Ancora foto che testimoniano il sadismo e la viltà dei soldati israeliani.

Non c’è niente da fare, i bravi soldatini di Tsahal non resistono al piacere di immortalare sé stessi, con video o foto poco importa, nell’atto di vessare e umiliare civili palestinesi inermi perché, naturalmente, ben legati e bendati.
Tre settimane fa avevamo avuto il “piacere” di vedere il video clip di un soldato israeliano che si esibiva in un allegro balletto accanto ad una donna palestinese, bendata e legata, arrestata nel dicembre del 2007 perché ritenuta affiliata ad Hamas.
Ancora prima era stato il turno di una soldatessa che aveva postato su Facebook alcune foto che la ritraevano in posa accanto ad altri prigionieri palestinesi, sempre legati e bendati. Le foto erano inserite in un album dal significativo titolo “l’esercito … il periodo più bello della mia vita”, evidentemente quello in cui poter sfogare il proprio sadismo e i propri istinti repressi ai danni di povera gente inerme e incolpevole.
Adesso è Breaking the Silence – l’organizzazione israeliana di veterani che raccolgono prove e testimonianze dei crimini commessi dall’esercito israeliano nei Territori occupati – che pubblica nuove foto di abusi ai danni di prigionieri palestinesi, commessi a Gaza durante l’operazione “Piombo Fuso” a cavallo tra il 2008 e il 2009.
Nella foto che vi mostriamo, un soldato punta il proprio fucile d’assalto a pochi centimetri dalla faccia di un prigioniero palestinese, in un’altra quattro soldati israeliani puntano ridendo i loro fucili contro una ragazza palestinese in ginocchio, legata e bendata, in un’altra ancora un soldato dipinge sul muro di una casa la stella di Davide e sotto vi scrive in ebraico: “torneremo presto”.
Secondo quanto afferma Yehuda Shaul, uno dei fondatori di Breaking the Silence, il gruppo ha ricevuto decine e decine di foto di questo genere, che mostrano un comportamento brutale e vessatorio generalizzato tra le fila dell’esercito israeliano, diretta conseguenza dell’occupazione: “diventi corrotto e non riesci più a vederli (i Palestinesi) come esseri umani simili a te”.
Ci avevano raccontato che l’esercito israeliano è il più”morale” che esista al mondo, ma forse era solo una barzelletta…
Tre settimane fa avevamo avuto il “piacere” di vedere il video clip di un soldato israeliano che si esibiva in un allegro balletto accanto ad una donna palestinese, bendata e legata, arrestata nel dicembre del 2007 perché ritenuta affiliata ad Hamas.
Ancora prima era stato il turno di una soldatessa che aveva postato su Facebook alcune foto che la ritraevano in posa accanto ad altri prigionieri palestinesi, sempre legati e bendati. Le foto erano inserite in un album dal significativo titolo “l’esercito … il periodo più bello della mia vita”, evidentemente quello in cui poter sfogare il proprio sadismo e i propri istinti repressi ai danni di povera gente inerme e incolpevole.
Adesso è Breaking the Silence – l’organizzazione israeliana di veterani che raccolgono prove e testimonianze dei crimini commessi dall’esercito israeliano nei Territori occupati – che pubblica nuove foto di abusi ai danni di prigionieri palestinesi, commessi a Gaza durante l’operazione “Piombo Fuso” a cavallo tra il 2008 e il 2009.
Nella foto che vi mostriamo, un soldato punta il proprio fucile d’assalto a pochi centimetri dalla faccia di un prigioniero palestinese, in un’altra quattro soldati israeliani puntano ridendo i loro fucili contro una ragazza palestinese in ginocchio, legata e bendata, in un’altra ancora un soldato dipinge sul muro di una casa la stella di Davide e sotto vi scrive in ebraico: “torneremo presto”.
Secondo quanto afferma Yehuda Shaul, uno dei fondatori di Breaking the Silence, il gruppo ha ricevuto decine e decine di foto di questo genere, che mostrano un comportamento brutale e vessatorio generalizzato tra le fila dell’esercito israeliano, diretta conseguenza dell’occupazione: “diventi corrotto e non riesci più a vederli (i Palestinesi) come esseri umani simili a te”.
Ci avevano raccontato che l’esercito israeliano è il più”morale” che esista al mondo, ma forse era solo una barzelletta…
Etichette: abusi, breaking the silence, diritti umani, esercito israeliano, piombo fuso




