4 marzo 2008

Mettete nel programma la fine dell'assedio a Gaza.

Ci rivolgiamo a voi, candidati nelle prossime elezioni politiche, per invitarvi a mettere all'ordine del giorno dei vostri programmi iniziative urgenti per la fine dell'assedio di Gaza, imposto da Israele, dopo averla dichiarata «entità ostile». La sua popolazione subisce da mesi una pesante punizione collettiva, in violazione della legalità internazionale e dei diritti umani di tutte e tutti.
Vi chiediamo di esprimervi contro una politica che penalizza duramente un'intera popolazione di un milione e mezzo di persone, per le azioni e decisioni di una piccola minoranza.
Vi chiediamo di agire nei confronti della Unione Europea. È tra i maggiori donatori a favore della popolazione palestinese, ma non svolge alcun ruolo politico e rimane sorda anche alle due risoluzioni del Parlamento Europeo che si esprimono nettamente per la fine dell'assedio, dichiarando fallimentare la politica finora perseguita.
Dopo otto mesi di rigide restrizioni nelle forniture di energia, elettricità, acqua, l'intera popolazione di Gaza è allo stremo. Le persone più deboli, bambini, malati, anziani, sono a rischio di sopravvivenza, dato il deterioramento dei servizi medici. L'industria privata è al collasso. La qualità dell'acqua non fa che peggiorare e ne diminuisce sempre più la quantità. Ogni giorno 40 milioni di litri di acque di scolo vengono pompate nel Mediterraneo, per il deterioramento del sistema fognario.
Ci richiamiamo alle parole del rappresentante delle Nazioni Unite, John Holmes, vicesegretario generale per gli affari umanitari e coordinatore degli aiuti di emergenza, che, dopo una visita di cinque giorni nei territori palestinesi occupati e a Gaza, ha fatto appello all'apertura dei valichi di Gaza, per l'entrata di aiuti umanitari e ripresa dell'import-export di merci. Condanniamo i lanci di razzi «Qassam» in Israele, da parte di gruppi armati di Hamas ed altre forze estremiste.
I razzi fanno vivere la popolazione di Sderot nella paura e creano un clima sempre più ostile ai palestinesi. Anch'essi sono contrari alla legalità internazionale, come i bombardamenti sulla popolazione civile palestinese e gli assassini «mirati» dell'esercito israeliano. Ma chiediamo anche a voi di considerare ciò che ci ha detto una pacifista israeliana: «i bambini di Sderot non saranno più sicuri se quelli di Gaza muoiono di fame!».
Vi chiediamo di attivarvi per un «cessate il fuoco» generalizzato e per la fine dell'assedio. La popolazione di Gaza, imprigionata, affamata e isolata dal resto del mondo, rappresenta nel modo più chiaro e estremo la tragedia palestinese, «questione morale n.1 del mondo», come dice Nelson Mandela.
Gaza è l'emblema di un popolo a cui vengono negati i diritti elementari e i diritti nazionali aumentando la loro disperazione e senso di umiliazione, non rafforzando le forze democratiche, ma quelle estremiste di entrambe le parti. Questo è anche il messaggio lanciato da Palestinesi di tutte le professioni, per una campagna internazionale per la fine dell'assedio di Gaza, sostenuta anche da molte forze israeliane.
La fine dell'assedio è condizione necessaria anche per una soluzione negoziata che porti ad una pace giusta e alla fine dell'occupazione. Vi chiediamo impegno e coerenza per il rispetto del diritto internazionale e della dignità umana, per la pace: li riteniamo obiettivi prioritari per chi si candida a governare l'Italia, e pilastri dell'agire di ogni eletto/a.
Le vostre risposte sono attese con ansia: anche da esse dipenderà una ripresa di fiducia nel valore della rappresentanza e quindi del voto di tante donne e uomini che si riconoscono in quei principi.
Primi firmatari:
Associazione per la Pace
Arci
Cgil
Donne in Nero
Fiom - CGIL
Pax Christi - campagna ponti non muri
Piattaforma ONG per il medioriente
Rete Ebrei Contro l'Occupazione
Rete Radié Resh Nazionale
Servizio Civile Internazionale
Un Ponte per..

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