15 settembre 2009

Nelle galere israeliane c'è sempre posto per i ragazzi palestinesi!

Sono passato da una vita normale a casa ad una fatta di manette, privazione del sonno, urla, minacce, cicli di interrogatori e gravi accuse. In queste circostanze, la vita diventa cupa, piena di paura e di pessimismo, giorni così duri che le parole non possono descriverli (testimonianza di Mahmoud D., 17 anni).

Secondo gli ultimi dati forniti dalla sezione palestinese di Defence for Children International, il numero dei Palestinesi minori di 18 anni detenuti all’interno delle prigioni dell’Israeli Prison Service (IPS) o nelle strutture di detenzione dell’esercito israeliano – all’interno di Israele e nei Territori occupati – nel mese di agosto è stato pari a 339.

Resta dunque ancora alto, nel corso del 2009, il numero dei giovani palestinesi incarcerati nelle galere israeliane, con una media di 375 detenuti per mese che, rispetto al 2008, fa segnare un aumento di ben 56 unità (+ 17,5%).

Il dato che più preoccupa e disturba, tuttavia, consiste nel fatto che ben 39 degli adolescenti che languono nelle carceri di Israele sono di età compresa tra i 12 e i 15 anni, con un aumento dell’85% rispetto allo stesso dato fatto registrare nel 2008.

Israele risulta tra le nazioni firmatarie della Convenzione Onu sui diritti del fanciullo del 1989, che all’articolo 37 prevede che nessun fanciullo possa essere privato della libertà in maniera illegale o arbitraria e testualmente recita: “l’arresto, la detenzione o l’imprigionamento di un fanciullo devono essere effettuati in conformità con la legge, costituire un provvedimento di ultima risorsa e avere la durata più breve possibile”.

Niente di ciò viene rispettato da Israele.

Le retate e gli arresti di Palestinesi minorenni costituiscono una routine per i lanzichenecchi di Tsahal, e vengono condotti in maniera brutale e spietata. Ragazzini indifesi vengono tirati giù dal letto alle prime ore dell’alba, buttati dentro un veicolo militare bendati e ammanettati, portati via senza alcuna indicazione alle famiglie su dove siano portati e per quali accuse siano stati arrestati.

Durante gli “interrogatori”, a questi ragazzini – a volte solo dodicenni – viene negato il permesso di vedere un avvocato o di ricevere visite dalle famiglie. Questi “interrogatori”, in realtà, confinano assai da vicino con la tortura e si avvalgono anche di tecniche proibite quali l’uso eccessivo di manette e bende sugli occhi, l’uso di calci e schiaffi, il mantenere a lungo posizioni dolorose, l’isolamento e la privazione del sonno.

Con queste gentilezze, la maggior parte dei ragazzini cedono e firmano confessioni scritte in ebraico, lingua che conoscono poco o per nulla. Gli “interrogatori” non sono mai videoregistrati, come prevede invece la legge israeliana per i propri cittadini.

Tutto questo per non parlare di quell’assoluta mostruosità giuridica che è la cd. “detenzione amministrativa”, una detenzione che avviene senza accusa o processo, ed è spesso basata su qualche soffiata o invenzione prezzolata proveniente dagli scantinati dei servizi segreti israeliani. La detenzione amministrativa può durare fino a sei mesi, ma questo iniziale periodo può essere prorogato per ulteriori sei mesi indefinitamente.

Sei mesi, e poi sei mesi, e chissà quanto tempo ancora, con una chiara e stupefacente violazione di diritti basilari quali quello di essere portati a conoscenza delle accuse che vengono rivolte, ad un giusto processo, a controbattere e a confutare i motivi della detenzione.

Due casi per tutti, e solo tra i più recenti.

Hamdi al-Ta’mari è stato arrestato per la prima volta il 25 luglio 2008, prelevato alle quattro del mattino dai soldati israeliani nella sua casa di Betlemme. Liberato il 13 novembre 2008 e successivamente arrestato di nuovo dopo un mese, Hamdi è attualmente al suo quarto ordine di detenzione amministrativa, confermato da una corte militare israeliana il 20 agosto di quest’anno. Durante un interrogatorio svoltosi nel dicembre 2008, Hamdi è stato accusato di appartenere ad un’organizzazione vietata, e tuttavia non è stato incriminato per alcun reato, non ha subito alcun processo, né alcuna prova a supporto di tale allegata appartenenza è stata mostrata ad Hamdi o al suo avvocato. Hamdi, al momento del suo primo arresto, aveva solo 15 anni.

Il 14 agosto, Rami Shilbayieh ha ricevuto il suo terzo ordine di detenzione amministrativa, successivamente confermato lo scorso 2 settembre. Quando è stato arrestato ed è stato emesso il primo ordine di detenzione amministrativa, Rami aveva 17 anni, e adesso si trova in carcere – senza alcuna accusa e senza aver subito alcun processo – dal 15 dicembre del 2008.

Una volta pronunciata la sentenza – o emesso l’ordine di detenzione – la stragrande maggioranza dei ragazzi palestinesi viene detenuta all’interno del territorio israeliano, in palese violazione della IV Convenzione di Ginevra. Molti bambini non ricevono visite dai loro familiari, ed è garantita loro un’istruzione molto limitata in due sole delle cinque strutture utilizzate per la detenzione dei minori palestinesi.

I maltrattamenti e le torture nei confronti dei ragazzini e degli adolescenti palestinesi sono istituzionalizzati e si svolgono in un clima di totale impunità. Tra il 2001 e il 2008, oltre 600 denunce sono state presentate in relazione ai pestaggi e alle torture praticate durante gli interrogatori della Israeli Security Agency (ISA) ma, ad oggi, nessun indagine è stata condotta su questi fatti.

E’ sempre fonte di stupore, per me, il considerare come Israele possa tranquillamente violare leggi, convenzioni e trattati internazionali senza che alcuno abbia niente da ridire. Eppure qui siamo in presenza di gravi e reiterate violazioni della IV Convenzione di Ginevra, della Convenzione Onu contro la tortura, della Convenzione Onu sui diritti del fanciullo.

Ma gli ebrei d’Israele, in quanto popolo eletto, sono evidentemente al di sopra di ogni legge terrena.

Un soldato mi puntava contro il fucile. La canna del fucile era a pochi centimetri dal mio viso. Ero così terrorizzato che cominciai a tremare. Egli si prese gioco di me e disse: ‘stai tremando? Dimmi dov’è la pistola prima che ti spari’! (testimonianza di Ezzat H., 10 anni).

Ecco come si comporta il più valoroso e “morale” esercito al mondo, orgoglio di questo “faro di civiltà” che – piuttosto che la luce – sa diffondere solo la tenebra dell’odio, della brutalità e dell’insensata violenza.

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1 Commenti:

Alle 16 settembre 2009 21:06 , Anonymous Gianluca ha detto...

Segnalo un importante evento, informativo soprattutto, che si terrà a Torino il 18 Settembre, trasmesso in diretta web anche in inglese.

Saluti.

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ROMPIAMO L'ASSEDIO AI DIRITTI DEI PALESTINESI

Organizzato dal movimento PER IL BENE COMUNE

* ore 21:

Proiezione video realizzato durante la Carovana della Speranza entrata in Gaza nel mese di maggio '09.


Collegamento con la città assediata di Gaza, da cui parleranno Vittorio Arrigoni della Ong I.S.M. ed il Ministro Osama Al-Esawi.

* ore 22:

Interventi di
Elvio Arancio, coordinamento PBC;
Gianni Flamini, scrittore e giornalista;
Mohammad Hannoun, Presidente dell'Associazione Palestinesi in Italia;
Gerry MacLochlainn, del Sinn Fèin, vice capo della carovana europea;
sen. Franco Turigliatto, di Sinistra Critica;

Presiede Monia Benini, Presidente PBC


Ospiti d'onore i componenti della delegazione italiana che ha partecipato alla Carovana della Speranza per Gaza. Sarà in distribuzione un DVD con il filmato sulla Carovana e il materiale documentario che verrà utilizzato da un comitato internazionale di giuristi per portare il governo e l'esercito israeliani di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia.

http://www.perilbenecomune.org/index.php?mod=blabla&menu_id=&news_id=166&myaction=read_news

 

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