25 agosto 2010

Fondo norvegese disinveste da una holding israeliana.

Lunedì scorso il Ministro delle Finanze norvegese ha annunciato che il Fondo Norway Oil dismetterà ogni partecipazione nella Africa-Israel Investments e nella controllata Danya Cebus Ltd., a causa dell’attività di costruzione svolta dalle due compagnie nella Cisgiordania occupata.

Il Ministro, in particolare ha affermato: "Il consiglio etico (del Fondo) ha sottolineato che la costruzione di insediamenti colonici nei territori occupati viola le regole della Convenzione di Ginevra in materia di protezione dei civili in tempo di guerra. Varie decisioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e della Corte Internazionale di Giustizia sono giunte alla conclusione che la costruzione degli insediamenti israeliani nei Territori palestinesi è proibita”.

La Africa-Israel Investments Ltd. – AFI GROUP – è una holding internazionale con sede a Yehud, in Israele. AFI GROUP è costituita da varie società, sia private sia pubbliche, operanti nel settore immobiliare, dell’edilizia, infrastrutture, manifatturiero e del turismo.

Il Fondo Norway Oil ha un patrimonio del valore di 450 miliardi di dollari e detiene azioni della Africa-Israel per un valore pari a 1,16 milioni di dollari.

Il Fondo, che è gestito dalla Banca Centrale norvegese, disinveste per ragioni etiche. In particolare Norway Oil non investe in aziende che producono armi nucleari o di distruzione di massa, né in quelle che danneggiano l’ambiente o negano i diritti dei lavoratori.

Una dimostrazione che etica e affari possono benissimo convivere e, soprattutto, un altro passo in avanti nella campagna di disinvestimento, boicottaggio e sanzioni (BDS) che sempre più punisce l’occupazione illegale dei Territori palestinesi e le violazioni del diritto umanitario da parte di Israele.

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