11 agosto 2012

Noa a Milano, accogliamo come merita questa ipocrita "pacifista" israeliana


Al pari di una periodica calamità naturale, giunge in questi giorni in Italia la cantante israeliana Achinoam Nini, in arte Noa, pronta a rappresentare ancora una volta la farsa ripugnante di un’artista che dedica la sua vita, oltre che alla musica, al dialogo e alla pacifica convivenza tra israeliani e palestinesi.

Sono previsti, in particolare, un concerto gratuito a Milano l’11 agosto al Castello Sforzesco, con orario d’inizio alle ore 21:30, nell’ambito della rassegna “Voci dal mondo – Women for Expo”, un concerto per celebrare i 100 anni di Milano Marittima organizzato dal Comune di Cervia in collaborazione con la Filarmonica Arturo Toscanini, previsto per martedì 14 agosto alle ore 21:15 (Milano Marittima, Viale Ravenna, zona antistante lo stadio G. Todoli), e, infine, un concerto il 16 agosto a Merano nell’ambito del World Music Festival. 

La giunta Pisapia e l’assessore alla cultura Stefano Boeri, dunque, non riescono proprio a fare a meno di avere, ogni qual volta è possibile, una presenza costante e qualificata di Israele a Milano, eppure dovrebbero ricordare (e se non ricordano la loro cultura ha qualche falla…) che questa Noa è sempre la stessa falsa e ipocrita “pacifista” che, nel bel mezzo dell’operazione israeliana “Piombo Fuso”, esattamente l’8 gennaio del 2009, ha avuto il coraggio di scrivere ai Palestinesi di Gaza, massacrati dai bombardamenti, e di augurare loro non la fine dell’infame aggressione israeliana e un immediato cessate il fuoco, ma “che Israele faccia il lavoro che tutti noi sappiamo deve essere fatto, e VI LIBERI definitivamente da questo cancro … oggi chiamato Hamas”. 

Oggi tutti sappiamo bene come è andata a finire, Israele non è riuscita a liberare la Striscia di Gaza dal “cancro” di Hamas, ma in compenso è riuscita a “liberarla” da oltre 1.400 Palestinesi, massacrati con ogni tipo di arma ivi incluse quelle proibite dal diritto umanitario. L’83,3% degli uccisi erano civili inermi e indifesi, e tra essi vi erano 352 bambini (dati: Palestinian Centre for Human Rights e Defence for Children International). 

E con incredibile faccia tosta, qualche giorno dopo, Noa assicurava la propria partecipazione ad un evento benefico in favore dei bambini di Gaza previsto a Tel Aviv per il 23 gennaio: dopo aver elogiato il massacro dei genitori si proponeva come cantante “benefica” per gli orfani di Gaza! 

Mi piace ricordare che il compianto Juliano Mer Khamis (una vita la sua davvero dedicata alla pace!), nel promuovere una petizione contro la partecipazione di Noa all’evento di beneficenza, si era così rivolto a Noa: “Non c’è limite alla tua ipocrisia, Noa. Tu hai sostenuto la guerra che ha reso orfani questi bambini, e ora vuoi giocare a “Madre Teresa” ed aiutarli? Come puoi essere così cinica? Migliaia di bambini sono stati menomati fisicamente ed emotivamente per il resto della loro vita in una guerra che non solo non hai contestato, ma che hai apertamente giustificato. Forse riuscirai ad accrescere la tua popolarità e cercherai di lavarti le mani insanguinate facendo notizia sulle spalle di questi bambini, ma non sarai in grado di pulire la tua coscienza sporca”. 

E, da allora e ancora adesso, “Mama Teresa” Noa continua a riproporsi come alfiere del dialogo e della pace tra israeliani e palestinesi, al pari del “trio delle meraviglie” Grossman-Yehoshua-Oz e di quanti altri vanno in giro per il mondo a spacciare un’immagine di Israele come di un paese che non vorrebbe altro che deporre le armi e vivere in pace con i suoi vicini, impossibilitato a farlo perché costantemente minacciato nella sua “sicurezza”. 

Siamo stanchi di questi “pacifisti” che, in vita loro, non hanno mai criticato – ed anzi hanno sempre apertamente appoggiato – tutti i vari massacri che l’esercito israeliano ha compiuto in questi anni, da Gaza al Libano, limitandosi successivamente a battersi il petto e a invocare il cessate il fuoco, omettendo di denunciare i crimini dei valorosi soldati di Tsahal, mettendo sullo stesso piano l’occupante e l’occupato, gli assassini e le vittime massacrate. 

Non è un caso che Israele mandi in giro per il mondo questi “alfieri” – non della pace ma della più becera propaganda sionista – a lustrare al meglio la propria immagine, mentre personalità del calibro di Ilan Pappe o di Norman Finkelstein vengono trattati alla stregua di appestati o di pericolosi “infiltrati”, creando per loro una categoria unica al mondo, quella degli Ebrei “che odiano sé stessi”.

E’ per questo che condivido e parteciperò con il cuore alla manifestazione organizzata per domani dall’International Solidarity Movement – Italia, con raduno a Largo Cairoli alle ore 20:00, per andare a contestare, pardon, ad applaudire entusiasticamente Noa. 

E pazienza se, dalle colonne del suo blog, Noa accusi quanti chiamano al boicottaggio dei suoi concerti e, più in generale, di Israele, di essere “disinformati”. Farò senz’altro ammenda quando riuscirò a leggere qualche sua dichiarazione in cui non si limiti a parlare in termini generici ed astratti di pace e fratellanza, ma condanni senza mezzi termini l’occupazione israeliana, il furto delle risorse naturali del popolo palestinese, i crimini e le atrocità di cui quotidianamente si macchiano i soldati di Tsahal. I suoi ex commilitoni.  

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28 ottobre 2011

Di nuovo in Italia Noa, l'ipocrita e falsa "pacifista"

Al pari di una periodica calamità naturale, giunge in questi giorni in Italia la cantante israeliana Achinoam Nini, in arte Noa, per rappresentare ancora una volta la farsa ripugnante di un’artista che dedica la sua vita, oltre che alla musica, al dialogo e alla pacifica convivenza tra Israeliani e Palestinesi.

Sono previsti, infatti, concerti della cantante il 28 ottobre all’Abbazia di Staffarda a Revello (ore 20:45), il 30 ottobre all’Auditorium Santa Chiara di Trento (ore 21:00) e il 25 novembre al Teatro Duni di Matera.

A Revello, in particolare, Noa con il suo concerto chiuderà la rassegna “La Santità sconosciuta – Piemonte Terra di Santi”, e ciò in quanto – a detta degli organizzatori – “in un’edizione dedicata alla pace e al dialogo interreligioso, la presenza di Noa non può che essere una scelta logica e coerente, in base all’impegno sociale e civile di quest’artista”.

Ora, tutto questo sarà pure logico e coerente, ma io ho ben impressa nella mente – e difficilmente la dimenticherò – un’immagine ben diversa di Noa, quella di una falsa e ipocrita “pacifista” che, nel bel mezzo dell’operazione israeliana “Piombo Fuso”, esattamente l’8 gennaio del 2009, ebbe il coraggio di scrivere ai Palestinesi di Gaza, massacrati dai bombardamenti, di augurare loro non la fine dell’infame aggressione israeliana e un immediato cessate il fuoco, ma “che Israele faccia il lavoro che tutti noi sappiamo deve essere fatto, e VI LIBERI definitivamente da questo cancro … oggi chiamato Hamas”.

Oggi tutti sappiamo bene come è andata a finire, Israele non è riuscita a liberare la Striscia di Gaza dal “cancro” di Hamas, ma in compenso è riuscita a “liberarla” da oltre 1.400 Palestinesi, massacrati con ogni tipo di arma ivi incluse quelle proibite dal diritto umanitario; l’83,3% degli uccisi erano civili inermi e indifesi, tra essi 352 bambini (dati: Palestinian Centre for Human Rights e Defence for Children International).

E con incredibile faccia tosta, qualche giorno dopo, Noa assicurava la propria partecipazione ad un evento benefico in favore dei bambini di Gaza previsto a Tel Aviv per il 23 gennaio: dopo aver elogiato il massacro dei genitori si proponeva come cantante “benefica” per gli orfani di Gaza!

Mi piace ricordare che il compianto Juliano Mer Khamis (una vita la sua davvero dedicata alla pace!), nel promuovere una petizione contro la partecipazione di Noa all’evento di beneficenza, si era così rivolto a Noa: “Non c’è limite alla tua ipocrisia, Noa. Tu hai sostenuto la guerra che ha reso orfani questi bambini, e ora vuoi giocare a “Madre Teresa” ed aiutarli? Come puoi essere così cinica? Migliaia di bambini sono stati menomati fisicamente ed emotivamente per il resto della loro vita in una guerra che non solo non hai contestato, ma che hai apertamente giustificato. Forse riuscirai ad accrescere la tua popolarità e cercherai di lavarti le mani insanguinate facendo notizia sulle spalle di questi bambini, ma non sarai in grado di pulire la tua coscienza sporca”.

E, da allora e ancora adesso, Noa continua a riproporsi come alfiere del dialogo e della pace tra Israeliani e Palestinesi, al pari del “trio delle meraviglie” Grossman-Yehoshua-Oz e di quanti altri vanno in giro per il mondo a spacciare un’immagine di Israele come di un Paese che non vorrebbe altro che deporre le armi e vivere in pace con i suoi vicini, impossibilitato a farlo perché costantemente minacciato nella sua “sicurezza”.

Siamo stanchi di questi “pacifisti” che, in vita loro, non hanno mai criticato – ed anzi hanno sempre apertamente appoggiato – tutti i vari massacri che l’esercito israeliano ha compiuto in questi anni, da Gaza al Libano, limitandosi successivamente a battersi il petto e a invocare il cessate il fuoco, omettendo di denunciare i crimini dei valorosi soldati di Tsahal, mettendo sullo stesso piano l’occupante e l’occupato, gli assassini e le vittime massacrate.

Non è un caso che Israele mandi in giro per il mondo questi “alfieri” – non della pace ma della più becera propaganda sionista – a lustrare al meglio la propria immagine, mentre personalità del calibro di Ilan Pappe o di Norman Finkelstein vengono trattati alla stregua di appestati o di pericolosi “infiltrati”, creando per loro una categoria unica al mondo, quella degli Ebrei “che odiano sé stessi”!

E’ per questo che concordo pienamente con l’iniziativa prevista oggi a partire dalle ore 19:00, con un presidio con volantini e striscioni davanti all’Abbazia di Staffarda a Revello (circa un’ora e mezzo da Torino), promossa da Indymedia Piemonte.

Chi non si trovasse esattamente da quelle parti, potrà ripiegare sull’iniziativa promossa su Facebook dall’International Solidarity Movement – Italia, dal titolo “Manifestazione elettronica a Noa che non è benvenuta in Italia!”. Ricordo che, sul “caso Noa”, l’ISM ha anche pubblicato un apposito documento che vale la pena di leggere, per non dimenticare mai qual è il vero volto di questa “pacifista”.

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22 gennaio 2009

Noa, ovvero l'ipocrisia di certi "pacifisti" israeliani.


La petizione che segue è volta a impedire la partecipazione della cantante israeliana Noa ad un evento benefico in favore di Gaza che avrà luogo domani a Tel Aviv.

In una recente lettera rivolta ai Palestinesi di Gaza, Noa aveva scritto “Io so che nel profondo del vostro cuore DESIDERATE (il maiuscolo è nel testo, n.d.t.) la morte di questa bestia chiamata Hamas che vi ha terrorizzato e massacrato, che ha trasformato Gaza in un cumulo di spazzatura fatto di povertà, malattia e miseria”.

Aggiungendo poi: “Posso soltanto augurarvi che Israele faccia il lavoro che tutti noi sappiamo deve esser fatto, e VI LIBERI definitivamente da questo cancro, questo virus, questo mostro chiamato fanatismo, oggi chiamato Hamas. E che questi assassini scoprano quanta poca compassione possa esistere nei loro cuori e CESSINO di usare voi e i vostri bambini come scudi umani per la loro vigliaccheria e i loro crimini”.

Con l’operazione “Piombo Fuso” Israele non è riuscita nell’intento di liberare i Palestinesi di Gaza dal “cancro” di Hamas; in compenso, li ha “liberati” dal fardello di oltre 1.300 dei loro fratelli massacrati da Tsahal, tra i quali 104 donne e 410 bambini. Questo, senza contare i circa 5.300 feriti (795 donne e 1.855 bambini) provocati dai crimini israeliani e gli oltre 22.000 edifici pubblici e privati totalmente o parzialmente distrutti (si tratta del 14% di tutte le costruzioni presenti nella Striscia!).

Dunque, secondo Noa, la responsabilità di aver trasformato Gaza in un cumulo di spazzatura in cui regnano fame, miseria e disperazione ricade su Hamas, e non sul progressivo blocco dei valichi attuato progressivamente da Israele, anche in costanza di tregua, che ha impedito l’afflusso nella Striscia di energia elettrica, carburanti, beni di consumo, attrezzature, pezzi di ricambio e persino dei beni umanitari.

Secondo Noa, così come per la più becera propaganda sionista, la colpa di tanto morti e feriti, la responsabilità per questi poveri bambini mutilati ed uccisi risiede nel loro utilizzo come “scudi umani”, e non nei reiterati crimini di guerra e crimini contro l’umanità di cui Israele, in questi giorni, viene da più parti accusato, non nella violazione dei principi basilari del diritto umanitario, non negli armamenti proibiti adoperati dalle truppe israeliane quali i proiettili all’uranio impoverito o le granate al fosforo bianco, di cui ora anche Israele ufficialmente ammette alcuni casi di utilizzo.

Nessuna condanna o biasimo, da parte di Noa, per i propri governanti e per i generali dell’esercito che provvede alla sua “difesa”, nessun accenno al fatto che le prime violazioni della tregua sono state poste in essere da Israele, con i raid aerei a partire dai primi giorni di novembre, nessun rilievo al terrificante rapporto tra perdite dell’Idf e uccisioni di civili palestinesi non combattenti, passato da 1:6 nella prima Intifada a 1:48 nell’operazione “Piombo Fuso” (si tratta, in realtà, di una cifra ben al di sotto di quella reale, in quanto basata su dati aggiornati al 15 gennaio; sul punto, cfr. Why did the killing ratio increase? Di Yagil Levy, Ha’aretz, 18.1.2009).

Siamo stanchi e nauseati da questi finti “pacifisti” israeliani, come Noa ma anche come Yehoshua, che dispensano frasi gentili e intrise di compassione ma che, alla tirata delle somme, sono sempre pronti a giustificare i più orrendi crimini e le più feroci operazioni militari dell’esercito israeliano, ivi inclusi i massacri di civili in Libano e, ora, nella Striscia di Gaza.

Magari spacciandole addirittura come un “bene” per il popolo palestinese!

Come ricordato nella petizione, “i veri fanatici qui attorno, Noa, sono le persone che pensano di avere il diritto di infliggere così tanto male, danno e sofferenza ad un popolo assediato, bersagliato e privato dei propri diritti”.

Inviate la vostra adesione all'indirizzo e-mail riportato qui sotto, se volete, ma soprattutto ricordatevi, quando Noa tornerà in Italia (e capita così spesso…), del suo finto pacifismo e della sua ipocrita compassione, e se magari capiterà che venga invitata ad un qualche evento benefico, invitatela cortesemente ad andare ... dove merita!

BAN Achinoam Nini (Noa) from participating at Gaza Charity Event!
Call to Kill the Parents and Volunteer to Sing for the Children

We, the undersigned, demand that Achinoam Nini be barred from participating in the Gaza charity event scheduled for Friday, January 23, 2009 at "Levontin 7" in Tel Aviv

In an open letter to the Palestinian people, Israeli singer Ahinoam Nini wrote:
"I can only wish for you that Israel will do the job we all know needs to be done, and finally RID YOU of this cancer, this virus, this monster called fanaticism, today, called Hamas."

Hebrew
www.ynet.co.il/articles/0,7340,L-3651625,00.html

English
www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3651784,00.html

Today, after her wish has been fulfilled, and the Israeli army "GOT RID" of over 1300 Palestinians, over 400 of them children, over 100 of them women, and injured more than 5000, Ahinoam Nini wants to share the stage at a charity performance for the sake of Gaza's children?

There is no limit to your hypocrisy, Noa. You supported the war which orphaned these children, and now you want to play "Mama Theresa" and help them out? How cynical can you be? Thousands of children were crippled physically and emotionally for the rest of their lives in a war that not only did you not protest, you vocally justified. Maybe you can increase your popularity and try to wash your bloody hands by making headlines on the backs of these children, but you will not be able to clear your dirty conscience.

Not unless you recognize that an occupier has no moral right to tell an occupied people what to do, including what leadership it can or cannot democratically elect. Not before you recognize that the real "virus" or "cancer," to use your ill-willed words, the "monster" is the ongoing occupation and the oppression that comes with it. anything it spawns, is its own doing. The real fanatics around here, Noa, are the people who think that they have the right to inflict so much harm and damage and pain to a besieged and beleaguered and disenfranchised people.

send adhesions to Juliano Mer Khamis children.gaza3@gmail.com

P.S. Dal blog di amaryllide, riporto alcuni pezzi della risposta alla lettera di Noa data dal regista Udi Aloni, figlio di Shulamit Aloni.

Cara Achinoam Nini,
ho scelto di rispondere a te e non all'intera destra rabbiosa, perchè credo che il tradimento del campo della pace superi il danno causato dalla destra di migliaia di volte. La facilità con cui il campo della pace si accoda ai ruggiti di guerra ostacola la creazione di un significativo movimento che possa dare una vera resistenza all'occupazione.

Tu ruoti gli occhi,usi le tue parole d'amore al servizio dei tuo popolo conquistatore e chiedi ai Palestinesi di arrendersi con voce tenera. Tu dai ad Israele il ruolo di liberatore. Ad Israele - che, per oltre 60 anni, li ha occupati e umiliati. "Io so dove è il vostro cuore! E' proprio dove è il mio, con i miei figli, con la terra, con il cielo, con la musica, con la SPERANZA!" scrivi, ma Achinoam, noi abbiamo preso la loro terra e imprigionati nel ghetto chiamato Gaza.

Abbiamo coperto i loro cielo con i jet da combattimento, svettanti come angeli dell'inferno e seminando morte a caso. Di quale speranza stai parlando? Abbiamo distrutto ogni possibilità di moderazione e di vita in comune nel momento in cui abbiamo saccheggiato la loro terra, mentre eravamo seduti con loro al tavolo del negoziato. Possiamo avere parlato di pace, ma li abbiamo derubati anche degli occhi. Essi volevano la terra data loro dal diritto internazionale, e noi abbiamo parlato in nome di Dio.

... Hamas non è il mostro, mia cara Achinoam. È il figlio del mostro.

L'occupazione israeliana è il mostro. Essa e solo essa è responsabile per la povertà e la malattia e l'orrore. Siamo stati così spaventati dalla sua leadership laica, che ha minato la nostra visione della Terra di Israele, che abbiamo scelto di finanziare e sostenere Hamas, nella speranza che da una politica di divide et impera avremmo potuto andare avanti con l'occupazione per sempre, ma quando la cosa ci si è ritorta contro, tu scegli di incolpare l'effetto invece della causa.

Tu scrivi: "Io posso solo augurarvi che Israele faccia il lavoro che tutti noi sappiamo deve essere fatto, e, infine, VI LIBERI da questo cancro, questo virus, questo mostro chiamato fanatismo, e oggi chiamato Hamas ... Sarebbe lo stesso se la tua sorella palestinese scrivesse: "Speriamo che Hamas faccia il lavoro per voi, e vi liberi della Destra ebraica".

Quindi, forse, invece di ordinare a un popolo al quale abbiamo asportato chirurgicamente ogni barlume di speranza, potresti aiutare i tuoi fratelli e sorelle in Palestina a liberarsi dall'occupazione, dall'oppressione e dall'arrogante colonialismo inflitto dal tuo paese. Solo allora li puoi invitare a lottare democraticamente e riportare la Palestina allo stato mentale in cui era prima che noi li spingessimo in un angolo del muro che abbiamo costruito.

E se i tuoi fratelli in Palestina scelgono Hamas, devi rispettare la loro scelta, proprio come le nazioni del mondo hanno rispettato Israele quando ha scelto l'omicida Sharon. Hamas lo devono combattere loro, proprio come tu hai combattuto lui. Questa è la democrazia. Solo allora potrete tu e i tuoi fratelli da entrambe le parti di Palestina e Israele condividere - da uguali - la gioia della terra, il cielo e la musica; solo allora riusciremo a combattere insieme per la parità, per ogni uomo e ogni donna che vivono nella nostra terra santa. Amen.

Udi Aloni

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