28 giugno 2011

Appello per la protezione della Freedom Flotilla 2

I tentativi organizzati da Israele e l’impressionante apparato propagandistico volto a ostacolare la partenza della Freedom Flotilla 2 alla volta di Gaza non lasciano nulla di intentato, dagli atti di sabotaggio alle pressioni politiche sui governi, dalle azioni legali ai video fake immessi su YouTube.

E’ dunque più che mai importante fornire alla flottiglia in partenza il sostegno popolare più ampio possibile, anche e soprattutto perché siano garantiti i diritti umani e l’incolumità dei partecipanti.

La petizione on line rivolta al Presidente Napolitano affinchè le istituzioni italiane “facciano pressione politica su Israele per assicurare che i passeggeri a bordo della Freedom Flotilla per Gaza non siano attaccati violentemente dai militari israeliani” ha superato le 5.400 firme. La petizione chiede al Presidente della Repubblica di intervenire per garantire la sicurezza degli attivisti ed il loro diritto di arrivare a Gaza, in conformità alle leggi internazionali.

Un’altra iniziativa a sostegno della Freedom Flotilla è stata lanciata dalla famiglia di Vittorio Arrigoni, il volontario italiano assassinato a Gaza lo scorso aprile, insieme al Premio Nobel Dario Fo, a Franca Rame, Moni Ovadia, i sindaci di Napoli e Genova Luigi de Magistris e Marta Vincenzi, Vincenzo Vita ed altri senatori del PD e del Gruppo Misto, Padre Alex Zanotelli, il portavoce dell’Italia dei Valori Leoluca Orlando, i musicisti Fiorella Mannoia e Toni Esposito, Don Nandino Capovilla di Pax Christi, Alessandra Mecozzi e Giorgio Cremaschi della Fiom – Cgil, che hanno sottoscritto l’appello che segue.

CON LA FREEDOM FLOTILLA STAY HUMAN

Dal 2006 la popolazione della Striscia di Gaza vive sotto assedio. Questo assedio, illegale secondo il diritto internazionale, è una punizione collettiva di tutta la popolazione, privata dei suoi diritti fondamentali: libertà di movimento, diritto alla salute, diritto all’educazione ed al lavoro. La situazione è stata resa ancora più insostenibile dall’attacco israeliano «Piombo fuso» che, due anni fa, ha fatto di Gaza un grande campo di rovine, con più di 1.400 morti e migliaia di feriti.

Nel maggio 2010, con un’iniziativa non violenta ed umanitaria, la Freedom Flotilla ha cercato di rompere l’assedio, ma l’esercito israeliano ha attaccato i battelli in acque internazionali, uccidendo 9 passeggeri e ferendone molti altri.

Questa «violazione grave dei diritti dell’uomo» secondo il Consiglio dei Diritti dell’Uomo dell’ONU, ha provocato le proteste dei governi e dei popoli del mondo. Sotto la pressione internazionale, il governo israeliano ha finto di alleggerire il blocco di Gaza, ma sia l’ONU che le agenzie umanitarie confermano che la situazione è sempre gravissima.

Proseguendo nell’impegno di far cessare l’assedio di Gaza, migliaia di associazioni della società civile internazionale si sono unite per allestire una nuova Freedom Flotilla, che partirà alla fine di questo mese verso Gaza. Dalla nuova Freedom Flotilla, che ha assunto il nome Stay Human in omaggio alla memoria di Vittorio Arrigoni, farà parte una nave italiana, la «Stefano Chiarini». La coalizione italiana che sostiene la «Stefano Chiarini» è formata da quasi duecento fra associazioni, comitati di solidarietà, forze politiche e sindacali.

Noi, rappresentanti dei cittadini, personalità politiche ed intellettuali, denunciamo la situazione umanitaria ed umana drammatica imposta ai Palestinesi di Gaza non a causa di una catastrofe naturale ma da una politica illegale di imprigionamento e di azioni militari. Questa politica non sarebbe stata possibile senza la passività della comunità internazionale e dei governi dell’Unione Europea, che hanno condannato l’assedio di Gaza soltanto a parole, senza fare nulla per farlo cessare. Oggi è urgente agire per la fine di questo assedio.

Nella nostra diversità di approcci, risolutamente attaccati al diritto internazionale ed alla sua applicazione piena ed intera così come prevista dalla Carta delle Nazioni Unite, facciamo appello a sostenere l’iniziativa non violenta dei passeggeri che prenderanno il mare fra poche settimane e chiediamo alle autorità italiane di garantire la vita, l’incolumità e la sicurezza dei nostri connazionali impegnati in una missione umanitaria e non violenta.

Chiediamo alle cittadine ed ai cittadini italiani di mobilitarsi in solidarietà con i volontari della Freedom Flotilla Stay Human, per la fine dell’assedio di Gaza e per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, attraverso il riconoscimento del diritto del popolo palestinese alla vita, alla terra ed alla libertà.

Invito tutti i lettori del blog ad aderire all’appello, inviando una email al seguente indirizzo: appelloff2@libero.it

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11 Commenti:

Alle 28 giugno 2011 23:26 , Anonymous Ale ha detto...

Il tutto si risolverà nel migliore dei modi se accetteranno di soggiornare ad ashdod in attesa della spedizione degli aiuti. E' incredibile,anche se voi pacifinti vi guardate bene dal nascondere, che il blocco legale (perchè in situazioni di guerra lo è) venga rotto proprio dalla cattiva Israele a favore dei poveri palestinesi Gazawi. Eppure la croce rossa dice che non c'è alcuna crisi umanitaria..

 
Alle 29 giugno 2011 15:16 , Blogger vichi ha detto...

A Gaza non c'è la "guerra", ma una situazione di occupazione illegale dal punto di vista umanitario, stante che trattasi di una punizione collettiva ai danni di un'intera popolazione.

Forse qualcuno l'ha dimenticato, ma israele, qualche anno addietro, aveva firmato un accordo (AMA) sugli accessi da e per Gaza, in cui tra l'altro era previsto che israele non si sarebbe opposto alla riapertura del porto di Gaza. Ma, si sa, i trattati (soprattutto quelli firmati da israele) son fatti per essere violati.

Ciò detto, che significa che a Gaza non c'è una "crisi umanitaria"? Che non si muore di fame? E' vero, certo.

Ma a Gaza più del 70% della popolazione dipende dagli aiuti umanitari, il che significa che, senza questi, morirebbero letteralmente di fame.

A Gaza, il tasso di disoccupazione è allo sbalorditivo tasso del 45,2%!

E di chi è la colpa, del destino cinico e baro? Oppure del criminale e illegale assedio israeliano alla Striscia di Gaza?

Certo che è una comica, secondo israele Gaza è un vero e proprio paese di Bengodi, dove ogni ben di Dio abbonda, a Gaza i terroristi entrano ed escono a proprio piacimento da rafah e le armi passano attraversano i tunnel.

E allora, perchè mai fermare una flottiglia che si limita a portare qualche tonnellata di aiuti? Mistero.

 
Alle 29 giugno 2011 22:08 , Anonymous Ale ha detto...

E' come dire: vabbè tanto la camorra a Napoli ci sarà sempre,tanto vale lasciarli al loro destino. Occupazione? Te lo devo ricordare io che Israele ha abbandonato Gaza 6 anni fa? Il blocco navale è una pratica lecita che tu lo voglia o no. Vogliamo parlare di diritti umani? Bene. Shalit sono anni che vive in isolamento,neanche la croce rossa può visitarlo. E basterebbe lasciarlo libero per porre fine al blocco ed i Gazawi lo sanno bene.
Mi stupisci,vedi che una volta buona lo usi il cervello? Perchè la neccessità della flottilla se gli aiuti possono mandarli dal valico di Rafah?

 
Alle 30 giugno 2011 09:33 , Blogger vichi ha detto...

Contro un milione e mezzo di Palestinesi di Gaza non c'è solo un "blocco navale", ma anche quello dello spazio aereo e il divieto di importare ed esportare numerosi materiali, inclusi quelli necessari per ricostruire le case distrutte dal massacro israeliano di piombo fuso.

I Palestinesi non possono nemmeno andare da Gaza in Cisgiordania e viceversa, e israele controlla persino i registri dello stato civile, impedendo i cambi di residenza.

"Occupazione", mio caro, non significa solo presenza sul territorio di soldati, ma il ferreo controllo dello stesso e dei suoi accessi, come è ora, e si tratta di una misura di punizione collettiva contraria al diritto umanitario.

A fronte di Shalit - un soldato catturato in un'operazione bellica - vi sono migliaia di prigionieri politici accusati di nulla, spesso torturati, oltre settecento prigionieri in detenzione amministrativa - senza cioè nemmeno conoscere di cosa sono accusati e senza avere alcuna assistenza legale - oltre duecento minori detenuti, decine dei quali di età inferiore ai 15 anni.

Vi piace israele, un paese di assassini e di brutali torturatori? Ognuno è libero, purché non pretendiate che piaccia anche a noi, che abbiamo un'idea ben diversa del vivere civile, della pace e della giustizia tra i popoli.

 
Alle 1 luglio 2011 16:06 , Anonymous Anonimo ha detto...

no, preferiamo paesi dittatoriali,privi di elezioni,di diritti per le donne e gli omosessuali, che fanno del terrorismo contro civili la loro prima occupazione,che incarcerano i dissidenti ,che rapiscono giovani sconfinando
cioè preferiamo tutti vivere a Gaza.

 
Alle 3 luglio 2011 03:24 , Blogger vichi ha detto...

"Rapiscono giovani sconfinando..." questa è davvero forte!

 
Alle 4 luglio 2011 18:27 , Anonymous Anonimo ha detto...

il caporale shalit non ti dice nulla?
oppure ritieni che il territorio sia tutto occupato?

 
Alle 4 luglio 2011 18:28 , Anonymous Anonimo ha detto...

vedo poi che hai avuto da ridire solo con una frase,quindi tutto il resto è vero

 
Alle 6 luglio 2011 10:06 , Blogger vichi ha detto...

Shalit non è "un giovane rapito", ma è un soldato delle truppe di occupazione israeliane catturato durante un'operazione militare.

Ci si pone il problema Shalit, bene. E il problema delle migliaia di prigionieri politici palestinesi detenuti senza colpa nelle prigioni israeliane, perchè non lo solleva nessuno? E quello dei minori incarcerati e torturati? E quello della detenzione amministrativa di centinaia di civili?

Si guarda la pagliuzza di Hamas, ma non la trave della illegalità e disumanità di uno stato che qualche buontempone vorrebbe addirittura "importare" nella Ue.

Per il resto, vorrei solo ricordarti che Hamas aveva vinto libere e regolari elezioni politiche (alla presenza di osservatori internazionali), elezioni fortemente volute dalla "fu" Condoleezza Rice.

Ma, visto che i risultati non sono piaciuti a Usa e Israele, è successo quello che è storia recente.

E dunque, di quale democrazia si sta cianciando?

 
Alle 7 luglio 2011 17:55 , Anonymous Anonimo ha detto...

shalit è un soldato rapito in territorio israeliano quindi non occupava proprio nulla.difendeva la propria patria e i propri cittadini dai tentativi di hamas di penetrare in israele per massacrare civili.

 
Alle 8 luglio 2011 13:07 , Blogger vichi ha detto...

Chi controlla le frontiere marittime e terrestri e lo spazio aereo di un luogo, chi lo sottopone ad embargo, chi impedisce alla gente di entrarvi e di uscirne, OCCUPA quel luogo, e Shalit era un soldato delle truppe di occupazione, catturato mentre girava di pattuglia partecipando dunque a questo atto illegale e immorale.

Detto questo, se Shalit non è ancora libero è perchè il governo israeliano non vuole scambiarlo con qualcuno delle migliaia di Palestinesi detenuti illegalmente in israele, dei quali peraltro non si parla mai...

 

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