27 settembre 2010

Il 50% degli studenti ebrei non vorrebbe Arabi nella propria classe.

Secondo un sondaggio svolto in vista della conferenza “L’Istruzione nell’Era Digitale”, tenutasi ad Haifa lo scorso 6 settembre, il 64% dei ragazzi israeliani di età compresa tra i 15 e i 18 anni sostiene che gli Arabi israeliani non godono pienamente dell’eguaglianza di diritti in Israele e, all’interno di questo gruppo, il 59% ritiene che essi non dovrebbero avere la piena parità dei diritti.

Il rilevamento, i cui risultati sono stati pubblicati dal quotidiano Ha’aretz, ha anche rivelato che il 96% degli intervistati vuole che Israele sia uno stato ebraico e democratico, ma il 27% ritiene che coloro i quali si oppongono dovrebbero essere processati in tribunale, e il 41% è favorevole a che siano privati della cittadinanza.

In risposta alla domanda se sarebbero disposti a frequentare una classe con uno o più studenti con necessità particolari, il 32% ha dato una risposta negativa. Quando la domanda è stata posta con riferimento agli studenti arabi, la percentuale di risposte negative è salita al 50%. Il 23%, inoltre, ha detto che non vorrebbe gay o lesbiche nella propria classe.

La ricerca è stata condotta dal Professor Camil Fuchs del Dipartimento Statistica dell'Università di Tel Aviv, in collaborazione con la società Sample Project. Il sondaggio riguardava circa 500 persone di età compresa tra i 15 e i 18 anni; esso ha anche rivelato che il 40% dei giovani ebrei non ha mai fatto parte di un gruppo giovanile, mentre il 45% non ha mai svolto attività di volontariato ad alcun titolo.

Per quanto riguarda le motivazioni per prestare servizio militare nell'esercito israeliano, l'83% ha risposto di non dubitare che presterà servizio, ma circa la metà ha dichiarato di avere amici che non prevedono di arruolarsi.

Più della metà degli intervistati dal sondaggio, il 59%, ha detto di non voler prestare servizio in unità combattenti dell'esercito. In risposta alla domanda se si sarebbero rifiutati di prestare servizio nei territori, il 24% ha risposto che avrebbe rifiutato, il 47% che non avrebbe opposto rifiuto, mentre i rimanenti non avevano ancora deciso.

Che Israele fosse un paese razzista lo si sapeva, quello che preoccupa e indigna è il fatto che il razzismo e l'intolleranza siano così largamente diffusi anche tra i giovani.

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6 Commenti:

Alle 27 settembre 2010 12:20 , Anonymous g ha detto...

Bel sondaggio , perchè non viene fatto nei paesi arabi? Forse perchè non conoscendo personalmente nè ebrei nè cristiani non saprebbero rispondere.
Poi potrebbe essere fatto in Italia e qui caro Vichi avresti delle risposte sorprendenti.

 
Alle 27 settembre 2010 12:50 , Blogger vichi ha detto...

Se avessi letto con attenzione gli articoli precedenti, avresti scoperto che gli ebrei vivono tranquillamente persino in Iran, senza che alcuno li disturbi minimamente.

E poi i cristiani in Palestina, per restare al tema di questo blog, soffrono (e muoiono) a causa dell'occupazione e dei crimini dei "fratelli maggiori" ebrei, mica per altro...

Israele è un paese razzista, su questo non ci piove. Che poi anche in Italia esista questo problema è un altro conto.

Esiste infatti una intolleranza montante contro i migranti, ma in Israele si mettono persino in discussione i diritti (e la cittadinanza) dei nativi.

Ed è un po' diverso, non trovi?

 
Alle 27 settembre 2010 14:00 , Anonymous g ha detto...

che in Iran vivino tranquilli è un eufemismo tuo,che siano stati cacciati e spogliati di tutti i loro beni, dai paesi arabi ,in 800.000 è la realtà spesso dimenticata.
Che non esistano sinagoghe e chiese nei paesi arabi(tunisia esclusa) è un'altra realtà.
Proviamo insieme ad andare in giro con la croce a tel-aviv e poi a Ryad ,vediamo poi qual'è il paese razzista.
Chiediamo ai cristiani libanesi come stanno con hezbollah.
Se poi mi dici che in Israele come in tutto il mondo occidentale c'è un malumore ed intolleranza contro i migranti è un altro discorso.
Conosco personalmente decine di italiani di religione cattolica che vivono ,studiano e lavorano in israele senza nessun problema ed altrettanto non si può nei paesi arabi.

 
Alle 28 settembre 2010 01:15 , Blogger vichi ha detto...

Per quanto riguarda l'Iran, continui a scrivere menzogne.

Nell'articolo "Gli ebrei in Iran stanno molto meglio dei palestinesi a gaza" apparso tempo addietro su counterpunch si legge "25.000 Ebrei vivono in Iran. È la più grande popolazione ebraica nel Medio Oriente fuori da Israele. Gli Ebrei iraniani non sono perseguitati, né subiscono abusi da parte dello stato, anzi, sono protetti dalla Costituzione iraniana. Sono liberi di praticare la loro religione e di votare alle elezioni".

In Arabia saudita non c'è libertà religiosa? Vallo dire agli Usa, che se lo sono scelto come fedele alleato nella regione...

Resta fermo che israele è un paese razzista, in cui il 50% dei giovani studenti non vorrebbe stare nella stessa classe con un arabo, in cui la legislazione e la pratica amministrativa discriminano pesantemente i non ebrei, in cui la libertà di culto è ostacolata dalle restrizioni alla libertà di movimento imposte ai cristiani come ai musulmani.

Un paese che massacra i palestinesi senza chiedere prima che religione professino...

 
Alle 28 settembre 2010 12:24 , Anonymous g ha detto...

scrivi che tutto quello che dici è un opinione tua,non suffragata da prove.
io non ho detto che non esiste razzismo,ma dico che è in egual misura dell'europa occidentale e molto meno che nei paesi arabi.
Sei sempre pronto ha distorcere le parole degli altri e ha non rispondere alle domande scomode.
non rispondi sugli 800.000 ebrei cacciati dai paesi arabi e non rispondi alla proposta di girare con la croce e la bibbia nei suddetti paesi.
Per quello che riguarda il "massacro" di terroristi , sono tutti uguali di qualsiasi religione, ed è giusto eliminarli fossero ebrei, cristiani,islamici o buddisti.

 
Alle 28 settembre 2010 13:09 , Anonymous Anonimo ha detto...

ASCA-AFP) - Gaza, 28 set - "La marina israeliana ha intercettato il battello di attivisti israeliani ed ebraici diretto a Gaza, forzandolo a cambiare rotta e a dirigersi verso il porto di Ashdod, nel sud di Israele. ''Dieci navi israeliane hanno obbligato la nostra imbarcazione a dirigersi verso Ashdod, ma senza attaccarci'', ha detto Amjad al-Shawa, un organizzatore della spedizione. ''Gli attivisti a bordo si sono arresi perche' erano circondati. Non hanno avuto scelta'', ha aggiunto. Poco prima dell'abbordaggio, le navi da guerra israeliane hanno circondato il battello, avvisando che avrebbero fermato il battello con la forza se avesse provato ad avvicinarsi alla Striscia di Gaza. Durante l'abbordaggio non ci sono state violenze da nessuna delle due parti. Tra poche ore, Irene arrivera' nel porto di Ashdod. L'ordine di dirigersi verso il porto e' arrivato quando la nave ha tentato di entrare nelle acque territoriali della Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari alla popolazione. ''Si sono messi in contatto con noi, ci hanno chiesto chi siamo, da dove veniamo e la nostra destinazione'', ha fatto spaere Yonatan Shapira, uno degli attivisti ''Ci hanno detto che ci stavamo avvicinando a un'area soggetta al blocco navale e ci hanno invitato a cambiare rotta'', ha precisato."

Passiamo ora alla verità del perchè tutta questa messa in scena.

Gaza come l'Irak, anche una questione energetica: il GAS


" Il lavaggio del cervello inizia dalla culla " Arthur Koestler

http://www.criticatestuale.ilcannocchiale.it

 

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