17 aprile 2008

Israele e dintorni.

Il massacro non va in onda.
Il telegiornale di prima serata della seconda rete Rai, in onda ieri alle 20:30, ha trasmesso vari servizi dall’estero, un’ampia pagina sulla visita del Papa in Usa, un servizio sul Myanmar ed uno sulla vicenda della bambina di 8 anni che ha chiesto il divorzio nello Yemen.

Last but not least, l’ineffabile Claudio Pagliara ha confezionato un bel servizio su una importantissima scoperta archeologica nei pressi del Muro del Pianto: fantastico.

Soltanto dai sottotitoli che scorrevano in basso sul teleschermo, l’utente dell’informazione pubblica poteva venire a conoscenza che, nel frattempo, l’esercito israeliano aveva allestito l’ennesima carneficina a Gaza, massacrando ben 18 Palestinesi in una sola giornata: in gran parte si trattava di civili inermi e, tra essi, vi erano due bambini e un cameraman della Reuters.

Ma, forse, Pagliara e i suoi colleghi di redazione non volevano turbare la serata agli Italiani con notizie di così poco conto…

L’11 settembre e il sostegno Usa a Israele.
Sempre ieri, nel corso di una conferenza all’Università Bar Ilan, il leader del Likud Benjamin Netanyahu ha avuto modo di dichiarare che Israele sta beneficiando “degli attacchi alle Torri Gemelle e al Pentagono, e della lotta americana in Iraq”, in quanto questi eventi “hanno spostato l’opinione pubblica americana in nostro favore”.

I casi della storia...

La 135esima vittima.
Un aggiornamento sui terribili costi, in termini di vittime innocenti, dell’inaudito assedio imposto a Gaza e del rifiuto delle autorità israeliane di consentire l’uscita dalla Striscia persino ai malati gravi: ieri è stata toccata quota 135.

Le ultime vittime di questo crimine assurdo e inqualificabile sono la 22enne Suha Al Jumbass, morta lunedì di cancro, e due neonati, Nur al-Huda Khamis al-Kilani, di 7 mesi, morto per problemi muscolari, e Mohammad Ziyad al-Ejlah, di soli 63 giorni, morto per una rara patologia cardiaca.

In Israele si sostiene spesso che l’emergenza umanitaria sia una “invenzione” di Hamas – e così è anche per tanti sionisti di casa nostra – eppure la terribile situazione dei Palestinesi di Gaza è nota a tutti nel mondo, e si moltiplicano gli appelli e le dichiarazioni che denunciano questa vera e propria catastrofe, e invitano Israele ad aprire i valichi: da ultimi, quelli di John Ging, direttore dell’Ufficio operativo dell’UNRWA, il quale ha dichiarato che la vita quotidiana a Gaza è divenuta “insostenibile”, e di Karen Abu Zayd, Commissario generale della stessa organizzazione, secondo cui la situazione è “disastrosa”.

Lo stesso Ging, peraltro, la settimana precedente, non aveva esitato a dichiarare che il sistema sanitario a Gaza versa in uno “stato penoso”.

Ma la comunità internazionale continua incredibilmente ad assistere, senza far nulla, a questo assedio che costituisce un vero e proprio crimine contro l’umanità, garantendo in tal modo totale impunità ai carnefici israeliani.

La madre di tutte le colonie.
Tutte e 450 le abitazioni di Ofra, la “madre di tutte le colonie” nella West Bank, sono state costruite su terreni di proprietà privata di cittadini palestinesi.

Chi l’ha detto, Peace Now? Una qualche ong di tutela dei diritti umani? Radio Islam?

No, questo è quanto ha dichiarato quasi due mesi fa (esattamente il 25 febbraio), davanti alla Knesset, il vice premier israeliano Haim Ramon.

Secondo la trascrizione della seduta, resa nota dal quotidiano Ha’aretz, Ramon avrebbe anche aggiunto che la pressione sul governo tesa a permettere l’ulteriore espansione di Ofra, come di altre colonie della West Bank, non nasce da un reale fabbisogno abitativo, ma dalla volontà di porre in essere dei “fatti sul terreno” che rendano impossibile, nella pratica, il raggiungimento di un accordo di pace con i Palestinesi.

Dunque è ben noto, anche ad Israele, che buona parte degli insediamenti colonici è stata costruita su terreni di proprietà privata di Palestinesi, e gli Israeliani sono ben consci che le colonie, legali o illegali che siano (secondo la legge israeliana, perché tutte le colonie sono vietate dal diritto internazionale), costituiscono il più formidabile impedimento alla pace con i Palestinesi.

E, tuttavia, gli alacri coloni ebrei continuano a costruire le loro belle villette a schiera, nuovi progetti abitativi vengono autorizzati all’interno delle colonie, nuovi avamposti illegali spuntano qua e là, come funghi.

E poi ci si chiede chi non vuole la pace…

Anche Hitler è stato eletto democraticamente.
Il ministro degli esteri israeliano, Tzipi Livni, si è recentemente recato in Qatar per partecipare alla Conferenza di Doha sulla democrazia.

In tale occasione, il Vice Presidente della Knesset, Ahmed Tibi, ha avuto modo di accusare Israele di discriminazione razziale nei confronti della minoranza araba, e di praticare l’apartheid nei Territori occupati.

In tutta risposta, Avigdor Lieberman, leader di Yisrael Beiteinu, ha chiesto la rimozione di Tibi dalla carica rivestita alla Knesset, e a chi gli ricordava che questi era stato eletto dall’assemblea democraticamente, ha risposto: “Anche Hamas è stato eletto democraticamente, e così pure Hitler”.

Si, è vero, Hitler è stato eletto democraticamente, e così pure Olmert…

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8 Commenti:

Alle 17 aprile 2008 18:49 , Blogger Vincenzo ha detto...

Ciao volevo sapere la tua opinione sulle ultime elezioni politiche...

aiutami a diffondere questo messaggio:
GRAZIE
Cari compagni/e blogger ho notato che in in giro si respira un'aria viziata costituita da diverse correnti: cattocomunisti e comunisti pro-bertinottiani e spinte anarcoidi-ribellistiche animano le voci di quella che dovrebbe definirsi sinistra...ma una cosa importante l'avete capita o no?
Berlusconi è al governo grazie anche a quella sinistra che non è andata a votare...lo avete aiutato a raggiungere il suo sogno. Per tutti gli altri che sono andati alle urne, come me del resto, sappiate che da oggi faremo opposizioni di paglia e fumo più di quante ne abbiamo fatte fino ad ora.
Ho fatto un video che invierò al Presidente del Consiglio perchè la memoria non vada perduta...
Guarda il video: http://it.youtube.com/watch?v=T3mtwXeJqok
Sito web: http://www.vincenzocaldarola.blogspot.com/

 
Alle 18 aprile 2008 00:39 , Blogger vichi ha detto...

Caro Vincenzo, sull'astensionismo sono d'accordo con te, tanto è vero che qualche giorno prima delle elezioni avevo fatto un "appello" per andare a votare.
Ma il Paese in mano a Berlusconi glielo ha consegnato Veltroni, con la sua bella operazione in perdita.
O si illudeva di vincere non nominando mai il suo avversario, inserendo i vari Calearo in lista e appellandosi al voto "utile"?
Anche la sinistra arcobaleno, peraltro, ha le sue belle colpe, avendo perso nettamente il polso del suo elettorato.
La frammentazione nelle varie liste mignon ha fatto il resto.
Non mettere il dito nella piaga ancora dolente, ho appena letto di Fiamma Nirenstein che entusiasticamente ci invita ad amare Israele...

 
Alle 18 aprile 2008 00:49 , Blogger vichi ha detto...

A proposito dell'11/9 e delle dichiarazioni di Netanyahu, segnalo a chi legge l'interessante articolo (more solito) dell'amico Mauro Manno sul blog 21&33, all'indirizzo:
http://21e33.blogspot.com/2008/04/netanyahu-e-l11-settembre.html
Buona lettura!
Vichi

 
Alle 18 aprile 2008 08:52 , Anonymous Anonimo ha detto...

Per quanto concerne la prima notizia: ma quando il sistema informativo pubblico sarà effettivamente tale? Certo che con belrusconi le cose peggioreranno ancora.
Ciao

Paolo Borrello
www.paoloborrello.ilcannocchiale.it

 
Alle 18 aprile 2008 09:31 , Blogger Antonio Candeliere ha detto...

interessante la segnalazione

 
Alle 18 aprile 2008 22:44 , Blogger vichi ha detto...

x Paolo: a livelli più bassi l'informazione rai non credo possa scendere ancora, soprattutto con riguardo al conflitto israelo-palestinese.
x Antonio: ma perchè scrivi così poco sul tuo blog? Abbiamo bisogno di articoli interessanti come i tuoi!

 
Alle 20 aprile 2008 19:52 , Blogger angela ha detto...

vi assicuro che non è facile uscire da qualunque città palestinese parlo per esperienza perchè mio marito è di lì e non riesce a portare la sua mamma a visitarsi da jericho a gerusalemme si fa prima a venire in Italia

 
Alle 21 aprile 2008 12:26 , Blogger vichi ha detto...

Naturalmente Angela ha ragione, la mobilità delle persone (e dei beni) attraverso la West Bank non è affatto agevole (per usare un eufemismo), a causa dei check-points e del sistema viario, che assegna le strade migliori ad uso esclusivo dei coloni.
Più e più volte Tel Aviv ha promesso di eliminare un certo numero di blocchi stradali per migliorare le condizioni di vita dei Palestinesi, ma si è sempre trattato delle solite bugie propagamdistiche made in Israel.

 

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