2 gennaio 2009

Avercene parlamentari così in Italia!


Dal blog di Sibilla , mi segnalano gentilmente questa notizia, utile a far riflettere sul fatto che i parlamentari italiani, senza alcuna eccezione, hanno assunto sul massacro in atto a Gaza una gamma di posizioni che va dalla totale indifferenza all'equidistanza e, in molti casi, all'entusiastica approvazione dell'operato dei criminali israeliani.


Altrove, c'è chi ha deciso di protestare contro l'occupazione israeliana e i crimini di guerra di Tsahal, con gesti puramente simbolici ma pur sempre significativi.


L'ambasciata israeliana ha mandato a Theodoros Pangalos, deputato (socialista, n.d.r.) del Parlamento greco, tre bottiglie di vino come regalo per le festività, con gli auguri dell'ambasciatore Ali Giachia.


Theodoros Pangalos ha restituito questo regalo ed ha ringraziato l'ambasciatore con la seguente lettera:

Caro Signor ambasciatore,


grazie per le 3 bottiglie di vino che mi avete trasmesso come auguri di Natale. Auguro a voi, alla vostra famiglia e ad ognuno nell'Ambasciata un felice anno nuovo. Buona salute e progresso per voi tutti.


Sfortunatamente ho notato che il vino che mi avete mandato è stato prodotto nelle Alture del Golan. Mi è stato insegnato, fin da quando ero molto giovane, a non rubare e a non accettare i proventi del furto. Così non mi è possibile accettare questo regalo e sono costretto a restituirvelo.


Com'è noto, il vostro paese occupa illegalmente le Alture del Golan che appartengono alla Siria, secondo il diritto internazionale e le numerose decisioni della Comunità internazionale.


Colgo l'occasione per esprimere la mia speranza che Israele trovi la sicurezza all'interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti e che le attività terroristiche contro il territorio israeliano da parte di Hamas o di chiunque altro vengano controllate e rese impossibili, ma spero anche che il vostro governo cessi di praticare la politica della punizione collettiva che venne applicata su vasta scala da Hitler e dai suoi eserciti.


Azioni come quelle dei militari israeliani in questi giorni a Gaza ricordano l'olocausto dei greci a Kalavrita, o a Doxato, o a Distomo, e certamente quello nel ghetto di Varsavia.


Con questi pensieri mi permetta di esprimere i miei migliori auguri a voi, al popolo israeliano, e a tutti i popoli della nostra regione del mondo.


Atene, 30 dicembre 2008

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