Living life as usual.

Secondo il portavoce del Ministro della Difesa israeliano, Shlomo Dror, "è inaccettabile che la gente a Sderot viva ogni giorno nella paura e la gente nella Striscia di Gaza viva la vita come al solito" (The Guardian, 18 gennaio).
Ci vuole davvero coraggio!
A Gaza, negli ultimi quattro giorni, sono già morti ben 35 Palestinesi, di cui almeno 11 civili, donne e bambini compresi, centinaia sono i feriti.
L'ultimo raid aereo israeliano, che ieri ha distrutto gli uffici del Ministero degli Interni, ha causato la morte di una donna e il ferimento di almeno 46 persone, alcune delle quali bambini che giocavano a pallone per la strada; un ragazzo 17enne è morto successivamente per le ferite riportate.
La donna e la maggior parte dei feriti stavano partecipando ai festeggiamenti per un matrimonio in un edificio adiacente...
A Gaza mancano luce, acqua, carburanti, medicinali, e la decisione assunta da Israele di chiudere ermeticamente ogni accesso alla Striscia rischia di provocare una tragedia umanitaria, dato che nemmeno i convogli dell'UNRWA possono entrare e portare quegli aiuti alimentari da cui ormai dipende l'80% della popolazione.
Living life as usual!
Si, certo, la vita che i Palestinesi usualmente sono costretti a vivere a causa di quell'entità criminale chiamata Israele.




