25 settembre 2004

L'informazione televisiva filoisraeliana

Al contrario di quanto continuamente strombazzato dalla propaganda sionista, l’informazione televisiva italiana – con la sola eccezione della testata di rainews24 – appare sempre più afflitta da una sostanziale parzialità filoisraeliana.
Se qualcuno dovesse farsi un’idea dell’andamento del conflitto israelo-palestinese soltanto dai resoconti dei telegiornali – soprattutto quelli della tv di stato – giungerebbe alla conclusione che il popolo israeliano è vittima di un orrendo e ingiustificato massacro da parte dei biechi terroristi palestinesi mentre, naturalmente, la realtà dei fatti è del tutto diversa.
Questo perché ogni notizia relativa agli attentati kamikaze, o comunque riguardante l’uccisione di civili o di militari israeliani, viene data con ampio risalto ed enfasi, mentre il lento ma costante stillicidio delle morti dei Palestinesi non trova quasi mai spazio, tra una notizia sul traffico ed una sull’influenza di stagione.
Al più, ogni tanto, viene riportato il resoconto di qualche esecuzione “mirata” di militanti palestinesi, con il vergognoso sottinteso – più o meno palese – che è buon diritto di Israele di procedere alla loro eliminazione.
E un esempio di ciò è ben rappresentato dai servizi televisivi relativi a quanto successo in Palestina nella giornata di ieri.
La mattina, militanti di Hamas hanno sparato quattro colpi di mortaio contro l’insediamento colonico di Neveh Dekalim, nel sud della Striscia di Gaza, uccidendo una cittadina americana residente a Gerusalemme – la 24enne Tiferet Tratner – e danneggiando gravemente la casa in cui si trovava.
Pronto resoconto giornalistico della tv di stato, a cura dell’ottimo Claudio Pagliara, immagini della casa danneggiata, la disperazione dei parenti, la giusta deplorazione di quanto accaduto; valido e tempestivo giornalismo, magari si poteva aggiungere che questa è la prima volta che gli attacchi con colpi di mortaio contro gli insediamenti israeliani nella Striscia di Gaza provocano una vittima…
Quello che è completamente sfuggito all’attenzione del buon Pagliara – che sicuramente riceverà un plauso dai redattori di informazionecorretta – è l’attività militare israeliana precedente e successiva all’attacco contro Neveh Dekalim, e i morti ed i feriti tra la popolazione civile palestinese provocati dall’azione di Tsahal.
In precedenza, infatti, l’esercito israeliano aveva provveduto a demolire alcuni edifici di civile abitazione vicino all’insediamento di Morag, solita misura di punizione collettiva – vietata dal diritto internazionale umanitario – conseguente all’uccisione di tre soldati israeliani.
Sempre venerdì, i carri armati di Tsahal hanno aperto il fuoco contro il campo profughi di Khan Yunis, ferendo due civili palestinesi, un uomo di 42 anni ed un bambino di quattro.
Nella tarda serata, un elicottero israeliano ha sparato due razzi all’interno dello stesso campo profughi, uccidendo un uomo di 55 anni e ferendo altri cinque civili; per concludere degnamente la giornata, infine, sono entrati in azione i bulldozer, che hanno raso al suolo ben 35 abitazioni, in una delle più devastanti operazioni di punizione collettiva contro la popolazione civile palestinese di queste ultime settimane.
Di tutto questo, i telegiornali italiani non hanno dato alcuna notizia, né della morte di un civile palestinese, né dei feriti, né della distruzione delle case.
Anche riguardo alla copertura mediatica, dunque, vi è una graduatoria delle distruzioni e delle sofferenze, alcune meritano di essere citate, altre no; anche riguardo ai resoconti giornalistici, vi sono morti di serie A e morti di serie B, e questi ultimi non sono mai residenti in Israele!


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1 Commenti:

Alle 27 settembre 2004 18:50 , Blogger Ornella Sinigaglia ha detto...

...hai ragione, non c'e' informazione che pesi bene le parole e le argomentazioni a favore dei palestinesi... e non solo in tv. Addirittura Internazionale, un settimanale che e' apertamente schierato a sinistra e che quindi ci si aspetterebbe essere filopalestinese, non manca di "tifare" per le mosse di Israele negli editoriali.
E i libri? Qualcuno mi sa suggerire dove studiare un po' di storia del conflitto mediorientale, un libro che non sia troppo schierato ne' da una parte ne' dall'altra?

Ornella
http://rassegnatastampa.blogspot.com

 

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