L'omosessualità? Una perversione!
Spesso ci viene ricordato come Israele sia un “faro di civiltà” nelle tenebre del fanatismo e dell’intolleranza del medio oriente islamico e, a riprova di questa affermazione, si cita spesso l’atteggiamento tollerante della società israeliana nei confronti della comunità gay, in contrasto con la repressione perpetrata a danno degli omosessuali in molti paesi arabi.
Ma, nella realtà, le cose non stanno esattamente così, e ce lo ha tristemente ricordato il recente attentato dell’1 agosto a Tel Aviv, nel corso del quale un uomo dal volto coperto ha fatto irruzione nei locali di Aguda – la prima associazione lgbt israeliana – aprendo il fuoco all’impazzata e uccidendo il 26enne Nir Katz e la 17enne Liz Troubishi, e provocando altresì il ferimento di un’altra dozzina di persone.
E, allora, torna alla mente come le parate del Gay pride debbano svolgersi ogni anno con un imponente schieramento di polizia e di soldati a protezione dei partecipanti, e come nel 2005 tre omosessuali siano stati assaliti a pugnalate da ebrei ultra ortodossi.
Così, in questi giorni, alcune organizzazioni che raggruppano gay e lesbiche israeliani hanno sottoscritto un appello al premier Netanyahu, denunciando: “più di una volta abbiamo dovuto sentire gravi esempi di istigazione (contro la comunità gay e transgender) provenienti da numerose autorità, inclusi membri del Parlamento e ministri del vostro governo”.
Ma, soprattutto, quale sia il reale atteggiamento della società israeliana nei confronti della comunità omosessuale ce lo mostra con chiarezza un recente sondaggio del quotidiano Ha’aretz, condotto dal professore Camil Fuchs, nel corso del quale il 46% degli intervistati ha risposto affermativamente alla domanda “lei vede l’omosessualità come una perversione?”, contrapposto al 42% che ha risposto di no e al 12% che non ha saputo dare un’opinione precisa al riguardo.
La percentuale di chi ritiene che l’omosessualità sia una “perversione” sale al 67% tra gli ebrei osservanti e al 71% tra gli ultra ortodossi. Il che allontana di molto Israele dalle società occidentali, avvicinandolo piuttosto a paesi come la Bulgaria.
Israele sarà dunque, pur sempre, un paese civile ed ospitale, ma forse non per i gay!




