15 settembre 2004

Nuova incursione dell'esercito israeliano.

Nuovo raid dell'esercito israeliano nei Territori occupati, in particolare a Jenin e a Nablus (West Bank).
A Jenin, agenti infiltrati della polizia di frontiera hanno sorpreso alcuni militanti di Fatah in un caffè all'interno di un centro commerciale, uccidendone quattro; tra essi vi era anche Fadi Zacharna, che secondo gli israeliani si era reso responsabile di vari attentati terroristici.
In precedenza a Nablus, nelle prime ore della mattinata, truppe israeliane dell'unità di elite dello Shayetet 13 avevano ucciso quattro militanti di Tanzim e uno della Jihad islamica, dopo aver circondato l'edificio in cui si trovavano. Secondo Tsahal, i militanti uccisi stavano pianificando nuovi attentati all'interno di Israele.
Negli scontri seguiti a quest'ultima operazione sono rimasti coinvolti anche civili disarmati, ed il bilancio finale parla di una ventina di feriti e, soprattutto, dell'assassinio di una bambina palestinese di 11 anni.
Come era facilmente prevedibile, anche se difeso dal suo insuperabile muro di "sicurezza", Israele continua indisturbato a compiere raid in territorio palestinese, uccidendo militanti delle diverse organizzazioni con la solita giustificazione della "prevenzione" di nuovi attacchi terroristici o, comunque, sostenendo sempre che gli uccisi si erano macchiati di tanti e tali crimini da meritare senz'altro la morte.
E continua indisturbato, l'esercito israeliano, a coinvolgere civili innocenti nelle sue azioni, soprattutto bambini.
Ma questo massacro - che avviene quotidianamente in modo lento e silenzioso - non meriterà mai la ribalta della cronaca o la commozione dell'opinione pubblica, e nemmeno una candela alla finestra.

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