15 novembre 2011

Un nuovo Israele in via di formazione

Dove va Israele? Se lo chiede, con sguardo angosciato e pessimista, il giornalista di Ha’aretz Gideon Levy, e non a torto.

Il suo Israele in divenire, infatti, non è così immaginario e paradossale come sembrerebbe a prima vista, laddove si considerino le proposte di modifica dei
criteri di nomina alla Corte Suprema attualmente in esame, i sette anni di galera che rischia Uri Blau solo per aver praticato il suo mestiere – quello del giornalismo investigativo – le proposte di legge che mirano a penalizzare il finanziamento delle ong per la tutela dei diritti umani, il divieto di usare immagini femminili nella pubblicità o la separazione tra uomini e donne nei tram, la lotta in corso per trasformare Israele in una ”teocrazia militare”.

Davvero Israele tende ad allontanarsi sempre più dall’immagine spacciata da molti di uno stato democratico di tipo occidentale.

A new Israel in the making
di Gideon Levy – 13.11.2011

Un giorno non lontano da oggi ci sveglieremo in un diverso tipo di paese, il paese che ora è in via di formazione. Non sarà come il paese che conosciamo, che ha già la sua quota di difetti, storture e mali. E quando ce ne renderemo conto, sarà troppo tardi. A quel punto, il vecchio Israele verrà descritto in termini entusiastici, un modello di democrazia e di giustizia, paragonato alla nuova versione che sta prendendo forma mentre noi chiudiamo gli occhi davanti ad essa, giorno dopo giorno, legge dopo legge.

Il modo di vita nel nuovo Israele in cui vivremo e moriremo non ci ricorderà affatto il paese a cui eravamo abituati. Anche questo articolo non sarà pubblicabile. Soltanto le opinioni corrette verranno mandate in stampa, quelle approvate dall’associazione dei giornalisti sponsorizzata dal nuovo governo, le cui persone siederanno in ogni redazione in modo che non vi sia divergenza dal coro delle opinioni accettato.

Leggi e regolamenti (chiaramente verranno approvati come norme “di emergenza”) proibiranno la pubblicazione di qualsiasi cosa possa, agli occhi delle autorità, danneggiare lo stato. Una nuova legge proibirà la diffamazione dello stato, ed il giornale che terrete in mano sarà diverso. Riporterà solamente buone notizie.

I programmi radiofonici e televisivi non saranno quelli con cui avete familiarità. Nessun mezzo di informazione sarà in grado di superare i limiti della legge a causa delle sanzioni draconiane per essere entrati in conflitto con essa. La parola "occupazione" sarà illegale, al pari dell'espressione "stato palestinese". I giornalisti traditori saranno messi alla gogna o arrestati, o almeno licenziati. Quel giorno non tarderà ad arrivare.

In un futuro non troppo lontano, il paesaggio urbano avrà un aspetto differente. Quello che oggi accade a Gerusalemme domani si inscenerà in tutto il paese, quando l’immagine delle donne verrà bandita dalla pubblica visione. Oggi Gerusalemme, domani l’intero paese. Bus separati e strade per uomini e per donne. Radio e televisioni manderanno in onda soltanto cantanti uomini. Ad un certo punto, alle donne verrà richiesto di coprirsi il capo. Poi sarà il turno degli uomini. Ad essi sarà vietato mostrarsi interamente rasati o senza un copricapo. Quel giorno non tarderà ad arrivare.

Le città saranno chiuse durante lo Shabbat. Né un negozio né un cinema saranno aperti. Poi arriverà il divieto di guidare durante lo Shabbat. I ristoranti non-kosher diventeranno illegali. Saranno obbligatorie le Mezuzahs (oggetto rituale ebraico da porre sullo stipite della porta, a destra di chi entra, n.d.t.) sullo stipite di ogni stanza in ogni casa. Alle coppie non registrate presso il rabbinato non sarà permesso di vivere insieme, e le coppie in cui solo uno dei due è Ebreo saranno immediatamente deportate. Alle coppie non sposate sarà vietato camminare a braccetto in pubblico.

Una volta al mese tutti gli scolari del paese faranno visite di solidarietà alle colonie in Cisgiordania. Ogni lezione avrà inizio con il canto dell’inno nazionale ed un saluto alla bandiera. Quelli che non presteranno servizio militare perderanno la cittadinanza e saranno deportati.

E lo stato ebraico avrà una Knesset ebraica. Agli Arabi prima sarà proibito di correre per il parlamento con propri partiti. Poi ad essi non sarà permesso del tutto di essere eletti. Fino ad allora, i parlamentari che all’inizio di ogni sessione della Knesset non canteranno le parole dell’inno nazionale sullo “struggimento dell’anima ebraica” saranno definitivamente rimossi.

Agli Arabi verrà negato il diritto all’istruzione universitaria, con l’eccezione di una quota simbolica approvata dal servizio di sicurezza Shin Bet. Sarà illegale affittare agli Arabi, altrimenti che nelle loro città e villaggi, e la lingua araba sarà bandita. Verranno messe al bando anche le poesie del poeta arabo Mahmoud Darwish e dei suoi compatrioti ebrei Aharon Shabtai e Yitzhak Laor. Amos Oz, A. B. Yehoshua e David Grossman dovranno decidere. Loro, e tutti i cittadini del paese, dovranno dichiararsi sionisti per essere pubblicati.

La Cisgiordania verrà annessa, ma non i Palestinesi che ci vivono. Le organizzazioni di sinistra verranno rese illegali e i loro leader arrestati. Il governo pubblicherà una lista nera di quelli con opinioni dannose a cui non sarà permesso di lasciare il paese o di parlare con i media stranieri. Solo chi ha ucciso Ebrei sarà considerato un vero assassino, e le raccolte delle leggi saranno divise in due parti, una per gli Ebrei e una per i non Ebrei. La pena di morte sarà applicata soltanto agli Arabi.

Una legislazione speciale darà ai coloni il diritto di prendere il controllo di qualunque territorio della Cisgiordania, e la censura militare vieterà qualsiasi notizia che possa “nuocere alla solidità delle Forze di Difesa israeliane”. La Corte Suprema servirà soltanto da corte di appello e non esaminerà petizioni dirette riguardanti violazioni dei diritti civili. I giudici della Corte Suprema saranno selezionati dalla Knesset e i seggi saranno riservati ai coloni della Cisgiordania, ai rabbini e ai membri dei partiti al potere. Solo giudici religiosi potranno ricoprire la carica di Presidente della Corte. I rabbini avranno l’immunità legale simile a quella di cui godono i parlamentari. Ogni dichiarazione di guerra o accordo di pace necessiterà dell’approvazione del Consiglio dei Saggi della Torah.

In realtà, non c’è bisogno di molta immaginazione per arrivare a tutto questo. Il futuro è adesso. La rivoluzione è in corso, basta aspettare ciò che verrà.

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