22 luglio 2008

Gaza libera!


Il movimento “Gaza libera” ha reso noto, con un comunicato, che il prossimo 5 agosto una sessantina di attivisti palestinesi, israeliani e di varie altre nazioni – tra cui l’amico Vittorio Arrigoni – partiranno in nave da Cipro con destinazione Gaza, per sfidare e, insieme, denunciare al mondo l’assurdo e inaudito assedio imposto da Israele a un milione e mezzo di Palestinesi residenti nella Striscia di Gaza.

Nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore il 19 giugno scorso, infatti, Israele non ha mantenuto se non in minima parte l’impegno preso a ridurre gradualmente le restrizioni all’accesso di persone e merci nella Striscia; in tal modo, le importazioni di carburante e di gas da cucina continuano ad essere largamente inferiori a quanto sarebbe necessario, rappresentando rispettivamente il 54% e il 40% del fabbisogno, mentre si riscontrano carenze di vari generi alimentari, in special modo per quanto riguarda la carne.

Ma le conseguenze più devastanti dell’embargo imposto a Gaza riguardano il settore sanitario, con oltre 370 tipi di medicine non più disponibili o in via di esaurimento, e con una crescente mancanza di pezzi di ricambio per le apparecchiature mediche quali tac, eco-doppler, monitor cardiaci.

Questo senza contare il divieto imposto ai malati di Gaza di recarsi in Israele o all’estero per ricevere le cure di cui non possono disporre nella Striscia: ad oggi, sono 213 i Palestinesi deceduti a causa di questa infamia, 46 erano bambini.

La spedizione organizzata dal movimento “Gaza libera”, che comprende varie personalità e alcuni sopravvissuti dell’Olocausto e della Nakba, cercherà di raggiungere Gaza per protestare contro questa barbara punizione collettiva e per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale sulla catastrofe umanitaria in atto a Gaza.

Secondo le parole di Hedy Epstein, una reduce dell’Olocausto, “intendiamo aprire il porto, pescare con i pescatori, dare aiuto negli ospedali e lavorare nelle scuole; ma intendiamo anche ricordare al mondo che noi non staremo a guardare un milione e mezzo di persone che muoiono per la fame e per le malattie”.

Che Iddio vi assista.

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8 Commenti:

Alle 22 luglio 2008 17:21 , Anonymous Anonimo ha detto...

state sfracellando i cojoni con la Palestina!


c'è l' Africa sub-sahariana, ci sono le popolazioni indios e meticce dell' America Latina, le popolazioni autoctone dell' Oceania, le popolazioni siberiane in Russia, le minoranze etniche di mezza Asia ...

e si parla sempre e solo di Palestina che sta molto meglio di tanti altri e sicuramente riceve più attenzione. E BASTA!!

se proprio vuoi fare appelli, vai a farli all'Arabia Saudita od all' Iran che se volessero potrebbero assorbire i profughi e creare le infrastrutture per i rimanenti... basterebbe destinarvi i soldi con cui finanziano i partiti integralisti del mondo islamico.

saluti dalla Sinistra che si è rotta le balle del terzomondismo senza cervello

 
Alle 22 luglio 2008 17:44 , Blogger vichi ha detto...

Chi scrive ha scelto di occuparsi della Palestina e dei crimini e delle violazioni dei diritti umani quotidianamente commessi da Israele, anonimo potrà certamente occuparsi delle tante altre ingiustizie, soprusi, massacri di cui, purtroppo, il mondo contemporaneo è pieno.
E, tuttavia, una sinistra che davvero sia tale non dovrebbe restare indifferente all'unico esempio esistente al mondo di occupazione militare pluridecennale di un territorio altrui, ad un regime di stampo coloniale negatore dei diritti umani fondamentali e propugnatore di una politica dell'apartheid ignobilmente tollerata dalla comunità internazionale.
Oppure valori come la fratellanza, la giustizia, la pace tra i popoli non significano più niente per noi?

 
Alle 23 luglio 2008 18:07 , Anonymous Anonimo ha detto...

che cosa c'entra il fatto che vi siano altri popoli nel resto del mondo a star peggio del popolo palestinese a Gaza..questo è soprattutto uno spazio aperto alla questione palestinese..e hai voglia di dire "ci state sfracellando i coglioni ecc" cazzo è una questione aperta dalla fine dell 800 con i sionisti, rinvigorita da Balfour e dalla risoluzione 181,è storia secolare questo conflitto!è un conflitto che in un libro qualsiasi di storia contemporanea è discusso nelle prime pagine come nelle ultime,con un filo conduttore che prosegue sino ad ora,e proseguirà sino a quando gente come te che si ritiene di sinistra dice che ne ha i coglioni pieni..sintomo di una primordiale indifferenza.
Per Vichi: alla pace è difficile crederci dopo Camp David e dopo la morte di Arafat,il dialogo è stroncato.. ritengo che blog come questi siano costruttivi per gente che s'interessa del problema, che in Italia sono davvero pochi.
L'Italia appoggia Israele,Berlusconi all'ultimo ricevimento con Abu Mazen ha fatto buon viso a palestinesi e israeliani, e anche oggi Obama ha strizzato l'occhio a entrambe le fazioni,anche x accapparrarsi i voti delle comunità ebraiche negli USA..le chiacchiere e le strizzatine d'occhio sono da sempre comprensibili da parte delle istituzioni che non osano mai sbilanciarsi da una parte o dall'altra quando PARLANO, ma nei FATTI Italia, gli USA, l'Occidente non stanno di certo coi Palestinesi.Questo è il problema:non se ne parla perchè il nostro governo appoggia Israele,le televisioni pure a parte rai3,i giornali pure a parte il manifesto e pochi altri..i mass media sono la madre della cultura italiana al giorno d'oggi purtroppo,e quando essi continueranno a parlare in accord con l'opinione dei governanti continueremo a vedere filmati su Gaza,su razzi, bambini morti, come se fosse "qualcosa che i Palestinesi si sono cercati a causa della loro arroganza".Il fatto è che la gente non studia sui libri di Storia e si accontenta della televisione che si sa che di sicuro non protende verso Abu Mazen.
Quindi mi complimento con te x questi servizi in internet, anche se è tutta una questione di opinione pubblica e mobilitazione generale difficilmente raggiungibile col sistema internet.

 
Alle 24 luglio 2008 11:58 , Blogger vichi ha detto...

x anonimo n.3: condivido quello che hai scritto.
Esiste un problema di informazione su quanto accade in Palestina, sotto il duplice aspetto del quasi totale asservimento dei media alla causa sionista e della sostanziale indifferenza dell'opinione pubblica italiana alle questioni che non riguardano strettamente casa nostra.
E, tuttavia, abbiamo il dovere di fare ciò che possiamo per rompere questo muro di silenzio, disinformazione, indifferenza.
Con i pochi mezzi che abbiamo.
Con questo governo, peraltro, e in particolare con l'ottimo ministro Frattini e l'imbarcata di parlamentari ebrei e/o dichiaratamente schierati con Israele, abbiamo toccato il massimo tasso di filo sionismo che la storia della Repubblica ricordi.
E ciò non accade per caso.

 
Alle 24 luglio 2008 20:58 , Blogger arial ha detto...

Anche se Haaretz sta cambiando linea( leggre lettera ad Haaretz degli Ebrei contro l'occupazione) rappresenta la corrente democratica israeliana e vede nella soluzione del conflitto israeliano-palestinese la salvezza di israele in senso democratico. pertanto che c'entra definire di sinistra e di destra posizioni che chiedono la fine dell'occupazione e dell'assedio infamante di Gaza? Questo lha detto un sionista negli anni 90 ...aveva ragione così come buber e arendt

"... la corruzione tipica di ogni regime coloniale prenderà piede anche nello Stato d’Israele. Il regime dovrà dedicarsi da un lato alla repressione di un movimento di rivolta arabo, dall’altro all’acquisizione di quisling arabi.. Non vi è relazione diretta fra il problema della sicurezza e quello dei territori: non esistono confini sicuri..." Leibowitz :Ebraismo,popolo ebraico,stato di Israele(1989)http://www.hakeillah.com/4_02_18.htm

E per assurdo è proprio la destra nazionalista e religosa, senza dignità e coraggio, ad aprire le porte allo Stato binazionale, guerra permettendo

 
Alle 25 luglio 2008 12:12 , Blogger vichi ha detto...

x arial: sono d'accordo con te quando dici che il problema palestinese non dovrebbe avere "etichette" politiche, trattandosi di questione che attiene al rispetto dei diritti umani, alla legalità internazionale, alla giustizia e alla pace tra i popoli.
E, tuttavia, non può tacersi che il tasso di "filo-israelismo" di questo governo è il più alto che la storia repubblicana ricordi.
E questo, nel quadro di un'Europa incapace di avere posizioni autonome in politica estera e di assumere un ruolo di honest broker del conflitto mediorientale, certamente non aiuta.

 
Alle 6 agosto 2008 12:05 , Blogger Marco ha detto...

nn capisco xk nel 2o intervento viene citata l'apartheid... L'apartheid era 1 movimento razzista dv i biank si consideravano suxiori ai neri: in Israele invece gli arabi Israeliani e gli ebrei Israeliani hanno gli stessi diritti... Sui confini ce ne sarebbe da discutere, ma xsonalmente nn ritengo k la nascita d Israele sia l'inizio d 1 colonizzazione: nel 1876 (e in qll anno nn c'erano ancora grandi movimenti semiti verso la Palestina) a Gerusalemme c'erano già 12.000 ebrei contro 7.560 arabi...
Mi fa piacere k tu c tenga al rispetto dei diritti umani e al rispetto generale della vita delle xsone... T invito dunque a vedere le incongruenze tra la shar'ia (la legge islamica) e i diritti umani... t allego qst link:
http://www.italian.faithfreedom.org/website/readArticle2.php?article=118

nn t dico k Israele nn abbia commesso errori, xk finirei x essere leccaculo qnt molti governanti, ma t invito a vedere k la situazione è molto + complicata, e k gli sbagli sn commessi ank dagli altri fronti...
1 grosso saluto e tant ringraziamenti xk hai a cuore qst questione

 
Alle 19 agosto 2008 02:15 , Blogger vichi ha detto...

Caro Marco, una risposta esaustiva a quanto hai scritto richiederebbe un post parecchio lungo!
Nessuno nega che la situazione sia complicata, e come dappertutto non ci sono i buoni da una parte e i cattivi tutti dall'altra.
Ma è indubbio che tutto nasce da una occupazione militare illegittima e brutale che non ha eguali al mondo, da uno stato di violazione perenne della legalità internazionale e del diritto umanitario che è posto in essere da Israele, e non certo dai Palestinesi.
Se non partiamo da qui e non saniamo questo vulnus continueremo a parlare di un "conflitto" israelo-palestinese nei secoli dei secoli.
Ciò detto, mi ripeto nel ricordare che quanti parlano di apartheid, in primis Jimmy Carter (il cui libro curiosamente in Italia non è stato tradotto) fanno riferimento alla situazione non di Israele ma a quella dei territori palestinesi occupati, con il loro sistema dei check point, delle strade ad uso esclusivo dei coloni, le aree chiuse, financo la negazione del diritto dei Palestinesi a farsi un bagno nel mar morto.
La situazione degli arabi israeliani, peraltro, non è idilliaca come la rappresenti.
Discriminazioni ne esistono sia nella legislazione (ad es. la legge sulla cittadinanza e l'ingresso in Israele), sia nella pratica amministrativa (ad es. i fondi per il welfare), con particolare accanimento verso i beduini.
Se vuoi saperne di più puoi consultare il sito di Adalah.
Un caro saluto,
Vichi

 

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