11 gennaio 2011

I diplomatici Ue: Gerusalemme est capitale palestinese!

Proprio all’indomani della demolizione, da parte israeliana, di un’ala dello storico Shepherd Hotel, nel popoloso quartiere arabo di Sheikh Jarrah – per farvi posto a 20 nuove unità abitative da destinare ai coloni israeliani – il quotidiano Ha’aretz da notizia di un rapporto redatto dai capi delle missioni diplomatiche dell’Unione europea a Gerusalemme e a Ramallah in cui si suggeriscono iniziative senza precedenti per contrastare e, in certo qual modo, sanzionare la giudaizzazione di Gerusalemme est.

Partendo dall’ovvio presupposto che non vi sarà mai pace tra Israeliani e Palestinesi senza che questi ultimi possano avere uno stato con Gerusalemme est come capitale, i consoli dell’Unione europea si spingono a suggerire una vera e propria svolta nei rapporti con Israele e nell’atteggiamento europeo rispetto all’occupazione israeliana, arrivando a suggerire misure come il boicottaggio dei prodotti israeliani provenienti da Gerusalemme est o il divieto di ingresso nei paesi Ue per i coloni “violenti”.

E’ un primo segno di risveglio dell’Unione europea di fronte alla situazione di totale illegalità che connota l’occupazione israeliana dei territori palestinesi, un segnale che rischia di arrivare tardi se consideriamo che a Gerusalemme est e nelle aree della West Bank annesse alla municipalità dopo il 1967 vivono ormai ben 190.000 Israeliani, a fronte di 250.000 Palestinesi ivi residenti.

Rimane da sperare che i suggerimenti dei diplomatici spingano finalmente i governi della Ue ad abbandonare la tradizionale pavidità e a costringere Israele, una volta per tutte, a rientrare nell’alveo della legalità internazionale.

DIPLOMATICI UE SOSTENGONO CHE GERUSALEMME EST DOVREBBE ESSERE TRATTATA COME LA CAPITALE PALESTINESE.

I consoli dell’Unione europea presso l’Autorità palestinese raccomandano il boicottaggio dei prodotti israeliani provenienti da Gerusalemme est, chiedono che funzionari della Ue siano presenti durante la demolizione delle case e le evacuazioni.

di Nir Hasson

Gerusalemme est dovrebbe essere trattata come la capitale dello Stato palestinese, secondo un rapporto redatto dai capi delle missioni diplomatiche europee a Gerusalemme e a Ramallah. Il rapporto include varie altre raccomandazioni senza precedenti per l’Unione europea per quanto riguarda il suo atteggiamento nei confronti di Gerusalemme est.

I diplomatici europei, soprattutto consoli, raccomandano inoltre che i funzionari e i rappresentanti politici della Ue si rifiutino di recarsi presso gli uffici governativi israeliani dislocati al di là della Green Line e declinino ogni misura di sicurezza da parte israeliana a Gerusalemme est sia nella Città Vecchia sia altrove.

Il rapporto, completato il mese scorso, è stato inviato a Bruxelles al principale organismo di politica estera della Ue, il Comitato per la Politica e la Sicurezza. Al momento non è stato divulgato, chiaramente a causa della delicatezza del suo contenuto.

Il rapporto dei diplomatici discute anche della possibilità di vietare l’ingresso nei paesi della Ue ai “coloni violenti di Gerusalemme est”. Per quanto riguarda il commercio, si raccomanda di incoraggiare il boicottaggio dei prodotti israeliani provenienti da Gerusalemme est.

La prima parte del rapporto descrive nei dettagli la costruzione e l’espansione degli insediamenti colonici a Gerusalemme est, la violazione dei diritti umani dei Palestinesi che risiedono nella parte orientale della città, così come la disuguaglianza in materia di istruzione e di servizi sanitari a disposizione dei Palestinesi. Il rapporto conclude che, al di là del loro significato umanitario, queste condizioni indeboliscono il controllo dei Palestinesi sulla città.

Le critiche europee alla politica israeliana nei territori e, in particolar modo, a Gerusalemme est, non sono nuove. Ma il cambiamento radicale contenuto nel rapporto lo si può vedere nelle misure operative che esso raccomanda, che di fatto pongono le basi per imporre sanzioni contro Israele.

Ad esempio, il documento propone che gli alti funzionari della Ue in visita non si avvalgano delle aziende israeliane operanti a Gerusalemme est, come alberghi e aziende di trasporto, e che non visitino i siti archeologici gestiti dalle “organizzazioni pro-coloni” (un riferimento al Parco Nazionale “Città di Davide”).

Il rapporto continua suggerendo di promuovere la consapevolezza dell’opinione pubblica sui prodotti provenienti dalle colonie, “per esempio fornendo assistenza ai principali rivenditori della Ue in materia di etichettatura di origine per i prodotti delle colonie”, e di informare i cittadini della Ue sui “rischi finanziari derivanti dall’acquisto di proprietà nei territori occupati di Gerusalemme est”.

I diplomatici raccomandano, inoltre, che la Ue incoraggi Israele a consentire la riapertura degli uffici dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) a Gerusalemme est, in linea con quanto previsto dalla road map. Israele ha chiuso le istituzioni dell’OLP durante la seconda Intifada.

Per il rapporto, inoltre, i diplomatici Ue sono chiamati a esprimere grande preoccupazione circa lo stato dei servizi di emergenza previsti per gli Arabi di Gerusalemme est durante i loro incontri con gli alti funzionari israeliani.

Il rapporto aggiunge che funzionari della Ue dovrebbero essere presenti in occasione della demolizione di case o della loro evacuazione, così come ai processi su tali questioni, nonché “assicurare l’intervento della Ue in caso di arresto o di intimidazione dei Palestinesi da parte delle autorità israeliane a causa delle loro pacifiche attività culturali, sociali o politiche a Gerusalemme est.”.

Il rapporto raccomanda, infine, che l’Unione europea “incoraggi i paesi arabi a riconoscere la dimensione multiculturale di Gerusalemme, ivi compreso il patrimonio culturale ebraico e cristiano”.

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