23 ottobre 2009

Negare l'Olocausto aiuta solo Israele.

L’uso spregiudicato della tragedia dell’Olocausto e della sofferenza degli ebrei – la cd. “industria dell’Olocausto” – ha sempre assicurato nel tempo ad Israele cospicui dividendi economici e politici.

Non è un mistero che l’ondata emotiva susseguente alla conoscenza dello sterminio degli ebrei ad opera del regime nazista fu proprio uno dei motivi che portò l’Onu ad assegnare il 55% della Palestina agli ebrei, benché questi rappresentassero soltanto un terzo della popolazione presente sul territorio e ne occupassero soltanto un misero 10%.

Questo senza considerare la profonda ingiustizia e, probabilmente, la illegalità di una risoluzione (la n.181 del 1947) che imponeva alla popolazione indigena di spartire la propria terra con una colonia di nuovi venuti, molti dei quali appena arrivati dall’Europa.

In seguito, l’arma dell’Olocausto servì ad ottenere cospicui risarcimenti monetari da parte di vari Stati europei e, soprattutto, a garantire ad Israele lo status di “vittima” e a renderlo pressocché immune da ogni critica, e ciò benché questo vero e proprio Stato-canaglia mantenga da più di 60 anni una brutale occupazione militare di territori altrui, violi quotidianamente la legalità internazionale e il diritto umanitario, abbia una fedina penale impressionante riguardante la violazione dei diritti umani fondamentali del popolo palestinese e il massacro di migliaia di civili inermi ed innocenti.

E’ chiaro quindi che il mondo arabo, che vede l’occupazione dei Territori palestinesi come una profonda ingiustizia per via della quale essi sono chiamati a” pagare” per un crimine che, comunque, è a loro del tutto estraneo, possa dimostrarsi permeabile alle teorie negazioniste dell’Olocausto, usate come arma politica.

Ne è il classico esempio il presidente iraniano Ahmadinejad, secondo cui lo Stato di Israele – che gode dell’incondizionato appoggio degli Usa – è potuto venire ad esistenza solamente sfruttando questo “presunto” genocidio. E’ dunque attraverso il negazionismo, associato all’antiamericanismo, che si arriverà a “cancellare” lo Stato ebraico dalla carta geografica.

Ma si tratta di un grave errore, che serve solo la causa di Israele e supporta il suo status di eterna “vittima” di una congiura mondiale antisemita, e di una strumentalizzazione che non serve affatto alla causa del popolo palestinese. Di questo e altro tratta l’articolo di Tahar Ben Jelloun, pubblicato dal settimanale L’espresso in edicola la settimana passata (n.42 del 22 ottobre).

La questione palestinese non ha nulla a che vedere con l’Olocausto degli ebrei, si tratta puramente e semplicemente di una questione di giustizia, di legalità internazionale, di affermazione del diritto alla autodeterminazione dei popoli. Il regime dell’apartheid instaurato da Israele nei Territori occupati, un’occupazione di stampo razzista e colonialista, è una scandalosa vergogna che va eliminata, ma per farlo non c’è alcun bisogno di ricorrere alla rivisitazione e alla riscrittura della storia.

Nel famoso discorso tenuto qualche tempo addietro all’Università del Cairo, il presidente Usa Barack Obama, mentre esprimeva la sua volontà di riconciliazione tra gli Stati Uniti e l’Islam, si premurava nel contempo di affermare l’immoralità di chi vuole mettere in dubbio la realtà storica della Shoah.

Possiamo anche concordare su questo, purché nel momento in cui gridiamo “mai più!” riferendoci allo sterminio degli ebrei, siamo altrettanto pronti e conseguenti nell’adoperarci a far cessare quell’autentico e vergognoso crimine costituito dall’assedio e dalla riduzione alla fame di un milione e mezzo di Palestinesi che, nella Striscia di Gaza, vivono in condizioni degne del ghetto di Varsavia, e ad impedire che vengano massacrati civili innocenti a Gaza come in Cisgiordania, sia pure se si tratta “solo” di alcune migliaia di persone.

Perché altrimenti, ancora una volta, le parole di Obama saranno destinate a restare un vacuo esercizio di retorica.

Quanto sin qui detto si ricollega, in qualche modo, al caso che riguarda il professor Antonio Caracciolo e l’incredibile gogna mediatica a cui è sottoposto in questi giorni da parte del quotidiano” La Repubblica”.

Antonio Caracciolo, 59 anni, ricercatore di Filosofia del Diritto all’Università La Sapienza di Roma, gestisce un certo numero di blog tra i quali, almeno tra quelli a me noti, vi sono
Clubtiberino e Civium Libertas.

Riportando come titolo dell’articolo una frase virgolettata che non compare in alcuno dei due siti e che il professore afferma di non aver mai pronunciato (“lo sterminio degli ebrei è una leggenda”), Antonio Caracciolo viene additato da Repubblica come un pericoloso negazionista antisemita, scatenando le ovvie reazioni della politica romana e quelle del rettore dell’Ateneo, il quale minaccia provvedimenti disciplinari. L’atto d’accusa di Repubblica lo potete trovare
qui e qui, l’autodifesa del povero Caracciolo in questa pagina del suo blog Civium Libertas.

Premesso che le teorie revisioniste e/o negazioniste dell’Olocausto non mi hanno mai minimamente interessato, che non ho alcuna remora nell’accettare le cifre ufficiali degli ebrei morti a causa delle persecuzioni naziste e che sono estremamente ligio alle leggi della Repubblica italiana (così, tanto per evitare equivoci…), devo dire che a me pare una grave abdicazione al principio della libertà di manifestazione del pensiero – che pure è un diritto di rango costituzionale – l’impossibilità di fatto di sottoporre a revisione e riesame critico di un fatto storico datato ormai diverse decine di anni fa, sia pure quando si tratti di una tragedia immane quale è la Shoah.

Trovo inoltre gravissimo che un uomo possa essere sospeso e, in ipotesi estrema, perdere il lavoro, solo in ragione delle sue idee; va rilevato, infatti, che il professor Caracciolo afferma di non aver mai pronunciato la frase incriminata riportata da Repubblica, e che lo stesso quotidiano deve ammettere che mai, nel corso delle sue lezioni, si è trattato di teorie negazioniste.

Trovo inusitate e pericolose le affermazioni del presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici, secondo cui “bisogna evitare che certe persone possano entrare in contatto con gli studenti”: ma stiamo scherzando?

Questo per tacere del fatto che quello che è ormai divenuto il “caso Caracciolo” rappresenta la nuova scusa per riesumare il solito vittimismo tipicamente ebraico, con Pacifici che afferma che nelle università italiane esiste una vera e propria “rete negazionista”, unita dall’odio verso Israele e gli ebrei e alimentata, tra l’altro, dalle esternazioni del presidente iraniano Ahmadinejad (e con ciò torniamo al punto di partenza…). L’obiettivo sarebbe quello di ottenere un intervento legislativo, sanzionando penalmente le esternazioni negazioniste e mettendo un bavaglio al web per evitare il proliferare di siti con contenuti antisemiti e negazionisti.

E’ certo un mondo strano quello contemporaneo, in cui – in alcuni Paesi – un reato di opinione come la negazione dell’Olocausto può condurre in galera, mentre la comunità internazionale non riesce a incriminare e a sanzionare penalmente gli assassini che hanno massacrato a Gaza oltre 1.400 persone, l’83% dei quali civili inermi, devastati dai proiettili a frammentazione o arsi vivi dal fosforo bianco.

E’ un mondo strano quello che vede i discendenti di un popolo vittima di un’orrenda persecuzione mandare il proprio potentissimo esercito – il più “morale” al mondo – a macchiarsi di atrocità e crimini di ogni sorta, mentre le comunità ebraiche di tutto il mondo, inclusa quella italiana, si schierano pressoché compattamente a giustificare, se non addirittura ad esaltare, i crimini bestiali di soldati che, per carità, si limitano soltanto a “difendere” la sicurezza di Israele. Minacciata, come è noto, da donne e bambini.

Tra le frasi incriminate del professor Caracciolo, indicate da Repubblica come venate da antisemitismo, vi è anche questa: "Le leggi razziali furono cose di 70 anni fa che si collocano in un contesto di 70 anni fa. Molti italiani, la stragrande maggioranza, hanno meno di 70 anni e quasi tutti gli italiani di oggi non hanno nessuna memoria diretta di quegli anni. A trarne profitto sono gli ebrei di età avanzata che sono diventati una sorta di eroi nazionali”.

Vorrei allora riportare a confronto di queste affermazioni un breve brano, tratto dal libro “L’industria dell’Olocausto” di Norman Finkelstein.

“Il mio interesse nei confronti dell’Olocausto nazista prese le mosse da vicende personali. Mia madre e mio padre erano dei sopravvissuti al ghetto di Varsavia e ai campi di concentramento…

Dal momento che l’interpretazione dell’Olocausto assumeva forme sempre più assurde, a mia madre piaceva citare, non senza ironia, Henry Ford: "La storia è una sciocchezza". I racconti dei "sopravvissuti all’Olocausto" (tutti prigionieri dei campi di concentramento, tutti eroi della resistenza) a casa mia erano una fonte particolare di amaro divertimento.

D’altronde già molto tempo fa John Stuart Mill aveva compreso che "le verità se non sottoposte a continua revisione, cessano di essere verità. E, attraverso le esagerazioni, diventano falsità".
Mio padre e mia madre mi chiesero spesso perché m’indignassi di fronte alla falsificazione e allo sfruttamento del genocidio perpetrato dai nazisti. La risposta più ovvia è che è stato usato per giustificare la politica criminale dello stato di Israele e il sostegno americano a tale politica.".

Ma Finkelstein, ebreo americano figlio di sopravvissuti ai lager nazisti, certe cose può permettersi di affermarle, il professor Caracciolo evidentemente no, e non se ne comprende la ragione.

L’autogol di Ahmadinejad
Il negazionismo sull’Olocausto non aiuta la causa palestinese
di Tahar Ben Jelloun

Ury Avnery, militante israeliano per la pace, si è posto la questione di sapere perchè il governo israeliano abbia boicottato la commissione Goldstone incaricata dall’Onu di indagare su quello che è realmente accaduto a Gaza. ” Perchè sapeva che la commissione, a prescindere da quale fosse, sarebbe arrivata alle conclusioni alle quali è arrivata”.

Richard Goldstone è stato giudice della Corte costituzionale del Sudafrica, primo procuratore del Tribunale penale internazionale ed ex militante anti-apartheid. Ha accettato di guidare questa commissione perchè crede nella supremazia dei diritti e delle leggi di guerra.

L’inchiesta è stata condotta in condizioni difficili. Non essendo stata autorizzata a entrare sul suolo israeliano nè nei Territori palestinesi, per accedere a Gaza – dove è stata accolta dai dirigenti di Hamas che hanno risposto alle sue domande – la commissione è dovuta passare dall’Egitto.

Il rapporto che ha redatto è schiacciante per Israele e non risparmia Hamas.

Il rapporto parla infatti di 1387 palestinesi morti, di cui 300 bambini, 115 donne e 85 uomini di età superiore a 50 anni; di 2700 edifici distrutti; e di 13 israeliani uccisi, di cui 5 soldati.Queste cifre non necessitano di nessun commento. Il problema è che Israele, come Hamas, ha ammazzato dei civili e ha commesso quindi “crimini di guerra”: è questa la conclusione alla quale approda il rapporto, anche se la guerra è stata particolarmente sbilanciata.

Human Rigthts Watch che svolge inchieste sulle violazioni dei diritti umani, non è riuscita a interrogare i responsabili israeliani e nel rapporto si deplora questo fatto. Le reazioni delle autorità di Israele confermano in qualche modo una consapevolezza di cui si rifiutano le premesse. Così, per esempio, il presidente Shimon Peres ha dichiarato che questo rapporto è una “pagliacciata storica, che non distingue tra chi aggredisce e uno Stato che esercita il proprio diritto alla legittima difesa”. Quanto al primo ministro Netanyahu, ha paragonato i razzi di Hamas ai blitz dei nazisti in Inghilterra!

Queste modalità di difesa e di negazione della realtà non fanno che deteriorare sempre più l’immagine dello Stato di Israele presso l’opinione pubblica internazionale e in particolare arabo-musulmana. Ciò incoraggia l’iraniano Ahmadinejad a parlare di ”leggenda dell’Olocausto”. La confusione su questo argomento è totale e non serve assolutamente la causa palestinese. Non si rende un servizio alla Storia e al popolo palestinese negando la tragedia che ha sterminato gli ebrei.

Tutti i negazionisti che si sono avvicinati ai palestinesi per dar loro un aiuto non hanno fatto che ingenerare nuova confusione. Si tratta di aiuti di cui i palestinesi non hanno bisogno, perchè la loro causa non ha nulla a che spartire con il passato nel quale l’Europa si rese colpevole dello sterminio degli ebrei. La Germania nazista, l’Italia fascista, la Francia di Vichy hanno mandato gli ebrei a morire. Perchè oggi i palestinesi che lottano per avere una patria sarebbero responsabili dei massacri commessi dall’Europa?

Quando Netanyahu mette sullo stesso piano i razzi di Hamas e i blitz nazisti, cambia i termini reali della questione, che è e rimane quella dell’occupazione dei Territori, una faccenda coloniale, che non ha nulla a che spartire con l’Olocausto degli ebrei.

Nel mondo arabo prevale un sentimento anti-israeliano molto forte. Alcuni vorrebbero confonderlo con l’antisemitismo. Il razzismo contro gli ebrei esiste un po’ dappertutto nel mondo, ma le critiche e la denuncia della politica del governo israeliano non sono antisemitismo, anche se alcuni media indulgono un po’ in questa confusione.

Gli israeliani, uomini politici o intellettuali, che criticano severamente il modo in cui il loro governo ha combattuto in Libano nel 2006 e a Gaza nel 2008 sono forse antisemiti?

Ahmadinejad si spinge molto oltre nel suo odio per lo Stato di Israele, pur ricordando che in Iran vivono decine di migliaia di ebrei che non si lamentano. I suoi discorsi sono violenti, intollerabili.

Nel momento in cui si prepara a sfidare gli Stati Uniti e l’Europa con il suo programma nucleare, provoca in primis Israele, che cerca in tutti i modi di impedire che l’Iran si procuri l’atomica.Tutto ciò è preoccupante, perchè un attacco israeliano contro l’Iran avrebbe conseguenze più gravi dei bombardamenti dell’Iraq quando Saddam cercava di procurarsi uranio arricchito.

Non resta che sperare che la pazienza e la saggezza di Obama siano più validi dello spirito bellicoso di Netanyahu.

(traduzione di Anna Bissanti)

Etichette: , , , ,

Condividi

13 Commenti:

Alle 23 ottobre 2009 14:34 , Anonymous Andrea ha detto...

Finalmente il (finto) prof. Caracciolo ci è riuscito a farsi pubblicare le farneticazioni ignobili che scrive su internet. Ne riporto alcune prese a caso dal suo blog principale, per dimostrare che non è (solo) un semplice "antisionista" o "negazionista", ma un vero e proprio ANTISEMITA, per il suo odio contro gli ebrei in quanto tali:

“gli ebrei – ovviamente quelli antichi di 2000 anni fa – hanno mandato in croce Gesù Cristo”

“…che hanno fame, che muoiono di fame: un miliardo di persone! Per la guerra in Iraq, la guerra di Bush a suon di menzogne, la guerra degli ebrei, di quelli circoncisi e di quelli della porta…”

“…l’odio è l’essenza dell’ebraismo e che non deve essere confuso con un altro odio, di tipo reattivo e passeggero, che è una risposta a ciò che gli ebrei fanno al loro prossimo, o meglio non è il loro prossimo: sono i goym contro i quali non solo è possibile ogni male, ma è doveroso farlo.”

“Ispiratori di guerre da cui traggono profitti, gli ebrei vogliono aizzare oltre un miliardo di cattolici contro un miliardo e mezzo di musulmani: scannatevi fratelli, a maggior gloria di Jahvè e per nostra utilità e felicità”

“Di ebrei ne esistono solo un milione o poco più. Conoscere in nemico è certamente importante”

In forza della solidarietà alla Palestina vogliamo forse arrivare a sdoganare il puro antisemitismo?

 
Alle 23 ottobre 2009 16:40 , Anonymous Andrea ha detto...

Sotto diverso profilo, ed a prescindere dalle deliranti teorie di Caracciolo, l'idea che senza Shoah non sarebbe mai nato lo Stato d'Israele è un'idea diffusa, comune a molti, da opposte parti. L'ha fatta sua, in modi diversi, Israele fin dagli anni Sessanta, l'ha adottata il senso comune storiografico, l'hanno fatta propria i negazionisti, da Ahmadinejad agli antisemiti casarecci nostrani, che basano le loro affermazioni sul presupposto che la Shoah sia un'enorme menzogna creata per giustificare la nascita di Israele. L'ultimo libro dello storico del sionismo Georges Bensoussan affronta proprio questo paradigma interpretativo, smontandolo e criticandolo: lo Stato d'Israele è nato dal sionismo, ed era già in gran parte edificato durante i decenni dell'Yishuv, prima del 1948. La Shoah, e poi l'espulsione degli ebrei dei paesi arabi, trasformando l'emigrazione sionista da scelta di creazione di un mondo diverso a rifugio obbligato alla persecuzione, hanno in realtà mutato profondamente la natura dello Stato, ma non ne hanno determinato l'origine, un'origine che è nel sionismo russo di fine Ottocento, e non nella persecuzione e nello sterminio. Israele non è solo una garanzia di sopravvivenza per il mondo ebraico, è anche e soprattutto l'esito di uno sforzo innovativo volto a cambiare la Storia degli ebrei e la loro esistenza.

 
Alle 24 ottobre 2009 22:11 , Anonymous Ale ha detto...

Carissimo Andrea,
non può immaginare quanto la stimo per ogni volta che ha commentato con obiettività ogni post di questo farneticante blog.

un sito internet che si limita a diffamare una nazione,con un autore che ai commenti,o risponde con le solite quattro parole quando non sa più cosa dire (Stato-canaglia,lanzichenecchi)oppure li bolla semplicemente come propagandistici e falsi.

detto ciò, VIVA ISRAELE,CHE POSSA SCONFIGGERE TUTTI I SUOI NEMICI!!!

 
Alle 25 ottobre 2009 13:21 , Blogger vichi ha detto...

Dio li fa e poi li accoppia. Ma perchè mai nel mio blog?!

 
Alle 25 ottobre 2009 14:23 , Anonymous Gary78 ha detto...

Io invece voglio esprimere tutta la mia solidarietà al Prof. Caracciolo, ho visitato spesso il suo blog e posso assicurare che si tratta di una persona di elevata cultura, esperto di filologia delle religioni e che è vittima di strumentalizzazioni politiche.
Le affermazioni di Caracciolo non sono espressione di antisemitismo, ma ritraggono la realtà di un certo ebraismo, che effettivamente si basa sul disprezzo dei cosiddetti Goy, cioè dei non-ebrei.
Infatti nel Talmud si trovano passi simili:"La creazione è per gli ebrei, i goy non sono altro che animali parlanti (sic!)", oppure:" I non-ebrei sono creati per servire l'ebreo da mattina a sera", il carattere razzista di un certo ebraismo è ben evidente ed è assai simile al fanatismo islamico per dottrina e per prassi.Il prof.Caracciolo vuole denunciare il razzismo ebraico e per questo ha tutto il mio appoggio e la mia ammirazione.
A questo punto è facile immaginare come molti rabbini giungano ad un disprezzo totale dei palestinesi, un disprezzo assai simile all'odio nutrito dai coloni inglesi contro gli "indiani" d'America, per cui per molti ebrei sionisti vale la frase:"L'unico palestinese buono è quello morto!".
A questo proposito riporto due dichiarazioni sorprendentemente simili fatte dai sionisti e dagli americani.
Roosevelt:" I nostri coloni non hanno cacciato alcuno, questa terra un tempo era deserta".
Golda Meir:" Non è mai esitito un popolo palestinese, non è come se noi fossimo venuti prendendo il loro paese. Essi non esistono".
Entrambi hanno negato l'esistenza e il diritto alla vita di un popolo indigeno.

 
Alle 26 ottobre 2009 10:16 , Anonymous Andrea ha detto...

Carissimo Ale,
ri ringrazio per le tue parole, che ricambio con altrettanta e profonda stima.
Trovo anch'io inaccettabile che qui come in altri blog si condanni e si maledica Israele per i morti che fa per difendere se stessa, dopo aver avvisato , dopo aver tentato tutte le vie per fermare il terrorismo.
Dopo aver, spesso inutilmente, provato a evitare di colpire gli scudi umani che i palestinesi usano bestialmente e cinicamente come arma di propaganda contro Israele.
E' l'ipocrisia, piu' che l'ingiustizia che mi manda in bestia. La giustizia non esiste mai in modo completo ma che si faccia la morale a Israele che ha un esercito che si nutre di etica e compassione per il nemico, che si arrivi a minacciare Israele perche' si difende dai terroristi, no, questo non e' ammissibile e non e' sopportabile.
Che ci si erga a giudici per condannare un Paese Giusto che combatte per la propria esistenza contro eserciti di terroristi senza morale pronti ad ammazzare i propri figli pur di poterne incolpare Israele, non e' accettabile. I palestinesi non resistono a niente ma mirano alla eliminazione per distruzione violenta di Israele. Che cavolo di resistenza sarebbe? Viva Israele!

 
Alle 26 ottobre 2009 15:02 , Anonymous Gary78 ha detto...

No andrea, bisogna piantarla con tutte queste calunnie, io dico che il popolo palestinese è il popolo più delegittimato e calunniato del mondo. NON è vero che i palestinesi sono disposti a lasciar morire i loro figli pur di distruggere Israele, NON è assolutamente vero che vogliono uccideree cacciare via tutti gli ebrei, questa è solo l'astuta propaganda sionista che demonizza il nemico perchè vuole distruggerlo, la disumanizzazione dell'avversario è il primo passo verso il suo annientamento. Ricordati che si uccide non solo fisicamente, ma prima di tutto moralmente. Semmai dovreste vergognarvi voi filo-sionisti,perchè sostenete uno stato criminale che non fa altro che uccidere bambini, distruggere case di civili inermi,una nazione che ha costruito un muro su terra altrui, Israele impedisce ai palestinesi malati di cancro di curarsi costringendoli ad interminabili file ai check-point, le donne sono costrette a partorire per strada,la popolazione è costretta nei Territori a vivere in bantustan controllati da un esercito crudele. Scudi umani palestinesi? Ma è Israele per prima a farne uso, tu credi a ciò che ti fa comodo Caro Andrea,l'operazione Piombo Fuso ha visto tanti scudi umani palestinesi mandati avanti dall'IDF per minimizzare cinicamente le perdite dell'esercito Ebraico, roba da nazisti.
I palestinesi combattono per una palestina in cui tutti, ebrei o arabi, abbiano realmente i propri diritti e per lo smantellamento dello Stato Etnico.
FREE PALESTINA, no all'Apartheid ebraica e morte al sinismo!

 
Alle 26 ottobre 2009 18:31 , Anonymous cloro ha detto...

ah vedo che Andrea passa pure da te!!!
e copiaincolla i commenti.
SIONISMO=MALE

cloro

 
Alle 27 ottobre 2009 12:48 , Blogger vichi ha detto...

Eh, si, mia cara cloro, andrea imperversa anche qui con i suoi deliri, e che dobbiamo fare?

La cosa che a me desta sempre meraviglia e doloroso stupore è osservare come - al fine di sostenere Israele - si passi sopra a crimini contro l'umanità orribili e disgustosi, che dovrebbero rendere sgomenti le persone dotate di un normale senso di pietà umana.

Il rapporto Goldstone - ma ben prima i vari report di Hrw Amnesty e B'tselem - ci ha mostrato crimini inusitati compiuti dagli assassini di Tsahal: famiglie intere sterminate a cannonate, persone arse vive dal fosforo bianco, madri e figli uccisi sol perchè avevano sbagliato la strada indicata dai soldati, persone uccise con la bandiera bianca in mano, civili usati come scudi umani.

E che cazzo, e ci si lamenta se chiamo i soldati israeliani assassini?

Ma anche questo è un termine che non definisce con sufficiente precisione l'amoralità, la barbarie e la spietata violenza di questi lanzichenecchi degni dello Stato-canaglia occupante che affermano di voler solo "difendere".

P.S. grazie a Gary, che ha espresso perfettamente quello che è anche il mio modo di pensare (anche in relazione alla vicenda del professor Caracciolo).

 
Alle 27 ottobre 2009 21:33 , Blogger Viva Israele ha detto...

Cari Andrea e Ale: grazie per le vostre parole. Le ignobili parole di caracciolo e soci sono qualcosa di sconfortante.
VIVA ISRAELE!
SEMPRE!

www.vivaisraele.blogspot.com

 
Alle 28 ottobre 2009 10:29 , Blogger vichi ha detto...

Come no, viva israele, viva gli assassini, viva i massacratori di povera gente inerme, viva il pericolo numero 1 per la pace in medio oriente e nel mondo, viva l'unico paese della terra che concretamente minaccia di usare la bomba atomica!

Contenti voi...

 
Alle 11 novembre 2009 07:03 , Anonymous Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

 
Alle 11 novembre 2009 07:30 , Anonymous Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

 

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

Link a questo post:

Crea un link

<< Home page