11 dicembre 2007

C'è avamposto e avamposto!


L’area denominata E-1 (East-1), compresa tra Gerusalemme e la colonia di Ma’ale Adumim, è una delle più sensibili e controverse dell’intera West Bank.
Su questa terra (di proprietà palestinese, ma è quasi inutile ribadirlo), Israele progetta di costruire circa 3.500 unità abitative ed un insediamento industriale, mentre da poco è stata ultimato un edificio destinato ad essere sede della polizia locale.
Una volta realizzato il progetto, si creerà un continuus tra Gerusalemme e Ma’ale Adumim, mentre, contemporaneamente, la West Bank verrà tagliata in due grossi tronconi e Gerusalemme Est separata dal resto dei territori palestinesi.
In quest’ottica, alla fine di settembre, Israele ha confiscato ai Palestinesi circa 110 ettari di terra, da destinare alla costruzione di una strada ad uso esclusivo dei Palestinesi (che gentili…), in modo da mantenere almeno un collegamento (sotto supervisione israeliana, naturalmente!) tra i due bantustan che si verrebbero in tal modo a determinare.
La “continuità territoriale” resterà così agli Israeliani, mentre i Palestinesi dovranno adattarsi alla bisogna attraverso ponti, tunnel, sottopassi e quant’altro, alla faccia delle promesse di assicurare loro uno Stato – come si usa ora dire – “viable”.
L’8 dicembre scorso, proprio nell’area E-1, alcuni attivisti dell’International Solidarity Movement (3 Palestinesi, 5 Israeliani e 3 Svedesi) hanno organizzato una fantasiosa manifestazione di protesta, erigendo una piccola costruzione abusiva e piantandovi sul tetto alcune bandiere palestinesi.
Naturalmente, in men che non si dica, è intervenuta in forze la polizia israeliana, con il supporto dell’esercito, demolendo la casa e arrestando gli attivisti.
Il comunicato dell’ISM relativo alla vicenda si chiedeva, retoricamente, se la stessa solerzia le forze di sicurezza l’avrebbero mostrata l’indomani, nell’affrontare le previste incursioni dei setter israeliani nella stessa zona e in altre parti della West Bank.
Neanche a dirlo, la polizia non è intervenuta affatto, nonostante l’evidenza delle opere messe su dai coloni e nonostante le aree in questione fossero state dichiarate “zone militari chiuse”.
C’è avamposto e avamposto, e che diamine!

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