13 agosto 2009

In carcere per aver turbato la quiete delle demolizioni.

Abbiamo già parlato della vicenda di Ezra Nawi, un ebreo israeliano di origini irachene attivista dell’organizzazione pacifista Ta’ayush, arrestato a giugno per aver tentato di impedire che i bulldozer dell’esercito israeliano demolissero alcune povere baracche che costituivano la casa di alcuni Beduini nel villaggio di Um El Hir, nel sud della Cisgiordania.

Domenica prossima verrà pronunciata la sentenza relativa al suo caso, che tuttavia appare già segnato.

Ezra, infatti, si sarebbe macchiato del gravissimo crimine di aver spinto le persone dentro la casa incoraggiandole alla resistenza, di aver rimproverato la polizia, di essersi sdraiato davanti al bulldozer insieme ad altri e di aver fatto irruzione nella baracca dopo che il bulldozer aveva già iniziato a demolirla. Secondo il giudice, “gli atti e la condotta dell’imputato costituiscono gravi interferenze volte a turbare la quiete pubblica”.

Quale “quiete”, quella in cui le case dei Palestinesi possono essere demolite impunemente, lasciando centinaia di persone, donne, bambini e anziani compresi, senza un tetto sotto cui vivere? Quale “quiete”, quella in cui la disobbedienza civile viene definita “rivolta”?

Il quotidiano israeliano Ha’aretz ha paragonato la resistenza non violenta di Ezra Nawi a quelle del Mahatma Gandhi e di Martin Luther King, entrambi imprigionati per le loro convinzioni e le loro idee. Il giudice israeliano, evidentemente, vuole essere sicuro che Ezra segua lo stesso destino.

E tutti noi siamo chiamati a impedire che ciò accada.

Già 19.000 persone (io tra questi) hanno inviato le loro email di protesta per chiedere a Israele di non condannare Ezra Nawi alla detenzione. Continuiamo a sostenere Ezra Nawi, un uomo buono e gentile che ha scelto di dedicare la sua vita alla difesa dei diritti dei poveri e degli oppressi, e che per ciò stesso dovrebbe essere oggetto di ammirazione e di gratitudine, non certo buttato nella cella di un carcere israeliano.

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18 Commenti:

Alle 13 agosto 2009 13:51 , Anonymous Andrea ha detto...

Anche lo sgombero di abitazioni abusive palestinesi è un'occasione per aggiungere un nuovo tassello all'ossessiva, quotidiana propaganda antisraeliana.
Noto però che altri "senzatetto", gli israeliani che hanno perso la loro casa a Gaza, a causa dell'odio che non avrebbe mai permesso loro di continuare a vivere nella Striscia senza la protezione dell'esercito israeliano, non hanno mai destato, naturalmente, il tuo interesse

 
Alle 14 agosto 2009 10:56 , Blogger vichi ha detto...

Cosa doveva destare il mio interesse, lo sgombero di alcune colonie illegali dalla Striscia di Gaza?

O forse i coloni a Gaza dovevano continuare a restare tranquillamente a vivere nelle loro belle villette costruite su terra palestinese, come tutt'ora fanno impunemente i loro "colleghi" nella West Bank?

Qui si sta parlando di demolizioni di costruzioni palestinesi su terra palestinese, illegalmente amministrata e controllata dalle autorità israeliane, che sistematicamente negano ogni permesso di costruzione ai nativi palestinesi, foss'anche per costruire una tettoia.

Io non so se ci sei o lo fai, se sei convinto di quello che dici o sei invece una cosciente rotella del meccanismo di propaganda in cui sono maestri gli israeliani e i loro amici nel mondo.

Ma, ti prego, se proprio ti scappa posta qualcosa di sostenibile e di intelligente, non scrivere cose che offenderebbero l'intelligenza persino di quanti sono accecati dalla propaganda sionista.

 
Alle 14 agosto 2009 20:06 , Blogger arial ha detto...

ho riportato l'articolo qua
http://www.facebook.com/group.php?gid=78657164089&ref=mf

 
Alle 16 agosto 2009 20:33 , Anonymous Gary78 ha detto...

israele è per me uno Stato aberrante ed ha sostenuto fin dal suo nascere una spietata e strisciante pulizia etnica contro i palestinesi e, più in generale, contro l'etnia araba. 480 si stima fossero i villaggi distrutti dalla pulizia etnica del 1948 e, se i Palestinesi vivono ancora in campi profughi, ciò è dovuto in larga parte al fatto che Israele non li ha voluti reintegrare perchè si basava sul concetto "nazista" (in senso lato)di Stato etnico, il più possbile ebraico e che quindi non doveva essere "contaminato" da altre etnie. L'Olocausto Palestinese (di questo, ahimè, si tratta...)continua imperterrito e, tra un'aggressione genocida e l'altra, il mondo occidentale si dimentica di tutto, grasso, cinico e tronfio com'è. io detesto questo sporco mondo occidentale, mi sento più palestinese dei Palestinesi e, su israele, condivido molte delle posizioni espresse da Ahmadinejad.

 
Alle 17 agosto 2009 12:15 , Blogger vichi ha detto...

Volevo ringraziare arial per aver dato voce e spazio alla campagna in favore della liberazione di Ezra Nawi.

Sono d'accordo poi con quanto osservato da Gary78, il punto fondamentale - più volte autorevolmente messo in rilievo anche in Israele - è che uno stato non può essere contemporaneamente "ebraico" e "democratico".

Il tentativo anacronistico di mantenere lo stato israeliano come uno stato a maggioranza ebraica porta con sé i germi, all'interno, della discriminazione della minoranza araba e, all'esterno, a una lenta ma costante opera di pulizia etnica, di espansione delle colonie, di sottrazione delle risorse ai palestinesi.

Ed è semplicemente inconcepibile che molti, anche qui in Italia, considerino non solo accettabile ma addirittura scontato che Israele continui a mettere in pratica queste sue politiche che nulla portano se non alla perpetuazione dell'odio e della violenza.

 
Alle 17 agosto 2009 18:36 , Anonymous Gabry78 ha detto...

Vichi, avrei una domanda da porti. Io insegno storia alle scuole medie e, quando parlo della questione palestinese, dico chiaramente ai miei allievi che nella genesi del conflitto la componente ebraico-sionista ha avuto ed ha torti gravissimi. tuttavia non mi spiego come mai l'ONU non abbia nel 1949 detto chiaramente che israele aveva occupato, con una guerra d'aggressione,molti dei territori destinati alla creazione dello Stato Palestinese (Risoluzione 191) e che, quindi, i profughi dovevano subito ritornare ed israele essere quantomeno "ridimensionato", cioè portato ai suoi "legittimi" confini, sebbene di legittimo non avesse nulla. Perchè nessuno condannò, perchè nessuno disse nulla di autentico? Per me erano strumentalizzati dagli u.S.A., ovvio, ma forse potresti darmi delle delucidazioni in più sui retroscena diplomatici.

 
Alle 18 agosto 2009 11:49 , Blogger arial ha detto...

senza commento..
http://www.filmbaby.com/films/964
ho raccolto qui tutti e 5 documentari trasmessi TV israeliana...tanto per dire che ci sono contrasti forti anche tra le componenti ebraiche interne allo Stato
http://frammentivocalimo.blogspot.com/2009/08/video-il-nucleare-israeliano.html

 
Alle 18 agosto 2009 12:10 , Blogger vichi ha detto...

Gentile Gabry, la tua domanda richiederebbe lo spazio di un trattato storico, a cui ti rimando visto che ce ne sono diversi, molto validi, in circolazione.

Anzi, ti consiglio vivamente di acquistare "La pulizia etnica della Palestina" di Ilan Pappe, che racconta come la distruzione dei villaggi dei palestinesi e la cacciata (e, per molti, la morte) dei residenti fossero state accuratamente pianificate ben prima dello scoppio delle ostilità.

Mi limiti qui a segnalare come, fin dal principio, la risoluzione 181 del 1947 assegnasse il 56% del territorio agli ebrei, sebbene la popolazione araba fosse numericamente più del doppio.

La successiva risoluzione 194 del 1948 esplicitò la possibilità del ritorno dei profughi alle loro case, diritto questo peraltro riconosciuto anche dalla carta (straccia) della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.

Perchè il diritto al ritorno non si è mai concretizzato, e perchè - a tutt'oggi - i diritti fondamentali dei palestinesi, a cominciare da quello ad avere una propria patria ed uno stato indipendente e sovrano, non vengono riconosciuti?

Una bella domanda, con molteplici possibilità di risposta.

La fantastica propensione e bravura ebraica nell'attività di lobbying, l'incondizionato appoggio Usa (peraltro da un certo periodo in poi), la "industria dell'olocausto" così ben descritta da Norman Finkelstein?

Quello che conta, a mio parere, è il risultato che è sotto gli occhi di tutti: a Israele è consentito di mantenere un'occupazione militare diretta di territori altrui unica al mondo, a Israele è consentito di porre in essere violazioni dei diritti umani e crimini di guerra unici al mondo, a Israele è consentito di massacrare impunemente migliaia di civili inermi e innocenti.

Senza che nessuno (di quelli che contano, ovviamente) trovi che ci sia nulla da ridire.

 
Alle 18 agosto 2009 12:22 , Blogger vichi ha detto...

x arial: davvero impressionante!

 
Alle 18 agosto 2009 21:16 , Anonymous Gary78 ha detto...

Comunque, Vichi, io so che ci sono alcune fonti palestinesi che addirittura amplificano la portata reale del massacro di Gaza ancor di più di quelle già diffuse "ufficialmente" che, ricordiamo, parlano di 1300 palestinesi uccisi, molti dei quali bambini piccoli:secondo queste fonti si arriverebbe ad un totale di 3000 in tutta l'operazione, erano informazioni diffuse dal palestinian Center for Human rights.
oltretutto, a mio avviso, non mi sembra del tutto giusto che Amnesty international abbia condannato allo stsso modo i crimini gravissimi di israele ed il lancio di missili di latta da parte di hamas, perchè nel suo rapporto avrebbe dovuto almeno affermare con maggiore forza la disumanità dell'embago genocida di israele e situare gli eventi in un contesto più veritiero, inchiodando Israele assieme ad altre ONG, ma purtroppo il sionismo si serve delle sue ONG per coprire la realtà di fatti ed attutirla. Per cambiare le cose sarebbe necessaria una mobilitazione a favore dei palestinesi globale e schiacciante,certo qualche progresso è stato fatto, ma sembra che non appena l'opinione pubblica mondiale inizi a solidazzare seriamente per loro subito c'è una regia propagandistica che copre tutto, zittisce ed insabbia vergognosamente.E' la israel Lobby denunciata ad esempio nel blog civium libertas di Antonio Caracciolo.

 
Alle 19 agosto 2009 12:56 , Blogger vichi ha detto...

La "Israel lobby" negli Usa è stata descritta con chiarezza e dovizia di particolari da Mearsheimer e Walt in un recente libro dallo stesso titolo reperibile anche in Italia.

Qui da noi - da un punto di vista politico - si può notare come vi sia un'ampia pattuglia di parlamentari, distribuiti su tutto l'arco costituzionale, dichiaratamente schierati a favore di Israele, contro ogni logica e ogni valutazione morale sui crimini israeliani.

Vi è una formaziona politica, quella dei radicali, che nel suo dna genetico reca la lotta per i diritti umani e civili, ma inspiegabilmente non sembra riconoscerli ai palestinesi, considerato che pare ritenere Israele il migliore degli stati possibili, tanto da auspicarne l'ingresso nella Ue (ma chi li vuole, questi?).

Ma laddove la lobby ebraica ha un impatto devastante qui in Italia è nel mondo dell'informazione. Con rarissime eccezioni, le notizie che possono avere un impatto "sfavorevole" sull'immagine di Israele vengono taciute al pubblico, mentre, al contrario, ogni notizia di violenze ad opera di palestinesi viene diffusa con grande risalto.

Descrivere quali siano i meccanismi di azione di tale lobby e quanta importanza abbiano in questa materia gli assetti proprietari della stampa e la distribuzione degli incarichi di direzione di tg e carta stampata è un compito improbo per le mie povere forze.

Mi limito ad osservare come, solo in questi giorni, i media abbiano diffuso con risalto la battaglia intestina a Gaza tra Hamas e i "Soldati di Allah", con decine di morti: si sa, quando i palestinesi si uccidono fra loro va sempre bene!

Sono rimaste del tutto in ombra, inopinatamente, due piccole notiziole: la prima, il rapporto di Human Rights Watch che accusa Israele di aver deliberatamente ucciso, durante "Piombo Fuso" numerosi palestinesi che sventolavano la bandiera bianca; la seconda, un rapporto Onu rilasciato dall'Alto Commissario per i diritti umani Navi Pillay che accusa Israele di aver commesso gravi violazioni del diritto umanitario a Gaza, nel corso della stessa operazione.

Perchè, è chiaro, chi non conosce non può giudicare. E se i media dessero il giusto risalto alla barbarie e ai crimini quotidianamente commessi da Israele, forse la gente cambierebbe opinione su questa magnifica democrazia mediorientale.

 
Alle 19 agosto 2009 22:09 , Anonymous Gary78 ha detto...

A proposito di ciò che hai detto, caro vichi, ti voglio far vedere quello che per me è una sospetta falsificazione della propaganda filo-israeiana.
Oggi sul TG1 hanno emanato una notizia chock, di quelle che dovrebbero farti sobbalzare:"Un quotidiano svedese denunca che alcuni bambini palestinesi sono stati rapiti da israeliani per il traffico d'organi". Ma subito la smentita:"Il quotidiano non è attendibile perchè non cita le fonti (vallo a sapere...) e la notizia non è riportata da nessun altro giornale (!).C'è il timore che ciò possa scatenare una pericolosa ondata di antisemitismo".
Io credo che ci sia del vero in quello che quel giornale dice (non so, ovvio, fino a che punto), ma vorrei fare due osservazioni:
A) Per me non è affatto vero che se un'unica fonte è isolata da tutti per questo non sia vera, se vi è interesse affinchè certe cose non si diffondano in quanto scomode allora si può essere anche soli contro tutti. Conoscendo israele, poi, io non mi stupirei più di nulla.
B) Il TG1 si sbugiarda da solo, perchè con quel "C'è il pericolo di antisemitismo" fa subito comprendere alla mia mente critica che, in realtà, il mondo nasconde certi orrori proprio perchè ha paura di criticare Israele a causa del ricatto dell'antisemitismo. Insomma, "o sei con noi e allora devi giustificare ogni nostra porcheria oppure sei un razzista".
Dal TG1, poi, con quel Claudio Pagliara sempre in mezzo non c'è molto di buono da aspettarsi.
Che cosa ne pensi della mia analisi? Hai sentito quella notizia sfuggevole?

 
Alle 20 agosto 2009 13:01 , Blogger vichi ha detto...

Non ho ascoltato il servizio del tg1, ma se così è sarebbe una risposta identica a quella fornita dalle autorità israeliane.

Non basta, infatti, affermare che una notizia è falsa (il che, se lo si ritiene, è perfettamente legittimo), quando si parla di ebrei bisogna sempre aggiungere che chi ha fornito la notizia (o il commento, o l'analisi, etc.) è mosso da sentimenti antisemiti.

E' un meccanismo ben noto e collaudato, a cui si aggiungono i periodici allarmi per un sempre risorgente virus dell'anisemitismo che dilagherebbe per il mondo, di cui le prove fornite sono qualche telefonata alle ambasciate o alcune scritte sui muri.

Si cerca così di tacitare ogni voce critica che vorrebbe condannare Israele e i suoi crimini, come se l'essere israeliani o ebrei costituisca una sorta di patente che fornisce l'immunità da ogni critica (e da ogni condanna penale).

Risulta ben provato peraltro (e forse bisognerebbe comunicarlo al tg1) che recentemente un rabbino americano, tale Levy Itzhak Rosenbaum, è stato arrestato perchè coinvolto in un fiorente traffico di organi umani.

E non si tratta di voci...

 
Alle 20 agosto 2009 18:54 , Anonymous Anonimo ha detto...

Comunque sia, io non me la sento di dire nè Viva israele (ovvio)ma nemmeno Viva Palestina. Spiego perchè. Sicuramente è vero che da parte israeliana vi sono torti gravissimi, vi è educazione all'odio verso gli arabi da parte del rabbinato che controlla il governo, però tale educazione all'odio vi è anche da parte palestinese, magari non diffusissima come il sionismo vorrebbe far credere, ma i contenuti sono spesso altrettanto terribili. Ora sorge un problema: i due popoli per che cosa combattono realmente? Per me, ma è solo una mia opinione, la risposta è questa:vogliono distruggersi l'un l'altro, certo gli arabi reagiscono all'aggressione coloniale, però è anche vero che non solo i sionisti, ma anche loro spesso hanno pronunciato e pronunciano dichiarazioni non divulgate in cui ineggiano a scopi distruttivi. Ti chiedo allora, Vichi:immagina di essere ebreo per un attimo, tu accetteresti che nascesse uno stato Palestinese se hai il sospetto che potesse essere usato contro il tuo popolo,magari pieno di colpe, ma sempre il tuo popolo? Oppure credi che in realtà tutto ciò che viene dalle fonti israeliane è totalmente falso e quindi da rigettare in toto?

 
Alle 21 agosto 2009 09:47 , Blogger vichi ha detto...

Come in tutte le cose, non c'è solo il bianco e il nero, e i buoni e i cattivi non sono mai nettamente separati in due parti contrapposte.

Nessuno nega le colpe palestinesi, e non ho mai avuto difficoltà a condannare gli attentati suicidi o il lancio di razzi qassam, inutili, indiscriminati e criminali.

Però non si può dimenticare, come molti fanno, che c'è un paese occupante e un popolo oppresso, una nazione che rappresenta una delle più formidabili potenze (anche nucleari) del mondo e un piccolo popolo pressocché indifeso.

Chi è nel torto, chi deve fare i primi passi verso la giustizia e la legalità?

E, soprattutto, cosa fa il mondo per risolvere il conflitto israelo-palestinese, che logicamente si è incancrenito dopo una pluridecennale occupazione militare, brutale ed assassina?

Perchè si consente che il diritto umanitario internazionale, la convenzione di ginevra, financo la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo siano ridotte a pura e semplice carta straccia, a vuote parole prive di significati concreti?

La creazione di uno stato palestinese sovrano, con gli opportuni ed equi accordi, non significa automicamente che, a fianco di israele, si venga a creare uno stato terrorista.

Sull'argomento ha scritto qualcosa Akiva Eldar su Ha'aretz ("palestinian state is not synonym for terrorist entity"), amgari potresti dargli un'occhiata.

Resta da vedere quanto per israele conti la pace e quanto, invece, contino il possesso della terra e delle risorse, il mantenimento di una gerusalemme indivisa come capitale, la negazione di ogni colpa rispetto alla nakba dei palestinesi.

I nodi della pace sono questi, l'odio è solo una conseguenza dell'ingiustizia, dell'occupazione, dei massacri.

 
Alle 21 agosto 2009 13:52 , Anonymous Gary78 ha detto...

Avrei da fare una riflessione sulla politica attuale di netanyau che, come si sa, ha posto condizioni pressochè inaccettabili per un'autentica pace con i Palestinesi. Tuttavia c'è da dire che praticamente non vi è stato nessun governo israeliano, nè del likud ma nemmeno dei laburisti, che non si sia in qualche modo macchiato di crimini contro i palestinesi. Allora mi chiedo: tutto sommato, per i palestinesi non è "meglio" avere a che fare con un governo chiaramente guerrafondaio piuttosto che con un altro ugualmente assassino ma che finge una pace falsa? Almeno se il male si mostra nella sua verità lo si può combattere meglio, perchè lo vedi.
Io credo che Israele abbia fermato lo scempio dell'operazione piombo Fuso soltanto per ipocrisia, perchè si rendeva conto che andando avanti così mostrava il suo vero volto al mondo, magari, chissà, anche all'interno vi furono divisioni, perchè il giornale Haaretz informava per bene e non era certo "antisemita".

 
Alle 15 novembre 2009 14:34 , Anonymous Anonimo ha detto...

good start

 
Alle 15 novembre 2009 14:36 , Anonymous Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

 

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