chiede il perché e il percome, è arrivata l'estate e con essa la nostra solita minaccia di guerra. Ma un rapporto dell'Onu pubblicato questa settimana considera Israele totalmente responsabile per questa tensione pericolosa.

In questo clima surriscaldato l'IDF avrebbe dovuto stare attenta: UNIFIL ha richiesto di rinviare l'operazione? L'area è esplosiva? Forse l'esercito libanese è più determinato ora a proteggere la sovranità del suo paese - questo non è un suo diritto, ma un suo dovere - e un comandante libanese che vede le Forze di Difesa israeliane agire lungo tutta la recinzione, potrebbe dare l' ordine di sparare, anche se ciò appare ingiustificato.

Chi meglio dell' IDF spara dinanzi a qualsiasi violazione reale o immaginaria? Basta vedere quanto avviene a Gaza o in Cisgiordania. Arroganza respingere la richiesta di rinvio dell'Unifil, arroganza pretendere che nè gli Usa nè la Francia armino l'esercito libanese. Solo ai nostri militari è permesso avere armi. Sono anni che Israele ha chiesto all'esercito libanese di assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo nel sud del Libano, ora che lo fa abbiamo cambiato la nostra musica. Perché? Perché ha smesso di comportarsi come subappaltatore di Israele e sta cominciando a comportarsi come l'esercito di uno stato sovrano.

E questo è proibito, naturalmente. Così risuona il grido di dare una "duro colpo" al Libano e di infliggere una maggiore distruzione, rispetto all'altra volta, al quartiere Dahiya di Beirut. Tre libanesi uccisi, tra cui una giornalista, non sono abbastanza per l' uccisione del nostro comandante di battaglione.Vogliamo di più. Il Libano deve imparare una lezione e noi gliela insegneremo. E che dire di noi? Non abbiamo alcuna lezione da imparare. Noi continueremo a ignorare UNIFIL, a ignorare l'esercito libanese e il suo nuovo comandante di brigata, che ha il coraggio di pensare che il suo compito è quello di proteggere la sovranità del suo paese.

Etichette: , , ,

Condividi

2 Commenti:

Alle 8 agosto 2010 22:44 , Anonymous Andrea ha detto...

La verità è che il Libano aspetta solo un'occasione buona per colpire e scatenare la guerra contro Israele, per coprire l'imbarazzante scoperta del Tribunale Internazionale che l'assassino dell'ex primo ministro libanese Hariri, padre del primo ministro libanese attuale Hariri jr. è un alto dirigente di Hizbollah, alleato dello stesso Hariri jr. e azionista di riferimento del suo governo. Una bella guerra esterna serve benissimo a evitare una possibile guerra civile. Cosa tocca fare ai poveri libanesi per rimediare all'irresponsabilità del tribunale...
Ci sono guerre per ottenere qualcosa e guerre contro qualcuno. Questa – se verrà - è certamente contro Israele, e servirà per coprire una verità imbarazzante. Una cosa non è certamente: non è per i palestinesi, che in Libano vivono ammassati in campi profughi senza i servizi di base, naturalmente senza cittadinanza, con una lista di circa settantadue lavori che non possono svolgere (inclusi tutti i mestieri intellettuali, la medicina, la giurisprudenza, l'ingegneria ecc.).
Insomma, se ci sarà una nuova guerra fra Libano e Israele, speriamo di no, non la vorrà Israele e non sarà certo per il bene dei palestinesi. Sarà una guerra contro Israele, un pezzo del jihad contro gli infedeli, non altro: evviva!

 
Alle 9 agosto 2010 12:17 , Blogger vichi ha detto...

Il Libano che non aspetta altro che "scatenare la guerra contro Israele"? Siamo alla follia pura!

Semmai è vero che Israele non aspetta altro che scatenare la guerra contro tutti i suoi confinanti.

Non essendo sazi dei massacri di Gaza, gli israeliani compiono quotidiane provocazioni al confine con il Libano, a cominciare dai sorvoli aerei in chiara violazione della risoluzione 1701 dell'Onu.

Sabato notte hanno sparato colpi di cannone contro una nave in acque territoriali libanesi.

Ma, naturalmente, essendo israele forte con i deboli e con gli inermi, prima di tutto si premura di scatenare la lobby sionista negli usa per impedire ogni vendita di armi all'esercito libanese.

Uno stato non solo canaglia, ma anche vile.

 

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

Link a questo post:

Crea un link

<< Home page