13 settembre 2011

Il terrorismo ebraico aumenta il "price tag": minacce di morte a un'attivista di Peace Now

Come pochissimi sanno (visto che molti giornali e tv mistificano la realtà parlando ancora, ad esempio, di “territori contesi”), alla luce del diritto internazionale umanitario le colonie ebraiche in Cisgiordania sono illegali e andrebbero smantellate. Ma esistono poi dei piccoli insediamenti abitativi, i cosiddetti avamposti, che sono illegali persino per la stessa legge israeliana, eppure continuano ad esistere e a prosperare.

Qualche tempo addietro, con una decisione davvero inusuale, la Suprema Corte israeliana ha ordinato lo smantellamento di uno di questi avamporti, quello di Migron, entro il marzo del prossimo anno. L’insediamento vanta una sessantina di strutture abitative e circa 250 abitanti.

Per saggiare il terreno le autorità israeliane, qualche giorno fa, hanno provveduto a demolire tre case dell’avamposto, scatenando l’ira dei coloni e la cosiddetta rappresaglia del “price tag”, che consiste nel “far pagare il prezzo” delle demolizioni alle popolazioni arabe native. Così auto sono state date alle fiamme, al pari di una moschea, alberi e vigneti sono stati distrutti o danneggiati, moschee sono state imbrattate con scritte offensive nei confronti di Maometto e della religione musulmana.

Ma, stavolta, l’attività di “price tag” dei coloni ha subito una pericolosa escalation, segnalata dalla pianificazione degli attacchi e dalla creazione di un database dei possibili obiettivi da colpire, con due recenti eventi da mettere in particolare evidenza.

Il primo riguarda l’attacco vandalico ad una
base militare dell’esercito in Cisgiordania. E, come è facile intuire, è praticamente impossibile penetrare all’interno di una base dell’Idf senza avere l’appoggio o addirittura la fattiva collaborazione di uno o più militari.

Dal che traspare di tutta evidenza come l’esercito israeliano, o almeno alcuni suoi elementi, sia vicino e condivida le ragioni dei coloni; non è un caso che, durante gli scontri con i palestinesi, esso tenda naturalmente a schierarsi con i primi, assistendo impassibile ai danneggiamenti e alle aggressioni ai danni dei palestinesi se non addirittura schierandosi apertamente a fianco dei coloni. E cosa accadrebbe se, per pura ipotesi, si dovesse procedere ad uno smantellamento su larga scala delle colonie nella West Bank?

L’altro, preoccupante, avvenimento è stata la scoperta di alcuni graffiti di minaccia sulla facciata dell’abitazione di un’attivista di Peace Now, uno dei quali addirittura ne invocava l’assassinio. E’ appena il caso di ricordare che Peace Now è una organizzazione che si occupa del monitoraggio delle attività e dell’espansione delle colonie israeliane in Cisgiordania e, proprio a seguito di un esposto dell’organizzazione, la Corte Suprema aveva deciso lo smantellamento dell’avamposto di Migron.

Del resto, avevamo già segnalato il sensibile incremento degli attacchi dei coloni israeliani ai danni dei palestinesi e delle loro proprietà, che fa segnare fino ad ora un +20% rispetto allo stesso periodo del 2010.

Il guaio è che, come ci ricorda
Gideon Levy, i coloni non sono i soli piromani che stanno incendiando il medio oriente, essendo in buona compagnia di una banda di “politici irresponsabili” e di “pericolosi piromani” che conducono Israele verso il vicolo cieco del totale isolamento.

SHIN BET: GLI ESTREMISTI DI DESTRA ISRAELIANI SI STANNO ORGANIZZANDO IN GRUPPI TERRORISTICI.
Un’attivista di Peace Now bersaglio di graffiti di minaccia nell’ultimo attacco “price tag” da parte dei coloni.
di Chaim Levinson – 13.9.2011


Secondo nuove analisi del servizio segreto Shin Bet, gli attivisti ebrei di estrema destra in Cisgiordania sono passati dagli atti spontanei contro gli arabi – a seguito della demolizione di abitazioni ebraiche da parte delle autorità israeliane o di attacchi terroristici contro ebrei – alla pianificazione organizzata che include l’uso di un database di potenziali bersagli.

I piccoli gruppi di estremisti ebrei, difficili da infiltrare, sorvegliano i villaggi arabi e raccolgono informazioni sui punti di accesso e sulle via di fuga nei villaggi. Essi raccolgono informazioni anche sugli attivisti di sinistra israeliani.

Un'attivista di sinistra lunedì è stato apparentemente l’ultima vittima di un “price tag”, quando graffiti di minaccia contro una leader di Peace Now sono stati scoperti sulla facciata del suo appartamento a Gerusalemme e in una vicina tromba delle scale. L’incidente segue l’attacco vandalico della scorsa settimana contro una base dell’esercito israeliano in Cisgiordania, in apparente vendetta per la demolizione di costruzioni ebraiche abusive in alcuni avamposti colonici.

Fonti dello Shin Bet osservano che gli attacchi pianificati contro arabi e attivisti di sinistra israeliani costituiscono a tutti gli effetti attività terroristica.

L’attivista di Peace Now, che ha chiesto che non venga rivelata la sua identità, ha raccontato che i suoi vicini l’hanno svegliata lunedì mattina per informarla dei graffiti. “Peace Now, la fine è vicina” recitava uno slogan. “Migron per sempre”, recitava un altro, con riferimento all’avamposto non autorizzato della Cisgiordania dove la scorsa settimana è stata effettuata la demolizione delle case. Il contenuto più minaccioso, tuttavia, fa uno specifico appello per l’assassinio della attivista di Peace Now.

“Sappiamo che c’è qualcuno che cerca di spaventarci”, ha detto ieri l’attivista, aggiungendo che alti ufficiali dell’Idf hanno fatto esperienza di incidenti simili. La polizia sta affrontando la questione, ha detto, esprimendo fiducia che i responsabili verranno trovati. La polizia di Gerusalemme non ha ancora effettuato alcun arresto relativo al caso.
In risposta all’attacco dei graffiti, l’organizzazione Peace Now ha dichiarato: “Gli incidenti rendono necessario adottare misure forti contro contro ciò che appare un nuovo movimento clandestino ebraico”.

L’attivista di Peace Now il cui appartamento è stato vandalizzato è una ben nota personalità della sinistra strettamente identificata con la sua organizzazione e coinvolta nel monitoraggio da parte del gruppo delle attività di insediamento ebraico in Cisgiordania. Ha chiesto che il suo nome non venga pubblicizzato in connessione con l’incidente per paura di essere minacciata direttamente. Ciononostante, ieri ha lavorato come al solito, visitando alcuni villaggi palestinesi nella zona di Ramallah per scattare foto della cosiddetta attività di “far pagare il prezzo”.

Domenica sera, alcuni coloni di Migron le cui case erano state demolite la scorsa settimana da parte dell’Idf e della polizia hanno tenuto una manifestazione di fronte lla residenza del Primo Ministro. Altri che si sono uniti alla protesta recavano con sé pezzi delle case demolite.

“Un atto spregevole è stato compiuto in Israele la scorsa settimana”, ha affermato Itai Harel, uno dei fondatori di Migron. “Una forza numerosa è venuta nel cuore della notte e ha lasciato 12 bambini senza un tetto sopra la testa. I giochi sono finiti a Migron”, ha aggiunto. Diverse ore dopo la manifestazione, si è verificato l’incidente dei graffiti nell’appartamento, che si trova nei pressi della residenza del Primo Ministro.

A partire dalla demolizione di tre case a Migron il 5 settembre, vi è stato anche un notevole aumento degli atti di violenza contro moschee e proprietà palestinesi. Nella notte in cui le tre case sono state rase al suolo, si è verificato un tentativo di incendio doloso in una moschea nel villaggio cisgiordano di Kusra, vicino Nablus.

Mercoledì scorso, alcune jeep e altro equipaggiamento militare dell’esercito israeliano sono stati vandalizzati. Giovedì, nel villaggio di Qabalan in Cisgiordania alcune auto sono state incendiate e nel villaggio di Yatma dei graffiti sono stati dipinti con lo spray sulla facciata di una moschea. Il giorno seguente, la facciata di una moschea è stata imbrattata con dei graffiti nella città palestinese di Bir Zeit, e ieri delle viti appartenenti a palestinesi di Halhul sono state danneggiate non lontano dall’insediamento di Karmel Tsur. Delle auto sono state inoltre incendiate nei villaggi arabi vicino a Migron.

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6 Commenti:

Alle 13 settembre 2011 22:04 , Anonymous Anonimo ha detto...

le colonie ebraiche in cisgiordania non sono illegali perchè non è mai esistito nessuno stato in quelle terre. nonostante questo per non irritare i terroristi "palestinesi" isrele evita magnanimamente di appropriarsi di terre che sarebbero sue per diritto, e lo fa anche usando la forza, la forza della democrazia e dello stato di diritto che pochi metri più in là non sanno enahce cosa sia. visto la riconoscenza dei jihadisti qualche ebreo pioi s'incazza, ma bisogna anche capirlo
www.maurod.ilcannocchiale.it

 
Alle 13 settembre 2011 23:46 , Blogger vichi ha detto...

Alle farneticazioni dei fanatici amici di israele, che si inventano il diritto, ed anche la storia, ormai siamo abituati.

Fa ribrezzo, tuttavia, che si possa "capire" che qualche fanatico ebreo della destra messianica invochi l'assassinio di chi si limita a lottare pacificamente per i diritti umani dei palestinesi, con le proprie idee e la propria testimonianza.

E, infine, non basta un sistema di elezioni e di rappresentanza politica di tipo democratico a rendere uno stato canaglia come israele una democrazia civile ed avanzata.

Perchè non è democrazia, né tanto meno civiltà, quella di un paese che discrimina le minoranze al suo interno, che occupa territori altrui (per giudizio universale di tutto il mondo...) praticandovi un regime di apartheid a danno delle popolazioni native, che arresta e tortura i ragazzini, che scatena l'apocalisse con il proprio esercito massacrando folle di civili inermi ed innocenti.

Non si vorrebbe abusare di un paragone trito e ritrito, e che non aiuta, ma anche hitler salì al potere con metodo "democratico".

E la grande maggioranza dei tedeschi lo ammirava e giustificava le sue guerre e i suoi crimini.

Magari qualcuno potrebbe andare a rivedere le percentuali bulgare con cui gli israeliani approvavano il massacro dell'operazione piombo fuso. O magari cosa ne pensava il trio delle meraviglie Grossman, Oz e Yehoshua...

 
Alle 17 settembre 2011 10:23 , Anonymous Anonimo ha detto...

"chi si limita a lottare pacificamente per i diritti umani dei palestinesi"

il fatto che siano terroristi assassini non evita di poter parlare di "lotta pacifica"
israele non discrimina minoranze, discrimina chi vuole la sua distruzione.

la democrazia non solo è libertà di votare, ma anche di manifestare, libertà di stampa, di criticare il governo, cosa che succede in Israele ma non succede in "palestina" ne succedeva nella germania di hitler

www.maurod.ilcannocchiale.it

 
Alle 24 giugno 2013 09:34 , Anonymous Anonimo ha detto...

maurod.ilcannocchiale,
tu hai bisogno di un cannocchiale per davvero oltre che di un buon ricovero. ma non vedi quello che succede in Palestina tutti i giorni a causa di Israele? Non hai visto tutti i morti che fino ad ora contiamo tra i civili palestinesi? Non hai visto tutti i bambini arrestati e dico e ripeto BAMBINI. Portati in luoghi sconosciuti alla famiglia, torturati, picchiati, fatti prigionieri a 10, 11, 12 anni? Non te ne rendi conto? Non vedi le colonie, ILLEGALI su una terra che non appartiene a israele ma e' della PALESTINA. una terra che gli e' stata sottratta illegalmente e risulta occupata, non per altro si chiamano Territori Occupati Palestinesi. Non li vedi i checkpoints, il muro, la confisca delle terre coltivabili, il furto d'acqua' le strade costruite appositamente per i coloni confiscando altra terra ai palestinesi? Non vedi cosa cazzo vuol dire vivere sotto occupazione militare ogni maledetto giorno della propria vita perche' c'e' uno stato che si autodefinisce l'unica democrazia del MediOriente ma di democratico non ha nulla. E' uno stato fascista e null'altro. E' uno stato assassino e null'altro. E' uno stato canaglia e bastardo, null'altro.
Mi fanno ribrezzo le persone come te, se le si possono definire persone quelle come te. Gli animali valgono di piu'.

 
Alle 24 giugno 2013 11:55 , Blogger vichi ha detto...

Eh si, purtroppo anche il cannocchiale bisogna saperlo usare!

Se usiamo un cannocchiale mettendo davanti alla lente i filtri dell'ideologia e del fanatismo, è chiaro che la nostra visione sarà alquanto distorta...

 
Alle 24 giugno 2013 12:36 , Anonymous Anonimo ha detto...

Io sono in Palestina in questo istante mentre sto rispondendo a questo post e credetemi, fa male leggere le parole di un folle, quando intorno a te vedi quel che vuol dire vivere sotto occupazione.
Io non ho parole. Sono disgustata.

 

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