9 luglio 2011

Una crisi umanitaria a Gaza? No, peggio!

Come abbiamo già avuto modo di ricordare, buona parte dell’attività propagandistica israeliana è volta a negare che nella Striscia di Gaza esista un sia pur minimo problema di carattere umanitario, economico o sanitario. I tanti amici di Israele sparsi per il mondo sostengono che a Gaza, lungi dall’esservi la fame, si trovano beni e mercanzie di ogni sorta, e costoro non esitano letteralmente a inventarsi fantomatici rapporti e dichiarazioni dell’Onu e della Croce Rossa che, a loro dire, attesterebbero questa incontrovertibile “verità” dei fatti.


A sgombrare il campo da questa ripugnante propaganda, è da pochi giorni disponibile sul sito web dell’UNOCHA (United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs) il rapporto che segue, una paginetta che elenca i dati statistici e gli elementi fondamentali che caratterizzano l’attuale situazione nella Striscia di Gaza, delineando il quadro di una vero e proprio disastro umanitario.


La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza – Luglio 2011


Gaza in breve


Gaza ha 1,6 milioni di abitanti, per oltre il 50% minori di 18 anni.


Il 38% degli abitanti di Gaza vive in condizioni di povertà.


Il 31% della forza lavoro di Gaza è priva di impiego e il 47% dei giovani sono disoccupati.


Il 54% degli abitanti di Gaza vive in condizioni di insicurezza alimentare e oltre il 75% dipende dagli aiuti.


La produzione economica nel 2010 è stata inferiore del 20% rispetto al 2005.


Il 35% dei terreni agricoli di Gaza e l’85% delle sue acque pescabili sono totalmente o parzialmente inaccessibili a causa delle misure militari israeliane.


Da 50 a 80 milioni di litri di liquami parzialmente trattati vengono riversati in mare ogni giorno.


Oltre il 90% dell’acqua proveniente dalla falda acquifera di Gaza non è potabile.


L’85% delle scuole di Gaza funzionano con doppi o tripli turni.


Dall’inizio del 2010, 59 persone sono rimaste uccise in incidenti nei tunnel, inclusi 5 bambini, e 115 persone sono rimaste ferite.


Il principale valico per il movimento dei Palestinesi da e per Gaza (il valico di Rafah al confine con l’Egitto) resta limitato al passaggio di 500 persone al giorno.


1. Il blocco di Gaza costituisce la negazione di diritti umani fondamentali, in violazione del diritto internazionale e corrisponde ad una punizione collettiva. Il blocco limita gravemente le importazioni e le esportazioni, al pari del movimento delle persone da e per Gaza, e dell’accesso ai terreni agricoli e alle acque pescabili. Gli abitanti di Gaza non sono in grado di provvedere alle loro famiglie e la qualità delle infrastrutture e dei servizi essenziali è peggiorata.


2. Le misure adottate per alleggerire il blocco nel giugno del 2010 hanno avuto limitati effetti reali. Anche se le importazioni sono aumentate, esse restano ancora solo al 45% dei livelli precedenti al 2007. Le esportazioni rimangono strettamente vincolate e sono limitate ai prodotti agricoli verso l’Europa, e gli operatori economici di Gaza non possono accedere ai loro tradizionali mercati in Israele e in Cisgiordania. L’accesso alla terra e al mare rimane estremamente limitato.


3. Anche se Israele ha approvato una serie di progetti infrastrutturali volti a migliorare a Gaza i servizi essenziali dello smaltimento dei liquami, dell’istruzione e dell’assistenza sanitaria, pochi di questi progetti sono stati realizzati. Ciò è principalmente dovuto al lento e farraginoso processo di approvazione e alle difficoltà nell’importazione dei materiali. Questo significa che gli abitanti di Gaza non hanno visto alcun effettivo miglioramento della qualità dei servizi essenziali.


4. Migliaia di persone, molti di loro bambini, rischiano la vita introducendo di nascosto ogni giorno merci attraverso i tunnel che passano al di sotto del confine con l’Egitto. La fiorente industria dei tunnel è un diretto risultato delle restrizioni in atto all’importazione di materiali edili, della mancanza di opportunità di impiego, e delle enormi necessità di ricostruzione esistenti a Gaza.


5. Gaza rimane isolata e tagliata fuori dal resto del territorio palestinese occupato. Gli spostamenti attraverso il valico israeliano di Erez sono vietati per la quasi totalità degli abitanti di Gaza, nonostante le promesse di alleggerire le restrizioni. Il valico egiziano di Rafah rimane limitato a 500 persone al giorno, con centinaia di Palestinesi a cui ogni settimana viene negato il passaggio.


A questi dati, scarni e drammatici, si potrebbe aggiungere quanto ricordato in tempi recenti da Richard Falk, il Relatore Speciale dell’Onu per i Territori palestinesi occupati, il quale – citando i dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – denunciava che nella Striscia di Gaza, dei 480 farmaci contenuti nella lista delle medicine essenziali, 178 (il 37%) erano segnalati con livelli di stock pari a zero, e più di 190, pur presenti in magazzino, o erano scaduti oppure prossimi alla scadenza.


E, dunque, cos’altro significa vivere a Gaza se non condurre un’esistenza segnata dalla fame, dalle privazioni, dall’umiliazione di dover dipendere dagli aiuti umanitari per sopravvivere, dalla miseria, dalla mancanza di fogne, di scuole, di assistenza sanitaria, dall’impossibilità di porre rimedio alle immani distruzioni provocate dai raid israeliani di “Piombo Fuso”?


E come è possibile che gli Usa, l’Europa, il mondo “civile” consentano ad Israele di violare così palesemente e crudelmente il diritto internazionale e il diritto umanitario e, insieme, che i Palestinesi vivano in simili, disumane condizioni?


E allora, vi prego, diffondete più che potete questi dati e queste drammatiche e incontrovertibili verità, scrivete agli amici, ai giornali, ai parlamentari nazionali ed europei, a chiunque vogliate.


Non possiamo più tollerare che Israele condanni un intera popolazione ad una crudele e barbara morte civile (quando non fisica), non possiamo rassegnarci a questa notte del diritto, della moralità, della compassione, non possiamo lasciare soli i nostri fratelli di Gaza. Lo dobbiamo a loro e alla nostra coscienza.

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19 Commenti:

Alle 11 luglio 2011 13:11 , Blogger vichi ha detto...

Se Shalit non è libero è per colpa del governo israeliano, che non vuole addivenire ad uno scambio con qualcuno delle migliaia di innocenti - prigionieri politici, detenuti in detenzione amministrativa, bambini - incarcerati in condizioni disumane ed illegali nelle carceri israeliane.

Tant'è che la stessa famiglia Shalit, quando organizza le sue campagne di protesta, è con il governo Netanyahu che se la prende.

Ma, detto questo, l'argomentazione proposta dimostra come il blocco alla Striscia di Gaza sia né più né meno che una punizione collettiva ai danni di un milione e mezzo di persone, come tale immorale ed illegale, posta in essere dallo stato-canaglia israeliano.

 
Alle 11 luglio 2011 20:07 , Anonymous Gary78 ha detto...

Oltretutto io credo che sia scandaloso e moralmente riprorevole, da parte degli amici di Israele, stracciarsi le vesti per la sorte di Gilad Shalit e non pensare minimamente alle migliaia e migliaia di vittime delle operazioni militari israeliane, ai bambini uccisi dai soldati dell'IDF o dai cecchini di israele.
Inoltre gli israeliani dovrebbero capire che il loro governo li sta trascinando in una guerra senza fine, in uno stallo diplomatico che non sta facendo altro che far isolare lo stesso Israele dal mondo:a me sembra che gli israeliani manifestino una gravissima acquiescenza nei confronti di chi li governa, le loro menti mi sembrano assolutamente plasmabili e manchevoli di senso critico, propio come capita a quei popoli sotto una dittatura che mistifica la verità.

 
Alle 12 luglio 2011 22:08 , Anonymous Ale ha detto...

http://www.focusmo.it/politica/62-estera/11946-nella-gaza-qassediataq-sta-aprendo-un-nuovo-hotel-con-ingresso-in-marmo-piscina-e-un-elegante-ristorante.html

eccoti la crisi umanitaria a Gaza.

Gary87 è vero non si stracciano le vesti per i palestinesi morti,se li stracciano per le migliaia e migliaia di israeliani innocenti massacrati dai loro barbari padri e nonni. Oh posso assicurarti che gli israeliani sono ben consapevoli di tutto,ed è per questo che hanno imparato a dire: basta!i nostri figli non sono carne da macello!
Anche tu saresti disposto a tutto pur di proteggere i tuoi figli.

 
Alle 12 luglio 2011 23:59 , Blogger vichi ha detto...

Io riporto i dati dell'Onu e delle agenzie umanitarie, voialtri infami e i generali assassini dell'Idf riportate la propaganda dei parchi acquatici e del paese di Bengodi.

E si capisce bene dove sta la verità. E la capirebbero bene tutti se soltanto i media non fossero proni al potere devastante della israel lobby.

 
Alle 13 luglio 2011 10:17 , Anonymous Ale ha detto...

Certo, si vede infatti quanto ci tieni alla verità e ai diritti umani quando equipari i detenuti palestinesi al sequestro inumano di Shalit. Non sai che neanche la Croce rossa può visitarlo?

Certo il nuovo hotel ed il centro commerciale di qualche mese fa aperto a Gaza sono pura fantasia,solo le pappette che rifili tu di volta in volta sono illuminanti. La verità,e tu lo sai bene, è che a Gaza se la passano piuttosto bene.

 
Alle 13 luglio 2011 10:34 , Blogger vichi ha detto...

Veramente il punto è come si fa a paragonare Shalit - un soldato delle truppe di occupazione - con le centinaia di bambini incarcerati e torturati, oppure con le centinaia di prigionieri in detenzione amministrativa, il che, se non lo sai, significa detenuti senza alcuna accusa e senza potersi difendere.

Naturalmente tutto questo rappresenta una palese e immorale violazione del diritto umanitario, ma che importa, tutto quello che fa israele è "santificato"!

Per il resto, puoi menare il can per l'aia quanto vuoi, i dati della crisi umanitaria di Gaza sono dell'Onu e delle agenzie umanitarie, e non possono essere smentiti nemmeno dalla forsennata propaganda israeliana.

 
Alle 13 luglio 2011 15:35 , Anonymous Ale ha detto...

Soldato di truppe di occupazione? E' poco più di un ragazzino che è stato rapito in territorio israeliano!
Bambini torturati? ma ti rendi conto delle fandonie che tiri fuori? I detenuti in Israele godono di tutti i diritti umani di cui necessitano, conosco una guardia carceraria israeliana e ti posso assicurare che la tua penosa propaganda è inesatta. D'altronde non sono io l'esperto da "salotto" che mai si è mosso dalla sua cara Palermo.

 
Alle 14 luglio 2011 11:37 , Anonymous Anonimo ha detto...

MI spieghi chi sarebbero i "voialtri infami" ?????

 
Alle 14 luglio 2011 16:51 , Blogger vichi ha detto...

Senz'altro, si tratta di tutti coloro che - a vario titolo e ad ogni livello - per cieco fanatismo o opportunismo politico, considerano accettabile che più della metà di una popolazione non abbia la sicurezza di portare a casa qualcosa da mangiare per tutta la famiglia o che il 90% dell'acqua a disposizione di un'intera popolazione non sia potabile.

Tutti coloro i quali, in nome della "sicurezza" di israele, legittimano o addirittura appoggiano con entusiasmo la punizione collettiva - ignobile ed infame - di un milione e mezzo di persone innocenti.

 
Alle 14 luglio 2011 17:29 , Anonymous Anonimo ha detto...

potrei dire la stessa cosa allora di chi considera il rapimento di un soldato ,in difesa dei suoi territori,un atto dovuto?di chi considera giusto liberarlo in cambio di centinaia di carcerati fra cui terroristi ed assassini di civili?
di chi giustifica il lancio di razzi verso bus scolastici?
io credo che tu intendevi una cosa diversa e che hai cercato di difenderti in calcio d'angolo

 
Alle 15 luglio 2011 00:22 , Blogger vichi ha detto...

Ale può scegliersi gli amici che crede. Tuttavia potrebbe anche aggiornarsi presso Addameer o Defence for Children International o con le centinaia di report che parlano delle disumane condizioni di arresto e detenzione dei bambini palestinesi, che non possono essere assistiti dai genitori, costretti a firmare "confessioni" in ebraico che non capiscono, minacciati, malmenati e talvolta abusati sessualmente.

Non riesco bene a comprendere perchè molti nel mondo si straccino le vesti per shalit e nessuno per le centinaia di ragazzini palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, in violazione del diritto umanitario e della Carta dei Diritti del Fanciullo.

Ma vi rendete conto che decine dei Palestinesi imprigionati da israele ha un'età compresa tra i 12 e i 15 anni?

Un marchio di infamia degno dello stato-canaglia israeliano.

 
Alle 15 luglio 2011 10:08 , Anonymous Anonimo ha detto...

non hai risposto,chi tace acconsente?

 
Alle 15 luglio 2011 12:46 , Anonymous Ale ha detto...

Vorresti addossare tutti i problemi di Gaza a Israele. Sai cosa hanno fatto i Gazawi dopo il ritiro del 2005? hanno bruciato case e sinagoghe,devastato campi e l'agricoltura in toto, distruggendo tutto ciò che di buono era stato creato dai mostri "coloni".

Sai quale è stata la proposta di Lieberman,colui che voi definite razzista, all'unione europea recentemente? Voleva affidare Gaza agli stati europei cosicchè provvedessero essi alla sua sussistenza. L'ipocrisia dell' UE chiaramente si è rivelata ed è stata rifiutata. Ma sarebbe stata una soluzione più che idonea.

Per quanto riguarda le menzogne sulle carceri ho ben altri fonti più attendibili caro il mio blogger pantofolaio.

 
Alle 15 luglio 2011 23:28 , Blogger vichi ha detto...

x anonimo:
chi tace acconsente, e su che cosa?

Stai sempre a ripetere le stesse falsità, magari uno si stanca...

Shalit non è stato "rapito" durante una gita, è stato catturato durante un'operazione militare.

Shalit non stava "difendendo" i confini di israele (viene da ridere, davvero...), Shalit faceva parte delle truppe di occupazione israeliane che da anni assediano Gaza in un crimine umanitario inaudito nella storia recente.

Ciò posto, more solito, si cerca sempre di spostare la discussione lontano dall'argomento di partenza, che è la crisi umanitaria di Gaza provocata da un assedio INFAME E IMMORALE posto in essere dallo stato-canaglia israeliano.

E questo resta, nonostante Shalit. Chissà mai perchè, tra l'altro, la famiglia del soldato israeliano se la prende con Netanyahu se Gilad non è ancora libero...

 
Alle 15 luglio 2011 23:38 , Blogger vichi ha detto...

x ale:
probabilmente il vero "pantofolaio" - che peraltro si abbevera alla peggiore propaganda sionista - sei proprio tu.

Perchè se no dovresti sapere che a Gaza, durante il "disengagement plan", è successo l'esatto opposto: i coloni infatti non hanno lasciato nulla di intatto e di riutilizzabile, ad eccezione di alcune serre pagate profumatamente da alcuni mecenati americani.

E di alcune sinagoghe...

Per il resto, la proposta di Lieberman - che francamente non conoscevo - è davvero fantastica. Dopo aver tentato per anni di affidare la responsabilità di Gaza all'Egitto ora la si vorrebbe dare alla Ue!

Ti spiego io come funziona: se israele mantiene il suo blocco e dunque continua ad essere potenza occupante, la responsabilità della popolazione ricade su esso.

Viceversa, basterebbe togliere l'assedio alla Striscia, consentire libero import-export, e garantire l'unitarietà di Gaza e della West Bank (come peraltro previsto in ogni accordo da Oslo in poi).

A me sembra questa la soluzione più "idonea" e rispettosa del diritto internazionale.

 
Alle 16 luglio 2011 11:50 , Anonymous Anonimo ha detto...

certo togliere il blocco così potrebbero entrare nuovi razzi e nuove armi per poter massacrare meglio civili israeliani.
tu accusi noi di becera propaganda sionista,noi accusiamo te di becera propaganda anti-semita.
per quanto riguarda Gaza,prima del 67 era controllata dagli egiziani,che dopo gli accordi di pace non l'hanno rivoluta,quando potevano riaverla e darla ai loro cari palestinesi per farci lo stato.perchè non l'hanno fatto ???

 
Alle 16 luglio 2011 22:12 , Blogger vichi ha detto...

Non si capisce bene, israele un giorno si e l'altro pure si lamenta che dai tunnel alla frontiera con l'Egitto passano armi, missili, carri armati e quant'altro, e allora il blocco è inutile.

E dunque questo significa - come peraltro tranquillamente dichiarato - che il blocco, in realtà, è una punizione collettiva contro gli abitanti di Gaza.

Prima di piombo fuso esisteva una tregua con Hamas, rotta da israele. Una tregua si potrebbe raggiungere ora, ma è ben chiaro chi non vuole né tregua né pace.

Infine non si capisce bene che c'entri l'Egitto con la realtà odierna di uno stato d'assedio che impedisce il libero import ed export delle merci e il movimento delle persone, e che affama un intero popolo di un milione e mezzo di persone.

E' israele che non consente la nascita di uno Stato palestinese in Gaza e Cisgiordania, e ha pure il coraggio di lamentarsi se i Palestinesi cercano di rivolgersi all'Onu perchè venga ristabilito il loro diritto all'autodeterminazione e alla libertà.

 
Alle 19 luglio 2011 15:11 , Anonymous Ale ha detto...

Ma quale tregua? non c'è mai stata la tregua! I razzi sono sempre stati lanciati da quelle bestie senza sosta, sono i media italiani che non ne hanno mai parlato. Piombo fuso è stata una reazione al perenne lancio di razzi. Come fa Israele ha stabilire una tregua con Hamas visto che è un'organizzazione terrorista? Non Hanno mai avuto rapporti,figuriamoci accordarsi per una tregua. In realtà è l'ennesima cazzata che voi pacifinti siete soliti rifilare nei vostri insulsi commenti.
Non esiste alcuna punizione collettiva,solamente uno stato che intende impedire attacchi contro i suoi civili. Credi che Israele ci impiegherebbe così tanto tempo se potesse esprimere tutta la sua potenza?E' fin troppo gentile con i palestinesi..

 
Alle 26 luglio 2011 02:06 , Blogger vichi ha detto...

"Israele ci impiegherebbe così tanto tempo se potesse esprimere tutta la sua potenza?E' fin troppo gentile con i palestinesi.."

E si, che peccato! In altri tempi avrebbe potuto passarli tutti a fil di spada!

 

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