L'Israele che (non) ti aspetti: rabbini ordinano la lapidazione di un cane!
La notizia è stata pubblicata dal sito B’hadrei Haredim – che a sua volta cita come fonte l’edizione cartacea dello Yedioth Ahronoth – ed è stata riportata in Italia, tra gli altri, dal sito web del Corriere della sera: nel quartiere ultra-ortodosso di Mea Shearim, a Gerusalemme, i giudici di una corte rabbinica hanno ordinato ad alcuni bambini del quartiere di lapidare a morte un cane!
E’ successo che il povero ma incauto animale ha fatto irruzione all’interno dell’aula della Corte rabbinica per gli affari finanziari, ringhiando, spaventando i presenti e rifiutando di allontanarsi. E, soprattutto, è successo che qualcuno si sia reso conto che, in realtà, il cane non era altro che la reincarnazione di un avvocato che, molti anni prima, aveva osato offendere la corte piazzandosi all’interno di quella stessa aula per contestare una decisione dei giudici, e rifiutandosi di abbandonarla per diversi giorni.
Realizzato ciò, i rabbini avrebbero allora ordinato ai bambini di Mea Shearim di uccidere il cane a mezzo della lapidazione, come una sorta di tikkun, o riparazione, per l’anima dell’avvocato.
Il blog Life in Israel, in uno dei commenti all’articolo che tratta la vicenda, racconta che il rabbino capo della beis (o beit) din, Rav Levin, ha sostenuto che nessuno ha mai ordinato ai ragazzi di prendere il povero cane a pietrate.
E così siamo di fronte a una scelta: o credere che i bambini haredi sono crudeli, e hanno lapidato il cane senza alcuna istigazione e per puro divertimento, oppure ritenere che il rabbino ha mentito, che in effetti venne ordinato ai ragazzi di lapidare il cane, che lui e i suoi colleghi sono fanatici crudeli che credono in una teologia primitiva e crudele.
Magari anche questo episodio illuminante potrebbe servire ad illustrare quel volto di Israele “che non ti aspetti” che tra qualche giorno verrà proposto ai cittadini di Milano…
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