17 settembre 2010

Rompere l'assedio di Gaza: un dovere morale, un dovere politico.

All'indirizzo http://www.ism-italia.org/2010/08/per-rompere-assedio-della-striscia-di-gaza/ è possibile leggere l'appello “Per rompere l'assedio di Gaza” e l'elenco, ancora provvisorio, delle adesioni.

Un ringraziamento denso a quanti/e hanno voluto condividere questa iniziativa, aderendo all'appello e consentendoci con il loro contributo economico di partecipare con 6 veicoli, tra i quali una ambulanza. 15 saranno i conducenti. Oltre 4.000 i km.

Una espressione di gratitudine intensa va a tutti i gruppi che, nelle varie regioni, si sono dedicati con intelligenza, passione e umanità a organizzare la partecipazione italiana al convoglio per Gaza. Ci è stato chiesto, all'inizio della settimana da Gaza, di arrivare anche con una auto-medica, una vettura usualmente utilizzata dalle guardie mediche per arrivare il più rapidamente possibile presso un malato o presso un ferito. Un problema non semplice.

Il prezzo di una auto-medica attrezzata usata si aggira sui 10.000 euro. Sia per completare il carico di aiuti dei cinque furgoni che si uniranno all'ambulanza, sia per tentare di arrivare anche con una auto-medica, chiediamo a tutte/i, o almeno a quanti/e non hanno ancora raccolto il nostro invito a considerare il significato, umano e politico di una loro adesione e di un loro contributo.

La crisi morale, culturale e politica, ma anche economica, della società italiana e di quella occidentale, rende tutto più difficile. Ma si potrà uscirne solo attraverso una difesa strenua della dignità e dei diritti dell'uomo ovunque siano violati.

Il convoglio partirà da Londra, come previsto, il 18 settembre, arriverà a Torino il 21 settembre, in tarda mattinata, e proseguirà la sera per Milano. Il 22 settembre si tratterà a Milano per proseguire il 23 verso Ancona dove con un ferry si passerà in Grecia, per proseguire verso la Turchia, la Siria, l'Egitto e la Striscia di Gaza.

ISM-Italia e Viva Palestina ItaliaTorino, 15 settembre 2010

IBAN NAZIONALE DEL CONVOGLIO
IBAN IT95A0623012700000036047505
Ass. Coordinamento Pace e Solidarietà ONLUS
via Caduti d’Africa 5 – 43100 Parma
Cariparma, via Università 1/a, Parma

L'ass coordinamento Pace e Solidarietà è una ONLUS che ha aderito all'iniziativa del convoglio. Indicare nella causale del versamento “Convoglio per Gaza e città di residenza”. L'indicazione della città di residenza permette di assegnare le somme versate alle regioni di competenza. Questa associazione, se richiesto, può anche emettere una ricevuta valida ai fini delle detrazioni previste dalla denuncia dei redditi. Le persone interessate devono indicare nella causale anche indirizzo e P.IVA/Cod. Fisc.

“Verrà il tempo in cui i responsabili dei crimini contro l’umanità che hanno accompagnato il conflitto israelo-palestinese e altri conflitti in questo passaggio d’epoca, saranno chiamati a rispondere davanti ai tribunali degli uomini o della storia, accompagnati dai loro complici e da quanti in Occidente hanno scelto il silenzio, la viltà e l’opportunismo.”

ISM-Italia è il gruppo di supporto italiano dell’ISM. L’International Solidarity Movement (ISM www.palsolidarity.org) è un movimento palestinese impegnato a resistere all’occupazione israeliana usando i metodi e i principi dell’azione-diretta non violenta. Fondato da un piccolo gruppo di attivisti nel 2001, ISM ha l’obiettivo di sostenere e rafforzare la resistenza popolare assicurando al popolo palestinese la protezione internazionale e una voce con la quale resistere in modo non-violento alla schiacciante forza militare israeliana di occupazione.

Palestina News - voce di ISM (International Solidarity Movement) Italia http://www.ism-italia.org info@ism-italia.org

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2 Commenti:

Alle 19 settembre 2010 23:21 , Anonymous Andrea ha detto...

Ancora soldi per i palestinesi? Ma lo sai che in media ogni palestinese riceve il triplo di un afghano e il doppio di un iracheno, e sei volte tanto l’aiuto in denaro ricevuto in media da ogni europeo durante il Piano Marshall (che però durò soltanto quattro anni)? Il reddito annuo di un palestinese, grazie agli aiuti dall’esterno, è superiore a quello di un cittadino di altri paesi arabi considerati solidi, quali il Marocco, l’Algeria o la Siria! Ormai è chiaro a tutti che i palestinesi da sempre enfatizzano il loro ruolo di vittime, per riscuotere la simpatia – e gli aiuti – del resto del mondo!

 
Alle 21 ottobre 2010 19:49 , Blogger Bario ha detto...

ben detto Andrea,se con i soldi che hanno ricevuto negli ultimi 30 anni, anzichè comperare armi e farlo sparire come ha insegnato il grande capo mafia/terrorista arafa t, avessero speso questi soldi per la costruzione di case infrastrutture e altro, oggi ogni famiglia palestinese avrebbe una villa con vasca iacuzzi.
Mai i palestinesi hanno reso conto di come hanno speso i bilioni di miliardi di dollari ricevuti, poi si scopre che arafa t ha conti miliardari all'estero, tanto è vero che non lo hanno dichiarato morto se non dopo aver deciso come e con chi spartire il suo lauto bottino personale.Alla faccia del popolo palestinese.

 

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