Gli Usa riarmano Israele: è questa la strada verso la pace?
L’aviazione israeliana di recente ha notevolmente aumentato la propria capacità di effettuare bombardamenti di precisione grazie alla fornitura del primo lotto di GBU-39 Small Diameter Bombs (bombe di piccolo diametro – SDB) provenienti dagli Stati Uniti.
La GBU-39 è una bomba di 250 libbre (113,6 kg.) sviluppata dalla Boeing Company come arma a basso costo che consente attacchi di alta precisione e con un basso livello di danni collaterali. Il Congresso Usa, alla fine del 2008, aveva autorizzato Israele ad acquistare mille unità di questo tipo di bomba, ed è interessante osservare come sia stato Israele, ancora una volta, il primo paese al di fuori degli Stati Uniti a ricevere la nuova arma.
La GBU-39, a guida GPS, è ritenuta una delle bombe di maggior precisione al mondo. Ha la stessa capacità di penetrazione di una normale bomba di 900 kg. (i test condotti dimostrano che può penetrare almeno 90 cm. di cemento armato), sebbene porti con sé solo 22,7 kg. di esplosivo: le sue piccole dimensioni (1,75 m. di lunghezza) aumentano inoltre il numero di bombe che ciascun aereo può trasportare e, conseguentemente, il numero di obiettivi attaccabili in un solo raid.
I primi aerei dell’aviazione israeliana a ricevere la nuova arma saranno gli F-15 che, potendo trasportare fino a 20 bombe sulle ali e sulla fusoliera, diventeranno quella che viene già definita come una “macchina per uccidere”.
L’amministrazione Obama, fin dall’inizio e ancora adesso, si è proposta come mediatrice per raggiungere finalmente un accordo di pace tra Israeliani e Palestinesi, eppure ancora una volta non si può che rilevare una profonda discrepanza tra le intenzioni e le belle parole, da una parte, e i fatti concreti dall’altra.
A fronte dell’annunciato, ennesimo piano israeliano per costruire 1.300 nuove abitazioni a Gerusalemme est, Obama non ha saputo far altro che dichiarare che questo nuovo impulso alla colonizzazione “non aiuta” gli sforzi di pace: un po’ poco per la verità.
Di contro, il governo americano non esita a fornire ad Israele nuove armi di precisione che non servono certo alla difesa del territorio israeliano, perché nessuno ha l’intenzione e/o la capacità di attaccare Israele, ma che vanno a incrementare il poderoso arsenale di cui Israele ha già dato prova di saper fare buon uso per massacrare civili inermi ed innocenti in Libano e, più di recente, nella Striscia di Gaza.
Il Presidente Obama avrà ora ancor più difficoltà ad accreditare il suo paese nel mondo arabo come “honest broker” di un accordo di pace tra Israeliani e Palestinesi, ma dovrebbe anche spiegare a tutti noi se davvero è questa la strada verso la pace in medio oriente, e nel mondo intero.
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